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CRONACA | 04 maggio 2021, 11:00

Valle d'Aosta la ormai 'ex' isola felice

Valle d'Aosta la ormai 'ex' isola felice

Eravamo un'isola felice, anche se i più giovani forse non se lo ricordano nemmeno più.

Pur essendo la più piccola delle regioni italiane eravamo portati a modello per tutto il resto del Paese, quando eravamo la terra dove tutti gli italiani e non solo, avrebbero voluto abitare. Ora siamo i peggiori, unica regione italiana in zona rossa, isolati dal resto del mondo da un recinto virtuale, virale potremo anche scrivere.

Abbiamo sempre dato la colpa a Roma, sarebbe più opportuno incominciare a tirare la testa fuori dalla sabbia e puntare il dito verso colpe e colpevoli reali. Il quadro valdostano non è sicuramente incoraggiante, una politica confusa e litigiosa, infiltrazioni non certo regolari, una situazione che sta andando fuori controllo, la manifestazione o concerto come qualcuno lo chiama di sabato in piazza Chanoux ad Aosta lo dimostra, manifestanti con disprezzo delle regole, assembrati, senza mascherina, non contenti poi di stazionare in piazza hanno sfilato per le vie del centro fino all’Arco d’Augusto e le Forze dell’ordine a guardare, attenti ad eventuali incidenti, ma non funziona così, in una comunità per convivere esistono delle regole, vanno rispettate, le Forze dell’ordine servono proprio a fare rispettare le regole.

Viviamo in un paese democratico, tutti hanno il diritto di manifestare, di avere una propria opinione e non necessariamente inlinea con chi stabilisce le regole, ma quelle che ci sono vanno rispettate, il non farlo è una grave mancanza nei confronti di chi lo fa e non è ammissibile che le azioni di pochi arrechino danno all’intera regione. Se siamo in zona rossa la colpa è nostra e solo nostra, non è solo una questione di colore, le aziende, le attività, sono chiuse. Non sarà facile prepararsi per la stagione estiva con l’incognita di quello che sarà.

Siamo arrivati ad un punto che parole e proclami non servono più, i faremo, diremo,vedremo, sanzioneremo, sono aria fritta, è ora di essere interventisti, prendersi lenecessarie responsabilità e fare, dire, vedere e sanzionare. Recita un noto proverbio piemontese: “mei na vota andè che des anduma”, tradotto:meglio una volta andare che dieci volte andremo”, adattato alla nostra realtà, meglio fareche continuare a dire faremo.

moreno rossin

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