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ECONOMIA | 20 febbraio 2023, 12:30

Conti correnti più costosi per inflazione, Bankitalia scrive alle banche

Bankitalia agisce nelle sue funzioni di tutela della clientela bancaria e di vigilanza sulla correttezza dei comportamenti delle banche

Conti correnti più costosi per inflazione, Bankitalia scrive alle banche
La Banca d’Italia accende un faro sull’aumento dei costi dei conti correnti motivati dall’inflazione. Bankitalia ha infatti invitato le banche a «prestare particolare attenzione nel proporre modifiche contrattuali a sfavore dei clienti basate sull’andamento dell’inflazione, sollecitandole anche a valutare una revisione delle manovre effettuate in passato giustificate dall’andamento decrescente dei tassi, alla luce del loro incremento».
Bankitalia agisce nelle sue funzioni di tutela della clientela bancaria e di vigilanza sulla correttezza dei comportamenti delle banche.
La comunicazione inviata agli istituti bancari parte dalla considerazione che «gli elevati livelli di inflazione raggiunti negli ultimi mesi stanno inducendo alcune banche ad aumentare il costo dei conti correnti a carico dei clienti, proponendo loro modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali».
La Banca d’Italia «ha invitato tutte le banche a valutare con estrema attenzione simili modifiche contrattuali a sfavore dei clienti, considerato che l’aumento dei tassi di interesse ufficiali avviato lo scorso luglio dalla Banca Centrale Europea può avere effetti positivi sulla redditività complessiva dei rapporti tra le banche e i loro clienti, potenzialmente in grado di compensare l’aumento dei costi indotto dall’inflazione».
Bankitalia ricorda che in precedenza alcune banche hanno di fatto aumentato gli oneri a carico dei clienti – non era insomma conveniente avere depositi troppo elevati e soldi “fermi” sul conto.
«Questa fase di normalizzazione della politica monetaria – scrive la Banca d’Italia nella comunicazione – fa seguito a un lungo periodo di tassi di interesse straordinariamente bassi o negativi che avevano già spinto alcune banche ad azzerare la remunerazione dei depositi in conto corrente e ad aumentarne gli oneri a carico dei clienti. Con l’aumento dei tassi di interesse oggi in corso, tali intermediari sono stati sollecitati a rivedere le condizioni in senso favorevole ai clienti. Alcune banche stanno procedendo in tale direzione».
L’obiettivo delle comunicazioni ai clienti delle modifiche unilaterali dei contratti «è assicurare che le variazioni contrattuali siano sempre motivate dalla necessità di ripristinare l’equilibrio effettivo degli impegni originariamente assunti dall’intermediario e dal cliente».
E se in un’economia di mercato si tratta di libere scelte imprenditoriali, Bankitalia ricorda: «In ogni caso, in presenza di modifiche unilaterali, la clientela ha sempre il diritto di recedere dal contratto senza spese entro la data di entrata in vigore delle nuove condizioni, valutando anche offerte più convenienti di altre banche».

Bruno Albertinelli

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