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Consiglio Valle | 04 dicembre 2022, 09:03

Nuovi interventi per l'imprenditoria giovanile, femminile e dei disoccupati di lunga durata nei settori dell'industria e dell'artigianato

Nella seduta del 30 novembre 2022, il Consiglio Valle ha approvato all'unanimità un disegno di legge di 14 articoli mirati a sostenere l'imprenditoria attraverso la concessione di contributi una tantum, a fondo perduto, nella misura massima del 60 % della spesa ammissibile (tra 10mila e 80mila euro), rivolti ai giovani tra i 18 e i 35 anni e alle donne senza limiti di età

L'assessore Luigi Bertscky

L'assessore Luigi Bertscky

Recependo tre emendamenti, depositati in Aula dai gruppi Lega VdA, PlA e FI, il provvedimento è esteso anche alla categoria dei disoccupati di lunga durata. Per poter accedere ai contributi dovrà essere presentato un business plan, che consentirà una maggiore selettività nonché il finanziamento di iniziative imprenditoriali di qualità, anche in termini di ricaduta sul territorio regionale, oltre che la possibilità di avvalersi di un servizio di tutoraggio, erogato dalla struttura regionale competente nell’ambito delle iniziative previste dal Piano triennale degli interventi di politica del lavoro.

Corrado Jordan

«Con questo provvedimento - ha detto il Consigliere relatore Corrado Jordan (AV-VdAU) - si è ritenuto opportuno, tenuto conto anche degli obiettivi del Piano delle politiche del lavoro 2021-2023, definire una misura di finanziamento come strumento di sviluppo nella nostra realtà regionale, al fine di invertire il trend negativo del lavoro indipendente. Si vuole nel contempo garantire ai giovani imprenditori e alle imprenditrici di avere certezze economico-finanziarie per l’avvio delle loro iniziative e per il raggiungimento dei seguenti obiettivi: rafforzare le competenze imprenditoriali; aiutare le piccole e medie imprese che giocano un ruolo rilevante nell’economia; contribuire ad abbassare la disoccupazione e affrontare al meglio gli effetti della crisi economica, promuovendo l’accesso al mondo del lavoro anche di persone a rischio di esclusione sociale o disoccupati. Si tratta di un importante passo per dimostrare concretamente di dare fiducia ai giovani e alle loro idee imprenditoriali oltre che alla risorsa imprenditoriale al femminile. Il raggiungimento dell'uguaglianza di genere rappresenta uno dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile degli Stati europei: oggi si contano circa 1,3 milioni di imprese femminili in Italia, pari al 22% del totale, che danno lavoro a quasi 3 milioni di persone. In Valle d'Aosta, con una percentuale leggermente superiore, contiamo circa 2900 imprese al femminile (su circa 12.000). È evidente quindi che sia da colmare un importante gap.»

Il dibattito in Aula

Il Vicecapogruppo della Lega VdA, Stefano Aggravi (nella foto), ha voluto ampliare il ragionamento alla base del disegno di legge: «Con i colleghi dell'opposizione abbiamo presentato tre emendamenti che hanno la finalità di inserire tra i beneficiari dell'intervento anche i soggetti disoccupati di lunga durata, cioè coloro che dopo aver perso un posto di lavoro o cessato il lavoro autonomo, sono alla ricerca di nuova occupazione da più di 12 mesi o da più di 6 se si tratta di giovani. Dagli approfondimenti effettuati in Commissione, dalle audizioni e dalla valutazione delle linee di intervento nazionale ed europeo emerge una chiara volontà di sostenere la creazione di nuove imprese con riferimento non solo a donne e giovani ma anche ai disoccupati di lunga durata che rappresentano un ambito complesso.»

La Consigliera Chiara Minelli (PCP) ha dichiarato: «Voteremo questo disegno di legge perché riteniamo fondamentale rivolgere attenzione all'imprenditoria giovanile e femminile, così come ai disoccupati di lunga durata. Avremmo voluto che oltre ai settori dell'industria e dell'artigianato la norma fosse stata estesa anche ad altri settori come quello dell'agricoltura e del turismo. Sarebbe stato infatti opportuno fare un ragionamento più ampio per coinvolgere più settori produttivi che necessitano ugualmente di sostegno, considerato che l'imprenditoria giovanile e femminile evidenzia un significativo gap rispetto all'occupazione in generale e maschile in particolare.»

Il Capogruppo di FP-PD, Paolo Cretier, ha sottolineato che «il disegno di legge si inserisce in un contesto economico complicato e potrebbe dare impulso alla costruzione di una sana imprenditoria giovanile e femminile che riattivi i settori dell'industria e dell'artigianato, con ricadute positive anche sulle opportunità assunzionali. Particolare importanza assume la presenza del tutoraggio per la redazione di buoni business plan e la possibilità di cumulo delle misure di sostegno con i mutui regionali previsti dalla legge 6/2003.»

