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Chez Nous | 16 maggio 2021, 14:00

Colosso dai piedi d’argilla

Colosso dai piedi d’argilla

C’è un racconto biblico riportato nel libro del profeta Daniele: il re Nabucodonosor sognò un gigante con la testa d’oro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte d’argilla. La visione fu interpretata dal profeta come la successione dei vari regni presenti sulla Terra, destinati alla rovina a causa della provvisorietà dei valori su quali erano fondati. Il colosso crollò allorquando il suo piede fu colpito da un sassolino scagliato da Dio.

Il racconto biblico ben si adatta alla maggioranza che non riesce a governare la Valle d’Aosta. A inizio legislatura hanno fatto carte false per riuscire a mettere assieme una maggioranza forte numericamente sulla carta ma dalle gambe traballanti come quello di un vecchio tavolo di un’antica osteria.

Gli uni e gli altri hanno ingoiato rospi, e non solo, per mettersi in condominio. Si sono inventati un amministratore condominiale dall’esperienza valida per una villetta bifamigliare. Ma tant’è. Insomma un colosso forte di 20 voti più un franco tiratore che non ha votato la nuova giunta.

Per non parlare del programma ricarandiano di legislatura che il colosso d’argilla ha ingoiato per la poltrona. A partorire il colosso d’argilla sono sempre loro, i solititi, che al momento del voto non hanno voluto presentarsi ai valdostani in coalizione per giocarsi il premio di maggioranza.

E così tutti divisi ma obbligatia mettersi assieme per evitare che la Lega tornasse al governo hanno rabberciato una maggioranza fragile. Quello che non hanno fatto prima delle elezioni cercano di farlo ora. Gli autonomisti stanno lavorando con l’obiettivo di superare le divisioni e dare gambe all’idea lanciata ad inizio legislatura; ma il risultato però lo si vedrà, se si vedrà, nel prossimo autunno anche se una anticipazione la darà a metà giugno il Congresso dell’Uv de

Prima del prossimo inverno si potrebbe capire se si può lavorare al progetto di ricostruire un movimento politico che possa ritornare ad essere la casa di tutti gli unionisti. A questo progetto lavorano il gruppo unionista insieme ai due eletti di Alliance, Luigi Bertschy e Albert Chatrian, e VdaUnie-Mouv, ovvero Luciano Caveri e Corrado Jordan. Pare non ci sia Claudio Restano che vuol far alimentare a idrogeno le auto dei valdostani. Poi non si sa cosa farà Stella Alpina coì come non si capisce dove porta la strada imboccata Pour l'Autonomie.

Ma il tallone d’argilla del colosso e il Progetto Civico Progressista che ha disvelato le sue numerose anime; certamente più di quattro. Ci sono Alberto Bertin che è da sempre un politico solo, nel senso libero da vincoli partitici. Il gruppo del PD che è quello più unito e numeroso, dove la rappresentante dell’area di politica di Raimondo Donzel e Gianni Champion è Erika Guichardaz; l’area politica di Elio Riccarand è rappresentata da Chiara Minelli. E poi c’è la sinistra di Andrea Padovani e quella cigielina rappresentata Jean-Pierre Guichardaz.

Come nella precedente legislatura sono bastati pochi mesi per mettere in evidenza le difficoltà di fare lavorare insieme le forze di sinistra. Allora si erano divisi Bertin-Minelli-Pulz ed era nata ADU, oggi si divide il PCP che sta alla situazione politica valdostana come il movimento 5 Stelle sta a quella di Roma.

Insomma, primi timidi segnali di risveglio di una parte degli autonomisti dopo l’ennesima fregatura della sinistra. Qualche timido segnale di risveglio comincia a cogliersi, dopo il lungo sonno della ragione che ha accompagnato l’interminabile e sfortunatissimo fuggi fuggi dall’Uv.

Per dirla alla Cuperlo conviene prendere atto che una linea politica si è consumata e una svolta è doverosa; se si vuole dare un futuro alla Petite Patrie. Se non ci sarà unità nel gruppo degli unionisti e degli ex unionisti, che è la novità politica di questa legislatura, il colosso dai piedi d’argilla è destinato a crollare.

Infatti, la prima della maggioranza Lavevaz è stata determinata dalla fragilità del PCP. E questo deve far accelerare i processi politici in atto.

Non servono colossi dai piedi d’argilla

piero.minuzzo@gmail.com

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