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CRONACA | 12 giugno 2021, 11:00

Sul Monte rosa una stazione-laboratorio per lo studio dei gas serra

Ha ottenuto la a certificazione ICOS-RI per le stazioni italiane. Si tratta di un risultato di primissimo rilievo per l’intera comunità scientifica italiana che studia i cambiamenti climatici

Il laboratorio del Plateau Rosa (detto anche Testa Grigia)

Il laboratorio del Plateau Rosa (detto anche Testa Grigia)

Sono tre i siti italiani ricevono il prestigioso riconoscimento che li inserisce tra le più avanzate stazioni europee per la raccolta e la diffusione di dati sui gas serra. Si rivolgono alla capacità dei boschi di assorbire anidride carbonica e inquinanti in aree critiche come la pianura padana o alle porte di grandi agglomerati urbani, e alla misurazioni atmosferiche sulle Alpi: sono le stazioni di Castelporziano, Bosco Fontana e Plateau Rosa.

Si tratta di un risultato di primissimo rilievo per l’intera comunità scientifica italiana che studia i cambiamenti climatici e per ICOS Italia, la Joint Research Unit che riunisce istituti di ricerca e università per coordinare e sostenere la partecipazione italiana nell’infrastruttura di ricerca europea dedicata al monitoraggio dei gas serra. L’Italia oltre ad una serie di stazioni sia su terra che in mare, ospita a Viterbo il Centro Tematico Europeo sugli ecosistemi (ICOS ETC), presso l’Università della Tuscia e il CMCC.

I dati sono essenziali per migliorare la conoscenza scientifica e per supportare decisioni pubbliche. Nell’anno in cui il tema dei cambiamenti climatici è sotto i riflettori della politica internazionale e nazionale, tre stazioni italiane (Castelporziano, Bosco Fontana e Plateau Rosa) ricevono la certificazione che sancisce la qualità assoluta dei dati che raccolgono su concentrazioni, emissioni e assorbimenti dei gas serra.

Il riconoscimento viene da ICOS, Integrated Carbon Observation System, l’infrastruttura di ricerca europea  che definisce un rigoroso processo di verifica e garanzia della qualità del lavoro delle stazioni di monitoraggio che ne fanno parte in tutta Europa. Ricevere l’etichetta (labelling) da parte di ICOS è un attestato che pone le stazioni italiane tra le più avanzate per metodologie e strumentazioni a livello europeo. Le tre stazioni italiane, siti di monitoraggio degli ecosistemi e dell’atmosfera, rappresentano una perfetta integrazione tra la più elevata innovazione tecnologica e i siti naturali di grandissima suggestione che li ospitano. Le loro misure, effettuate in continuo e seguendo dei protocolli internazionali, saranno pubblicamente a disposizione in modo aperto e gratuito.

La stazione di misura del Plateau Rosa è posta nel laboratorio Testa Grigia di proprietà del CNR. Essa è situata sulle Alpi italiane della Valle d’Aosta di fronte al monte Cervino a una altitudine di 3.480 m sul livello del mare. È attrezzata e gestita da RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) per la misura in continuo dei due principali gas serra: l’anidride carbonica (CO2), per cui si ha una serie storica di dati di circa trenta anni, e il metano (CH4) . La stazione è inserita nel Global Atmosphere Watch programme e ha ottenuto la classificazione come sito ICOS di Classe 2.

I dati raccolti a Plateau Rosa, unitamente ai dati delle restanti stazioni di misura nazionali (Lampedusa e Cimone) e europee incluse in ICOS, servono come dati di ingresso ai modelli inversi per stimare le emissioni dei gas serra, per mantenere sotto attenta osservazione l’andamento della concentrazione di questi gas responsabili dei cambiamenti climatici, e per verificare se le azioni di contenimento delle emissioni intraprese a livello internazionale, nel corso degli anni, sono efficaci.

Le certificazioni di queste tre stazioni arricchiscono e consolidano l’attività di ICOS Italia, la Research Unit nata nel 2015, prima in Europa, tra sedici enti (centri di ricerca, università e istituti) per sostenere e promuovere la partecipazione italiana in ICOS-RI, l’infrastruttura di ricerca distribuita che fornisce misure di alta qualità sul ciclo carbonio, sulle emissioni di gas serra e sulla loro concentrazione atmosferica a scala europea con 150 stazioni distribuite in 13 paesi.

ICOS Italia ha una rete di 17 stazioni, di cui 10 dedicate allo studio degli ecosistemi terrestri, 4 nella componente oceanica situate sia nel Mar Adriatico che nel Tirreno e 3 per la misura delle concentrazioni di diversi gas serra in atmosfera. Inoltre, ICOS Italia dirige l’Ecosystem Thematic Centre - ETC che, ospitato a Viterbo presso l’Università degli Studi della Tuscia e dal CMCC, è il centro verso cui confluiscono tutti i dati dei siti ecosistemici di ICOS RI ed è responsabile del processamento e del controllo qualità dei dati, degli sviluppi metodologici, della formazione e del coordinamento della rete.    ICOS Italia è coordinato dalla Joint Research Unit (JRU), nata dalla collaborazione di 15 enti italiani, tra Università, istituti di ricerca ed altri enti tra i quali anche Aepa Valle d'Aosta.

pi/ascova

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