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ECONOMIA | 08 febbraio 2024, 14:11

Carrello Meloni a bassa quota

L'analisi condotta da Altroconsumo sul "Carrello Tricolore" rivela un saldo misto sull'efficacia di questa iniziativa governativa, che non è mai realmente decollata come sperato

Le grand bluff du panier antiflation de Giorgia

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Altroconsumo ha seguito da vicino l'evolversi dell'iniziativa, monitorandone l'andamento all'inizio, a metà e alla fine del trimestre anti-inflazione. Già a metà dicembre, si è registrato un significativo calo nel numero di prodotti presenti nel "Carrello Tricolore" (-37%), che consisteva principalmente di prodotti a marchio del distributore. Sebbene i prezzi dei prodotti inclusi nel carrello siano diminuiti nel trimestre anti-inflazione, nella maggior parte dei casi (65%) non erano i più convenienti sullo scaffale.

La scarsa varietà di prodotti e l'assenza di alcune categorie di prodotti comuni hanno reso impossibile per le famiglie completare la spesa, limitando così il reale potenziale di risparmio offerto dall'iniziativa.

Nonostante ufficialmente l'iniziativa sia terminata alla fine del 2023, Altroconsumo ha notato che alcuni prodotti contrassegnati da questa promozione erano ancora presenti nei punti vendita nei primi 15 giorni di gennaio. Tuttavia, il numero di prodotti nel "Carrello Tricolore" è diminuito nel corso del tempo. Nonostante ciò, il numero complessivo di promozioni nei negozi è aumentato, suggerendo che i rivenditori hanno cercato di mantenere l'interesse dei consumatori con promozioni tradizionali.

In definitiva, l'iniziativa del "Carrello Tricolore" ha avuto un impatto limitato sul contenimento dei prezzi e sulla protezione del potere d'acquisto delle famiglie italiane. Mentre alcuni prodotti hanno registrato una diminuzione dei prezzi, la mancanza di una varietà sufficiente e la presenza di prodotti non necessari hanno limitato il suo effetto. Meloni Meloni Meloni!

Altroconsumo ha infine analizzato tutti i prezzi dei prodotti delle 125 categorie considerate tra maggio-giugno 2023 e gennaio 2024 (la promozione carrello tricolore non c’era ancora nel primo caso e non c’era più nel secondo). Quasi tutti i punti vendita hanno aumentato i prezzi a scaffale, mediamente del + 3,3% (solo in due punti vendita più virtuosi i prezzi dei prodotti sono diminuiti rispetto a maggio-giugno, dell’1-2%). L’aumento è trainato soprattutto dagli iper visitati (+ 6% in media) e dai supermercati (+ 5%), mentre i discount hanno mantenuto i prezzi sostanzialmente stabili (+ 0,19%). Il carrello tricolore, quindi, non ha lasciato importanti tracce sui prezzi generali, che restano in significativo aumento.

Dalle rilevazioni emerge inoltre che i prezzi di gennaio 2024 (a iniziativa terminata) rispetto ai prezzi di dicembre/ottobre 2023 (quando era ancora in corso) sono rimasti praticamente gli stessi. In sostanza, se questa promozione non ci fosse stata, non sarebbe cambiato quasi nulla per le tasche dei consumatori. Potrebbe essere cambiato qualcosa, invece, per quelle della grande distribuzione che – avendo messo in questa promozione quasi solo i prodotti del suo marchio (private label) – probabilmente è riuscita a trovare il modo di spingerne le vendite, sull'onda dell’iniziativa governativa.

Al termine di questa articolata indagine, quali conclusioni si possono trarre in merito all’efficacia dell’iniziativa del trimestre anti-inflazione? Se, come detto in precedenza, l’intento del governo era costruire un carrello di prodotti essenziali per bloccare l’aumento dei prezzi, è possibile ormai affermare che l’obiettivo è stato raggiunto solo in maniera parziale.

Nato tra migliori auspici e grandi annunci, il carrello tricolore non è mai veramente decollato e, anzi, in molti casi è rimasto abbandonato anzitempo tra le corsie: è questo il saldo finale che possiamo trarne, dopo averne accompagnato passo passo l’iter per verificarne la reale efficacia. Prova ne è che, dopo la partenza a rilento e disorganizzata che abbiamo raccontato, con diversi “distinguo” dai punti vendita, già a metà dicembre in gran parte delle catene distributive l’iniziativa è sembrata in via di dismissione. Si motiva probabilmente così - e non con gli effetti taumaturgici sull’abbassamento dell’inflazione generale, fortunatamente merito di altri fattori – la decisione del governo di non rinnovare, a questo punto correttamente, la misura alla sua scadenza naturale” spiega Federico Cavallo, Responsabile relazioni esterne di Altroconsumo.

"Di certo c’è che i benefici reali e aggiuntivi per i cittadini sono stati modesti: la scarsa numerosità di referenze selezionate dalla Gdo e l’assenza di prodotti calmierati in alcune categorie ad alta frequenza di acquisto (come olio, acqua minerale, dentifricio, oltre a tutto il fresco) hanno seriamente compromesso la possibilità di fare una spesa completa a prezzi ridotti, anche solo dei prodotti essenziali. A ciò si aggiunga che nel trimestre anti-inflazione i prodotti del carrello tricolore non erano i più economici a scaffale ben nel 59% dei casi. In più, nel mese di gennaio – a trimestre anti-inflazione terminato – i prezzi dei prodotti che prima erano in promozione con il carrello tricolore non sono tornati ad aumentare, come sarebbe stato normale al termine di offerte realmente significative, cioè che avessero realmente influenzato i prezzi. Nella stragrande maggioranza dei casi i prezzi sono invece rimasti esattamente gli stessi e in alcuni casi sono persino diminuiti. Le evidenze che questa promozione sia stata interpretata solo come un “logo” da apporre agli scaffali, in sostanza, restano. Infatti, anche il numero di promozioni totali – a gennaio – non è diminuito, come sarebbe stato comprensibile visto che il trimestre anti-inflazione è terminato ma, anzi, è paradossalmente aumentato: a conferma del fatto che le offerte “carrello tricolore” non si sono aggiunte alle altre promozioni da sempre fatte dalla grande distribuzione, ma si sono piuttosto mescolate a quelle già esistenti senza determinare, quindi, modifiche sostanziali ed effetti durevoli.” Conclude Cavallo.

 

red.

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