Il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, nel dichiarare il voto favorevole, ha parlato di «una proposta che capita in un momento di grande debolezza del nostro tessuto produttivo: tutto quello che va nella direzione di avvicinare i giovani e le categorie più svantaggiate all'impresa è pertanto positivo. Così come è positivo l'approccio al tutoraggio per far crescere la capacità di fare impresa, con l'accompagnamento delle strutture delle politiche del lavoro nella predisposizione del business plan. Avremmo gradito che il provvedimento fosse esteso a tutte le categorie, ma intanto si tratta di un segnale importante. Accogliamo poi con favore l'accettazione dei nostri emendamenti depositati in Aula.»

«Ritengo ineccepibile l'intervento verso i giovani - ha sostenuto il Consigliere della Lega VdA Simone Perron - perché le nuove generazioni incontrano delle difficoltà maggiori nell'inserirsi nel mondo dell'imprenditoria: si pensi ad esempio all'accesso al credito che è molto limitato nei loro confronti a causa dei contratti a tempo determinato. Sulla questione femminile esprimo invece tutte le mie perplessità. Il Governo usa come mantra ricorrente il tema dell'inclusione quando credo che sarebbe meglio parlare e valorizzare il "merito" perché non fa differenze di genere e non è discriminante. Conosco uomini che vorrebbero aprire un'attività e che non hanno nessun genere di aiuto come quello previsto da questo disegno di legge per le donne, uomini che sono penalizzati in quanto uomini. Aumentare l'intervento pubblico con queste modalità porta delle distorsioni in ambito economico che andranno tenute in considerazione. Il nostro è un approccio liberale che si basa sul merito e non su categorie preferenziali; abbiamo proposto un emendamento che allarga la platea interessata anche ai disoccupati, senza alcuna differenziazione di genere.»

L'Assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, nella replica, ha accolto con favore gli emendamenti depositati in Aula dai gruppi Lega VdA, PlA e FI «perché sono in linea con lo spirito della legge: dare maggiore vigore al sostegno di categorie che oggi hanno necessità di maggiore aiuto. Estendere anche a chi è in disoccupazione da oltre 12 mesi è un'opportunità di riequilibrio sociale. Questo intervento potrà essere ampliato ad altri settori, come quelli del turismo e del commercio, per dare sempre più la possibilità ai giovani di esprimersi. È parte di una strategia che ci ha già visti impegnati in un progetto sperimentale sulla neo imprenditoria rivolto alle persone disoccupate, con un premio all'impresa di genere. A chi crede, in un momento di difficoltà, nell'importanza di investire nella propria attività, noi dobbiamo fornire tutti gli strumenti possibili. Un'iniziativa, questa, che dà un'ulteriore spinta al lavoro indipendente, a chi ha voglia di mettersi in gioco e lavorare in progetti di impresa. Le leggi servono per colmare le lacune, per implementare la progettualità, per promuovere le pari opportunità, sono utili a sostegno dei soggetti che hanno necessità di un sostegno maggiore: questa è la nostra visione politica.»

Per il Consigliere di FP-PD Andrea Padovani, «il compito della politica è anche quello di correggere le storture ed eliminare le diseguaglianze e questo provvedimento corregge le iniquità che ci sono nel mondo del lavoro: si tratta di dati, non di ideologie che le donne siano fortemente in minoranza, così come è un dato di fatto che i giovani siano in sofferenza nel mondo del lavoro. In un mondo in cui giovani e donne sono vittime di disuguaglianze nel mondo del lavoro, questo intervento è sacrosanto, giusto e indispensabile. Se è vero che in un mondo ideale il merito dovrebbe essere il punto di riferimento nella costruzione di una carriera, è anche vero che in un mondo che non ci fa partire tutti dalle stesse condizioni di vita, il merito non esiste.»

Il Capogruppo di AV-VdAU, Albert Chatrian, ha aggiunto: «La nostra visione autonomista e progressista è distante anni luce dalle dichiarazioni fatte dal Consigliere Perron e ci impone di creare le condizioni per fare crescere tutti nella stessa maniera, con un'attenzione particolare a chi parte da condizioni di svantaggio. Bene quindi che la platea sia larga e senza limiti di età per le donne, bene l'attenzione ai giovani e ai disoccupati.»

Marco Carrel

Il Capogruppo Marco Carrel ha annunciato il voto favorevole di Pour l'Autonomie: «Valutiamo positivamente che la legge sia stata estesa all'imprenditoria femminile e ai disoccupati di lungo periodo e riteniamo che non dovrebbe limitarsi solo ai due settori di industria e artigianato. Non bisogna però dimenticare che la norma che oggi andiamo a modificare è nata per i giovani. Tuttavia, dai lavori in Commissione, è emerso che pochi di essi hanno fatto ricorso a queste misure e con scarsi risultati. Dovremmo indagare a fondo e capirne il motivo. È un interrogativo che dal nostro punto di vista non è secondario ed è giusto porsi.»

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