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CRONACA | 03 maggio 2021, 08:00

Sbadigli e zampognari

Speriamo che la Svizzera non ci dichiari guerra e se lo fa non lo faccia di sabato altrimenti noi decideremo cosa fare il lunedì successivo. A meno che non ci invada con gli zampognari: quelli li cacciamo subito

foto repertorio

foto repertorio

Come l'orso di sant’Orso che a metà inverno esce dal letargo e si stiracchia, il Presidente-prefetto della rossa Vallée che vanta un indice di 266 contagi su 100mila abitanti, pare si stia destando.

A svegliarlo il rumori del concerto per la festa del Covid in piazza Chanoux ad Aosta dove il Primo Maggio si sono trovati quelli che non hanno rispetto per chi lavora in ospedale, per i lavoratori disoccupati e per i commercianti e i ristoratori chiusi. E così socchiudendo gli occhi e tra uno sbadiglio e l'altro, ha preso carta e penna per affidare a internet un messaggio con il quale pensava di far tremare le vene ed i polsi. Nel canto I dell’Inferno, Dante si rivolge a Virgilio che è giunto in suo aiuto e, riferendosi alla terribile lupa che tanto lo spaventa, dice al maestro: Vedi la bestia per cu’io mi volsi; aiutami da lei, famoso saggio, ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi.

Erik Lavevaz ha invece scritto dopo l’insulsa sfida di qualcuno: “La libertà di manifestare non è quella di violare le regole”. Ma se quelli violavano le regole dov’erano i controlli? Perché c’è chi da Pont Saint Martin ad Aosta è stato ‘controllato’ tre volte, mentre la ‘bestia’ ha potuto esibirsi alla faccia di chi di Covid è morto e chi per il Covid sacrifica la sua vita? Se un automobilista entra abusivamente in una ZTL si becca uno stramusone che se lo ricorda fin che campa. E per rincarare la dose il Presidente ha affidato a internet un’altra chicca: “L’insofferenza per le tante limitazioni alla nostra libertà personale è comprensibile, ma di certo non giustifica gesti che non solo possono essere pericolosi per il contagio, ma alimentano anche l’idea che le misure di distanziamento siano inutili o superflue”.

Ma i controlli dov’erano? Nessuno lo ha informato di cosa stava succedendo. La Prefettura dov’era. Eppure qualche divisa si vedeva. Ricordo che nei giorni natalizi di qualche anno fa i diligenti della Polizia Locale hanno cacciato due zampognari che allietavano l’atmosfera natalizia perché non avevano il permesso per esibirsi in pubblico e così Aosta quel Natale rimase con le pive nel sacco.

Ma i musicanti del primo maggio del covid avevano i permessi? Se sì, chi li ha dati? Se no, perché non sono stati cacciati? Dov’erano i diligenti della Polizia Locale? Ma il massimo dei massimi della dichiarazione di guerra alla bestia, Lavevaz la lancia nelle ultime righe affidate a internet quando scrive: “Le violazioni saranno sanzionate a termini di legge”.

Bene attendiamo di conoscere sanzioni e sanzionati. E poi il crescendo: “Nei prossimi giorni ci incontreremo nuovamente con le Forze dell’ordine e con il sindaco di Aosta, per valutare la situazione e le linee di intervento”. Dopo che i buoi sono scappati Lavevaz corre a chiudere la stalla. Infine il rebus lavevaziano: “I controlli però devono necessariamente essere accompagnati dall’azione di ognuno di noi, fondata sul rispetto reciproco e sulla certezza che solo insieme possiamo uscire da questa terribile situazione”.

Ma lui, Lavevaz, ed i suoi fidi collaboratori “gli ognuno di loro” dove erano il Primo Maggio quando in piazza Chanoux stava succedendo tutto quello che è successo e nei prossimi giorni ce ne accorgeremo dal numero dei contagi? Speriamo che la Svizzera non ci dichiari guerra e se lo fa non lo faccia di sabato altrimenti noi decideremo cosa fare il lunedì successivo. A meno che non ci invada con gli zampognari: quelli li cacciamo subito.

Presidente-prefetto ci sono cittadini che ancora tremano perché sono stati sequestrati dal covid e ogni notte si svegliano con gli incubi. Ci sono famiglie che hanno perso mamme, padri, figli, figlie e nipoti. E quelli hanno festeggiato impunemente in piazza Chanoux alla faccia di tutte le limitazioni.

O cambia squadra o lascia l'incarico. Deve scegliere.

pi.mi

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