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Il bene comune | 31 agosto 2025, 07:55

Un’estate che rompe le barriere: lo sport come inclusione

Egidio Marchese racconta la prima edizione del centro estivo per ragazzi con disabilità promosso da AVP Onlus ad Aosta. Tra sport, giochi e gite, il progetto ha messo al centro socialità, autonomia e competenze relazionali.

Egidio Marchese

Egidio Marchese

Egidio Marchese nasce ad Acri, in provincia di Cosenza, il 28 novembre 1968. Cresce fino a 14 anni a Sorbo, frazione di Acri, tra parenti e tradizioni familiari. Dopo la scuola dell’obbligo, si trasferisce a Siena per lavorare con il padre in officina e poi inizia stagioni come cameriere a Sirmione e nelle località sciistiche di Madonna di Campiglio e Folgarida. Nel novembre 1991 arriva in Valle d’Aosta per lavorare alla costruzione dell’autostrada  e nel 1993 conosce Doriana, sua futura moglie. Un incidente stradale nel gennaio 1997 lo costringe a muoversi in sedia a rotelle. Nonostante le difficoltà, costruisce una vita familiare e sportiva piena: nel 1999 nasce Samuel e nel 2002 Luca, fa parte da capitano della nazionale italiana di Wheelchair Curling. Fonda e guida progetti inclusivi e recentemente ha promosso il primo centro estivo sportivo per ragazzi con disabilità ad Aosta, realizzando un’esperienza unica di socialità, autonomia e sport. Come è nata l’idea di questo centro estivo?
"L’idea è nata dalla voglia di creare un’occasione di sport e socialità per ragazzi con disabilità. Non volevamo solo proporre attività fisiche, ma costruire uno spazio dove la socialità e le competenze relazionali fossero al centro. Lo sport e il gioco sono stati strumenti per superare ogni ostacolo."

Quali sono stati i punti chiave nello sviluppo del progetto?
"Il cuore del centro estivo era creare un ambiente dove ogni ragazzo potesse sentirsi protagonista, senza barriere. Il programma, durato quattro settimane, ha combinato attività fisiche, cognitive ed emotive, calibrate sulle esigenze dei partecipanti."

Puoi raccontarci alcune delle attività principali?
"Gli sport praticati spaziavano dall’arrampicata indoor e outdoor, grazie alla collaborazione con la Società delle Guide Alpine, a sessioni specifiche nella palestra Disval, progettata per garantire accessibilità e sicurezza. Non sono mancate le gite in bicicletta con i Lupi di Sarre e il noleggio biciclette Hubb di Aosta, che hanno permesso ai ragazzi di vivere esperienze all’aperto in totale sicurezza. Una giornata speciale è stata dedicata al Golf Club Arsanìère di Gignod, mentre le lezioni di Yoga hanno favorito concentrazione, equilibrio e rilassamento."

Ci sono stati momenti educativi o terapeutici?
"Assolutamente. Abbiamo organizzato laboratori manuali, Pet Therapy e un incontro con l’infettivologa Silvia Carla Maria Magnani, per integrare conoscenze scientifiche e consapevolezza sulla salute. Tutto questo ha reso l’esperienza completa, combinando sport, apprendimento e sviluppo personale."

I protagonisti del primo centro estivo AVP Onlus progettato da Egigio Marchese, a sinistra della prima fila

Quale ruolo hanno avuto le collaborazioni con il territorio?
"Fondamentale. Il Centro Lontre di Valsavarenche e il Centro Visitatori PNGP di Chanavey hanno permesso ai ragazzi di scoprire le bellezze naturali della Valle d’Aosta. La Fondazione Ollignan e la caserma dei Vigili del Fuoco hanno offerto esperienze pratiche e stimoli sociali. Senza questi partner, il progetto non avrebbe avuto la stessa forza."

E le famiglie? Quanto sono state coinvolte?
"I genitori non sono stati solo spettatori: attraverso colloqui iniziali e dialogo costante, sono diventati partner attivi. Questo ha reso l’esperienza più completa e inclusiva, creando un legame autentico tra ragazzi, famiglie e staff."

Cosa ti ha emozionato di più durante questa prima edizione?
"Vedere i ragazzi sorridere, fare nuove amicizie e ritrovare autonomia. Lo sport e il gioco sono stati veicoli di inclusione reale. I giovani volontari hanno fatto un lavoro straordinario come pari, creando legami spontanei e autentici."

Qual è il messaggio che vuoi lasciare alla comunità valdostana?
"Che l’inclusione è possibile quando c’è collaborazione, ascolto e un approccio personalizzato. Questo centro estivo dimostra come con dedizione, solidarietà e progettualità concreta si possa fare una differenza duratura nella vita dei giovani con disabilità."

E i progetti per il futuro?
"Vogliamo ripetere l’esperienza e crescere ancora, ampliando le attività e coinvolgendo nuovi partner. Il modello funziona e il territorio valdostano può esserne orgoglioso."

Un’estate che lascia il segno

"Quello che abbiamo visto in queste settimane non è solo divertimento o attività fisica," conclude Egidio Marchese. "È la dimostrazione concreta che l’inclusione è possibile quando il progetto è pensato su misura, quando sport, gioco e socialità diventano strumenti di crescita reale. Ogni sorriso, ogni nuova amicizia, ogni piccolo traguardo raggiunto dai ragazzi è un passo avanti verso una comunità più attenta, solidale e inclusiva. Il nostro obiettivo è far sì che queste esperienze non siano isolate, ma diventino parte di un percorso continuo, dove ciascun ragazzo possa sentirsi protagonista della propria vita."

Con questa prima edizione, il centro estivo AVP Onlus ha tracciato la strada: lo sport e il gioco non sono solo strumenti di divertimento, ma leve potenti per costruire autonomia, fiducia e relazioni autentiche. Una prova che, con dedizione, collaborazione e attenzione alle persone, anche le barriere più ostinate possono essere superate.

piero minuzzo

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