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ATTUALITÀ POLITICA | 04 marzo 2021, 08:30

Lettera aperta del cittadino Mario Boschetti al Partito Democratico VdA

Ho letto il verbale dell’ultimo Consiglio Comunale di Donnas (31/01/2021), in particolare il punto in cui viene respinta la richiesta della Minoranza di rendere disponibile sul web la diretta e/o la registrazione delle riunioni consigliari, al fine di semplificare le operazioni per i cittadini che intendono valersi del diritto di aseguire i lavori del Consiglio

Lettera aperta del cittadino Mario Boschetti al Partito Democratico VdA

La negazione certamente non mi ha stupito, dopo la mia decennale esperienza a capo della Minoranza nello stesso consiglio, essendomi trovato per lunghi anni a confrontarmi (e, spesso, scontrarmi) con la stessa guida della Maggioranza. Il tempo passa, ma nulla migliora sotto il cielo di Donnas.

Mi hanno stupito invece gli interventi di due consiglieri di maggioranza, con disquisizioni tanto apparentemente dotte e analitiche nella forma, quanto assolutamente impossibili da condividere nel contenuto. I due consiglieri evidenziano l’imperfetta democraticità della diretta streaming (in quanto non tutti i cittadini sono capaci di usare lo strumento informatico), i rischi di manipolazioni future della immagini trasmesse da parte di qualcuno, ed evidenziano l’attuale esistente possibilità già predisposta per i cittadini, sia di partecipazione in presenza fisica nella sala consigliare, sia attraverso il computer o il telefonino, a condizione che si prendano la briga di fare richiesta ufficiale all’amministrazione appena prima di ciascun consiglio, per ottenere il link specifico necessario per l’accesso.

Esercitando così, tra l’altro, anche una forma di controllo da parte dell’Amministrazione su chi guarda ed ascolta..In estrema sintesi, essi dicono cinque cose principali:

1) Poiché non è il 100% dei cittadini che sa usare le tecnologia, diciamo di no (?????)  E poi Donnas è piccola, basta partecipare di presenza. (?????)

2) Poiché qualcuno potrebbe, in teoria, manipolare le immagini e le parole, (e c’è il rischio di dover affrontare qualche possibile incidente di percorso), diciamo di no (?????)

3) Poiché già oggi, per chi non è tecnologico ( ammesso che venga a sapere che c’è consiglio), basta andare in comune ogni volta (e che ci vuole?) a fare domanda per avere il link (ammesso che si venga a sapere che c’è consiglio; cosa non è mai stata facile,anche per i metodi e tempi di convocazione), diciamo di no (?????).

4) Poiché potrebbero esservi grossi problemi di privacy, è meglio che rinviamo (e adessodiciamo di no).(?????)5) Poiché ”trovo inadatto pubblicare un consiglio comunale in cui vengono prese decisioniimportanti e complesse (spesso complesse da capire per chi fa parte della stessa Amministrazione e che non oso immaginare quanto possano esserlo per i cittadini)”(?????).

E dunque diciamo no (?????)Per tutti queste “fondatissime motivazioni” (?), la Maggioranza ha negato la trasparenza del Consiglio Comunale. Sul confronto tra la capacità di comprendere degli amministratori e dei cittadini, la dichiarazione, appare quanto meno azzardata, per non dire altro….. (umiltà e rispetto dei cittadini a parte…).

Da quanto leggiamo, è evidente che gli Amministratori di maggioranza non hanno ancorac ompreso che la trasmissione attraverso il web in trasparenza, senza controlli, è da tempo una realtà molto diffusa: dal nostro Consiglio regionale, al Consiglio Comunale di Aosta e ai Consigli di tanti altri comuni della Valle d’Aosta e di tutta Italia. Per non parlare della Camera e del Senato.

Ma forse non sono molto informati… Contrastare questa modalità di comunicazione con gli elettori, soprattutto con le motivazioni dichiarate, al limite del grottesco, è chiudersi nel palazzo, è temere dimostrarsi come si è e come ci si atteggia nell’affrontare i problemi, nello svolgimento delle funzioni istituzionali, è temere le reazioni a quanto si dice e a quanto si fa. E’ non capire le caratteristiche del tempo che viviamo. Vince così il motto ”meno si sa, meglio è”.Forse non possiamo pretendere che il Comune di Donnas sia all’avanguardia, ma neppure possiamo permetterci di perdere, su tanti problemi, piccoli e grandi, anche le ruote della retroguardia!

