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Il bene comune | 02 marzo 2026, 10:44

Donacibo, il gesto che educa: scuole valdostane in prima linea contro lo spreco e la povertà

Sono circa ottomila gli studenti coinvolti nella 21ª edizione dell’iniziativa che unisce raccolta alimentare e percorsi educativi. Fino a fine marzo in una trentina di istituti della Valle d’Aosta si raccolgono generi di prima necessità destinati alle famiglie in difficoltà

Donacibo, il gesto che educa: scuole valdostane in prima linea contro lo spreco e la povertà

C’è un momento dell’anno scolastico in cui il suono della campanella non richiama solo a lezioni e verifiche, ma anche a un gesto semplice e potente: portare a scuola un pacco di pasta, una bottiglia d’olio, un barattolo di legumi. Fino alla fine di marzo, in una trentina di istituti valdostani, torna il “Donacibo”, l’appuntamento con la raccolta di generi alimentari destinati alle persone bisognose della nostra Regione. Un’iniziativa che, giunta alla 21ª edizione, è ormai entrata nella tradizione educativa di molte scuole.

Il meccanismo è noto ma ogni anno si rinnova: studenti e docenti raccolgono alimenti a lunga conservazione – pasta, riso, olio, prodotti in scatola, alimenti per l’infanzia – che vengono sistemati in scatoloni e inviati al magazzino del Banco Alimentare per la Valle d'Aosta, a Saint-Christophe. Da lì, attraverso la rete di associazioni caritative del territorio, il cibo raggiunge famiglie e persone in difficoltà economica.

Ma il Donacibo non è solo una raccolta alimentare. È, prima di tutto, un’esperienza educativa. I volontari del Banco entrano nelle classi e affiancano al gesto concreto una riflessione sul significato della condivisione. Ai più piccoli, delle scuole dell’infanzia e primarie, viene proposto un gioco in stile Memory per visualizzare il senso del dono: un modo semplice e immediato per far capire che dietro ogni pacco consegnato c’è un volto, una storia, un bisogno reale. Le carte del gioco, realizzate con il sostegno dei Lions Club, vengono regalate a tutti gli alunni coinvolti, lasciando un segno tangibile dell’esperienza vissuta.

Per i ragazzi della secondaria, invece, l’approccio si fa più articolato. In collaborazione con gli insegnanti, i volontari propongono una riflessione sulla lotta allo spreco alimentare, sull’importanza del recupero e sulle opportunità offerte dall’economia circolare. Temi tutt’altro che astratti. In Italia, secondo i dati più recenti, lo spreco domestico di cibo continua a rappresentare una quota significativa delle perdite complessive lungo la filiera alimentare. Allo stesso tempo, cresce il numero delle persone che si rivolgono alle strutture caritative per un aiuto alimentare. È in questo paradosso – abbondanza e povertà che convivono – che il Donacibo trova la sua ragion d’essere.

Nel complesso, sono circa ottomila gli studenti valdostani coinvolti. Un numero che, rapportato alla dimensione della nostra regione, racconta una partecipazione ampia e trasversale. E che dimostra come la scuola possa essere uno spazio privilegiato non solo di istruzione, ma di educazione civica concreta.

Il Donacibo è un progetto promosso dalla Federazione dei Banchi di Solidarietà e patrocinato dal Banco Alimentare per la Valle d'Aosta. I Banchi di solidarietà sono una realtà associativa che opera per rispondere al problema della povertà alimentare, portando generi di prima necessità a persone e famiglie in grave difficoltà economica. Un lavoro silenzioso, fatto di volontariato, magazzini, turni, ascolto e relazioni. Un lavoro che spesso resta dietro le quinte, ma che senza iniziative come questa faticherebbe a coinvolgere le nuove generazioni.

Ed è forse questo uno degli aspetti più preziosi del Donacibo: educare al fatto che la solidarietà non è un concetto astratto né un’emozione passeggera, ma un gesto concreto che chiede responsabilità e continuità. In una società che rischia di abituarsi all’individualismo e alla logica dello scarto, vedere migliaia di ragazzi impegnati in un’azione comune restituisce un’immagine diversa della comunità valdostana: una comunità capace di farsi carico dei propri fragili.

L’iniziativa sarà raccontata anche in un appuntamento pubblico di particolare rilievo. Lunedì 9 marzo alle ore 21, presso il salone dell’Istituto Don Bosco di Aosta, si terrà la presentazione del libro “Amati. Un’esperienza possibile – Storie di persone semplici”, di Andrea Franchi e Massimo Piciotti, con la prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi. Interverranno gli autori e alcuni volontari, offrendo testimonianze dirette di un impegno che nasce dall’incontro con le persone e dalle loro storie.

In fondo, il Donacibo ricorda una verità semplice: la povertà non è un tema lontano, ma una realtà che attraversa anche territori apparentemente privilegiati come il nostro. E che la risposta non può essere solo istituzionale. Serve una rete, serve educazione, serve uno sguardo che non si volti dall’altra parte. Se a impararlo sono bambini e ragazzi, allora quel pacco di pasta portato a scuola vale molto più del suo peso.

je.fe.

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