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Il bene comune | 09 luglio 2025, 15:56

Passi diversi, stessa cima: Alpinisti InSuperAbili e la sfida del Breithorn

Quando la montagna chiama, il cuore risponde. E se è vero che ogni vetta è un sogno, Alpinisti InSuperAbili dimostra che certi sogni, insieme, possono diventare realtà. Anche a 4.000 metri

Alpinisti Insuperabili

Alpinisti Insuperabili

Il team di volontariato ideato da Roby Ferro e Daniele Boero si prepara alla terza salita stagionale sul Breithorn, prevista per domenica 13 luglio. Emozioni, coraggio e montagna: quando la vetta diventa davvero per tutti, anche per chi non può camminare.

ALPINISMO E CUORE: SUL BREITHORN CON TOMMASO, PERCHÉ LA VETTA È DI TUTTI

Ci sono conquiste che non stanno solo nelle gambe, ma nel cuore, nella volontà, nella voglia di condividere emozioni autentiche. È questo lo spirito che anima Alpinisti InSuperAbili – Adrenalina Inclusiva, un progetto nato in Valle d’Aosta dall’amicizia e dalla visione di due uomini di montagna, Roberto Ferraro – per tutti Roby Ferro – e Daniele Boero. L’obiettivo? Rendere l’alpinismo accessibile anche a chi, per una disabilità motoria, non ha mai potuto nemmeno sognare un 4.000. Fino ad oggi.

Dopo le salite del 1° giugno con Piersandro Maggi e del 29 giugno con Alen Sonza, domenica 13 luglio sarà la volta di Tommaso Migliorini. Un volto nuovo, un debutto assoluto: Tommaso non solo non è mai salito su un quattromila, ma è anche alla sua prima esperienza in montagna. “L’emozione è alle stelle – racconta – Non vedo l’ora di guardare il mondo da lassù. Sarà uno spettacolo.”

Per lui, il Team di Alpinisti InSuperAbili sta già lavorando alla preparazione tecnica e logistica della cordata. Squadre di volontari, guide alpine, un medico del 118: ogni dettaglio è curato con attenzione, perché qui la sicurezza e l’umanità camminano insieme. Anzi, salgono insieme.

LA FORZA DEL GRUPPO E LA MAGIA DELLA VETTA

Ogni salita è un piccolo miracolo. Lo sanno bene Roby e Daniele: “Quando arriviamo in cima, si sprigiona qualcosa di profondo. È difficile da spiegare. La montagna ti restituisce tutto: fatica, emozione, condivisione. Anche le lacrime, quelle belle, di gioia.”

Chi ha già vissuto l’esperienza, come Piersandro Maggi – milanese d’origine ma gressonaro d’adozione – parla di una “carica vitale”. Non a caso, ha voluto creare personalmente la sua squadra di amici volontari, trasformando la salita in una vera festa di cordata.

E che dire di Alen Sonza, assicuratore di Donnas, appassionato nuotatore e protagonista della seconda ascesa del 29 giugno? Spinto dalla sfida lanciata dall’amico e Guida Alpina Stefano Pramotton, ha raggiunto il Breithorn con grinta. In cima ha ritrovato il suo elemento: l’acqua, ma in forma di neve e ghiaccio. “È stato come nuotare nell’aria”, ha detto.

UNA MONTAGNA ACCESSIBILE E SOLIDALE

Il progetto è possibile grazie a una rete di sostegno che va ben oltre la montagna. Sponsor, enti locali, volontari, aziende, istituzioni sanitarie: un puzzle di solidarietà che permette a ogni salita di prendere forma.

Tra gli sponsor e i partner figurano nomi come Ferroli, Cervino Spa, Fondation Pro Montagna, Honestamp, la Fondazione per lo Sport Silvia Parente, l’Azienda USL della Valle d’Aosta, la Sezione ANA di Valtournenche, il Comune di Valtournenche, BoMeCo e l’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna. Un esercito silenzioso che lavora dietro le quinte.

I BAMBINI, IL NOME, IL FUTURO

A battezzare il progetto è stata la fantasia dei bambini della scuola primaria di Valtournenche. Dopo un incontro con Daniele e Roby, in cui hanno toccato con mano il monosci e ascoltato storie di cordate inclusive, hanno inventato il nome: Alpinisti InSuperAbili... Adrenalina Inclusiva. Geniale. Perché dice tutto: la forza di chi supera i limiti, l’emozione pura dell’impresa, e un’idea di montagna che non esclude nessuno.

COME FUNZIONA UNA SALITA "INSUPERABILE"

Tutto comincia con una visita di idoneità medica presso la Medicina di Montagna. Poi si passa all’organizzazione operativa: tre squadre da cinque volontari ciascuna, coordinate da guide alpine e un medico del 118, si alternano nel traino e nella conduzione del monosci.

Il monosci è un ausilio speciale, adattato per il ghiacciaio: un sedile montato su uno sci, con manubrio posteriore per il controllo e squadre laterali e anteriori per la progressione. Si parte da Breuil Cervinia con la funivia fino al Piccolo Cervino, poi si procede in cordata verso la cima del Breithorn. In discesa, i volontari frenano con cura l’ausilio. E infine, il momento che vale tutta la fatica: l’abbraccio, la festa, gli occhi lucidi e il cuore gonfio.

pi.mi.

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