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CRONACA | 08 dicembre 2021, 08:44

Il Pronto soccorso non è il medico di famiglia

Tra gli accessi troppi codici. Nel corso del mese di novembre gli accessi sono stati complessivamente 2.623, di cui 692 codici bianchi, 1.565 codici verdi, 327 codici gialli, 17 codici rossi

Il Pronto soccorso non è il medico di famiglia

“Siamo costretti, ancora una volta, a richiamare l’attenzione sul problema degli accessi inappropriati al Pronto Soccorso – spiega il dottor Stefano Podio, Direttore della Sc Medicina e Chirurgia di Accettazione e d’Urgenza (MeCAU) ed Emergenza Territoriale 118 – o, quantomeno, di quelli che possono essere gestiti evitando l’accesso alle strutture dell’emergenza".

Infatti, la struttura complessa Medicina e Chirurgia di Accettazione e d’Urgenza (MeCAU), afferente al Dipartimento di Emergenza, Rianimazione e Anestesia (DERA) dell’Azienda Usl informa che ieri, nel corso delle ultime 24 ore, il numero degli accessi al Pronto soccorso dell’ospedale U. Parini di Aosta è stato di 139 unità. Di questi, 40 erano codici bianchi, ovvero livelli minimi di priorità attribuiti agli utenti, 77 codici verdi, 20 codici gialli, 2 codici rossi.

Nel corso del mese di novembre gli accessi sono stati complessivamente 2.623, di cui 692 codici bianchi, 1.565 codici verdi, 327 codici gialli, 17 codici rossi.   A titolo di esempio e per obiettiva comparazione, nelle 24 ore della stessa data dell’anno 2020 gli accessi sono stati 48, di cui 10 codici bianchi, 29 codici verdi, 9 codici gialli, 0 codici rossi.

"Riteniamo necessario - aggiunge Paolo Podio - rivolgere un appello affinché si rechi in Pronto Soccorso per reali emergenze e adotti un atteggiamento responsabile nell’utilizzare i servizi in maniera appropriata, recandosi in PS solo per esigenze di reale emergenza e facendo riferimento, quando opportuno, al proprio medico di famiglia e ai servizi sul territorio per situazioni e per patologie non urgenti e di non particolare gravità".

E aggiunge: "Con l’aiuto di tutti, saranno evitati sovraffollamenti in Pronto Soccorso, con evidenti benefici sull’erogazione dei servizi ed anche nell’ottica della riduzione del rischio di diffusione del virus responsabile dell’emergenza sanitaria in corso”.

E' bene ricordare che l'obiettivo principale del pronto soccorso (PS) è garantire il trattamento dei casi urgenti, vale a dire tutte le casistiche che necessitano di interventi immediati diagnostici e terapeutici. Tuttavia, questo servizio può essere identificato dai cittadini come la possibile soluzione a tutti i problemi di carattere sia sanitario che sociale, con la conseguenza che possano aver luogo presso le varie strutture di PS anche degli accessi non urgenti e dunque potenzialmente impropri. Con accesso improprio si definisce un accesso non urgente che dovrebbe essere gestito in maniera maggiormente appropriata presso altre strutture territoriali.

Una rilevanza significativa di accessi impropri comporta una dispersione di risorse sia economiche che mediche a scapito delle casistiche effettivamente urgenti, oltre che in termini di esiti, con un incremento dei tempi di attesa. Grazie all’introduzione del triage infermieristico, basato sul quadro clinico del paziente, i pazienti sono stati classificati attraverso un codice di priorità, dando così la precedenza ai casi di maggiore urgenza; è stato così possibile migliorare la gestione delle attività di urgenza distinguendole da quelle di non urgenza, sebbene non sia stato raggiunto l’obiettivo di ridurre gli accessi impropri e dunque evitabili.

pi.mi.

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