E’ indispensabile un grosso sforzo di cambiamento culturale, senza il quale non si va da nessuna parte.

Una cosa è certa: le cose dette e fatte in Consiglio a Donnas due mandati fa, non sarebbero certamente state dette e fatte, se la tribuna dei cittadini non fosse stata quasi sempre vuota (allora unico strumento di partecipazione). Questo è certamente responsabilità dei cittadini, ma anche dell’insufficiente impegno per un’efficace comunicazione della convocazione consigliare agli stessi.

Amministrare la cosa pubblica significa assumersi onori, ma anche oneri e non deve mancare il coraggio di metterci sempre la faccia, davanti a chiunque, operando per il bene collettivo, con saggezza, equilibrio, prudenza e tanta trasparenza. Sorprendente poi sapere da quali tradizioni e basi culturali derivano le persone che hanno fatto questi interventi. E’ allarmante.

Ci ripetiamo spesso che ”La democrazia è fragile,va continuamente manutenuta e rinnovata.” E’ allarmante soprattutto quando gli interventi pericolosi arrivano da una parte assolutamente imprevedibile. Vuol dire che le generazioni giovani e meno giovani sono impreparate? A parole si ricorda la Resistenza, ma poi, nei Consigli, troviamo queste affermazioni. Il disorientamento e il disamoramento politico caratterizzano fortemente i nostri territori.

Da parte dei cittadini sarebbe utile una maggiore partecipazione attiva per rispondere ad affermazioni e a decisioni come queste, anche se costa un po’ di fatica e di coraggio.

I Partiti e Movimenti politici valdostani, partecipano alle liste comunali, coalizzandosi tra loro con patti di maggioranza che restano imperanti anche quando, a volte, succede che si venga a delineare una certa deriva verso direzioni che si rivelano non sempre nobili opoco lecite.

Talvolta, di fronte ad atteggiamenti anche illeciti, Partiti e Movimenti hanno preferito mantenere la coesione della maggioranza, piuttosto che trovare il coraggio di prendere le distanze, preferendo chiudere gli occhi, ignorando le segnalazioni pervenute dal territorio,anzi, talvolta, prendendo di mira chi ha fatto la segnalazione.

Ciò non è più tollerabile. Se non altro per cercare di recuperare la fiducia degli elettori.

In questa circostanza, pure in qualità di semplice cittadino che in passato ha votato anche per il Pd, mi permetto di invitare il vertice regionale Valdostano del Partito Democratico Valdostano, a ribadire chiaramente quale sia la sua posizione ufficiale in tema di trasparenza sull’operato delle istituzioni. Mi spiego: è la posizione tradizionale della sinistra moderata, ispirata dai valori della Costituzione e della Resistenza, richiamata ancora recentemente a Roma da un vostro membro di Segreteria Nazionale con le parole: “la Democrazia dev’essere giusta, trasparente e franca”, oppure quella espressa da un vostro responsabile, in consiglio Comunale a Donnas, che, oltre a quanto già spiegato, ha sostenuto ancora che “lo streaming non aggiungerebbe nulla alla democrazia e anzi sarebbe un ulteriore disincentivo per i cittadini ad avvicinarsi alle discussioni consigliari”? Grato, insieme a molti altri cittadini, se vorrete far luce in merito, dando una chiara risposta, evitando possibilmente discorsi tipo “differenti livelli, libertà di scelte diverse”,che su argomenti fondamentali come questo, non sarebbero accettabili.

Trasparenza fa rima con Resistenza. Limitare la trasparenza è dare spazio all’oscurantismo, che fa rima con…scismo.

Questo mio intervento non vuole assolutamente essere contro qualcuno, vuole essere solo un documento politico, che trae origine dalla presenza di un sistema malato, troppo a lungo tollerato, che richiede una forte presa di coscienza collettiva.

Ritengo che una vicenda come questa non dovrebbe passare inosservata e senza un minimo di dibattito. Qualcuno sentirà il dovere e la voglia di aprirlo? In attesa di cortese riscontro, porgo cordiali saluti. Mario Boschetti

 

 

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