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Chez Nous | 10 giugno 2023, 12:00

Le liste galleggiano la sanità affoga

A causare le lunghe liste d’attesa è un motivo semplicissimo non ci sono controlli sulla domanda. Il mitico medico di famiglia è sparito

Le liste galleggiano la sanità affoga

In caso di emergenza tutto è possibile, anche l’impossibile in tempi di ordinaria quotidianità. Per questo si nominano i commissari che hanno carta bianca per risolvere criticità impreviste.  Più volte è stato affrontato il problema delle liste di attesa, ovvero dei tempi biblici per esami clinici.

L’Usl della Valle d’Aosta, così come succede in tante altre regioni italiane, si dota delle liste di galleggiamento che, secondo le intenzioni, dovrebbero garantire il rispetto dei tempi di priorità anzi, nelle intenzioni della Regione, a ridure le attese rispetto a quanto previsto a livello nazionale.

Le liste di galleggiamento sono una possibile soluzione all’emergenza ma è anche modo per fare affogare la sanità pubblica valdostana che risente di disposizioni nazionali che ne limitano l’autonomia ma che al tempo stesso non sceglie di affrontare alla base il problema.

L’Azienda USL della Valle d’Aosta ha attivato, a partire dal 5 giugno, le liste di galleggiamento per Neurologia e Gastroenterologia, le due aree con agende parzialmente chiuse, a causa di una grave carenza di personale medico divenuta ormai strutturale.

Concretamente, il sistema della lista di galleggiamento funziona così: se un utente contatta il CUP per prenotare una prima visita o esame strumentale e non vi sono disponibilità immediate nell'agenda di prenotazione, l'operatore del CUP inserirà i dati dell'utente nella lista di galleggiamento corrispondente al codice di priorità.

Successivamente, quando vi saranno disponibilità, l'utente sarà ricontattato per fissare l'appuntamento. Nessuno discute della grave carenza del personale medico dovuto a molti fattori tra i quali i mancati concorsi ma soprattutto alla scarsa attrattività della Valle d’Aosta che poco fa per favorire l’arrivo di professionalità con incentivi di varia natura.

Ma a causare le lunghe liste d’attesa è un motivo semplicissimo non ci sono controlli sulla domanda. Il mitico medico di famiglia è sparito.

Ho l’impressione che il sistema dei Raggruppamenti di Attesa Omogenea non funzioni con l’efficienza che sarebbe necessaria.

Mi sbaglierò ma il problema è alla base. Ovvero il servizio sul territorio che dovrebbe compiere una prima coraggiosa scelta sulle richieste di esami clinici. Non si capisce perché nessuno voglia affrontare con serietà un problema così grande e si preferisca ingolfare le strutture centrali e far galleggiare le liste d’attesa.

La pandemia ha sicuramente condizionato l’attività sanitaria; la mancanza di sanitari altrettanto. Ma quanto tempo l’Usl conta di far ricorso alle liste di galleggiamento? E in caso di ingolfamento delle liste galleggianti a causa dell’enorme flusso di richieste dovuto alla mancanza di controllo cosa accadrà?

Si ha l’impressione che creando un servizio si aumenti il bisogno senza alcun controllo.

Da una parte ci sono le cabine di regia, i tavoli di confronto interdisciplinari, i piani regionali per governare problemi che sembrano ingovernabili. Dall’altra ci sono le liste di attesa infinite, quelle di galleggiamento. Nessuno controlla  l’appropriatezza di tante prestazioni richieste nelle ricette.

In mezzo ci stanno i cittadini, prostrati da un’evidente inefficienza strutturale del Sistema Sanitario pubblico, costretti a rivolgersi al privato, pagando di tasca propria quello che l’Usl dovrebbe garantire.

Insomma la carenza di programmazione  porta al nefasto affidarsi, sempre di più, alla sanità privata.

Si rischia di innescare tre meccanismi deleteri. Si abdica al fulcro stesso della sanità pubblica, cioè assicurare l’assistenza senza differenze di reddito ai cittadini. Poi si allontanano ancora di più i medici dagli ospedali visto che, se ci fossero fondi, molti sarebbero incentivati a fare la loro attività intramoenia, senza scappare e diventare gettonisti. Infine, si finisce col rendere più ricchi e potenti i centri privati che, con le prestazioni ‘a forfait’, guadagnano in un secondo momento, perché prendono i pazienti nella rete delle varie diagnostiche e visite di controllo, facendoli uscire dal circuito pubblico, quindi impoverendolo sempre più.

Le rappresentanze dei dirigenti medici veterinari e sanitari hanno organizzato per il giorno 15 giugno dalle ore 15 alle ore 18 un incontro presso la Sala Conferenze della BCCV, via Garibaldi n. 3 Aosta dal tema “SALVIAMO LA SANITÀ PUBBLICA”.

Riusciranno nell’impresa oppure le liste di galleggiamento prenderanno il largo e l’Usl rimarrà incagliata per i mancati controlli al primo anello del sistema sanitario regionale?

piero.minuzzo@gmail.com

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