Nel corso dell’anno sono stati effettuati 25 ritiri in dieci regioni italiane, consentendo la raccolta di circa 135.000 kg di PFU. I territori più attivi sono stati la Calabria, con 63.790 kg recuperati, seguita dalla Puglia con 22.180 kg e dalla Sicilia con 11.820 kg. Buoni risultati anche in Molise, Marche e Toscana, dove in ciascuna regione sono stati raccolti oltre 6.000 kg di pneumatici abbandonati.
L’iniziativa si inserisce nel progetto più ampio “PFU Zero”, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nato con l’obiettivo di informare i cittadini sull’esistenza e sull’efficacia della filiera di gestione e recupero dei pneumatici fuori uso. Un sistema che funziona, ma che necessita di essere continuamente presidiato e comunicato, soprattutto nelle aree più colpite dal fenomeno degli abbandoni.
L’edizione 2025 ha preso avvio dalla Puglia, dove lo scorso settembre circa 3.000 PFU sono stati rimossi dal Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, restituendo a un’area di grande valore naturalistico la sua conformazione originaria. L’ultimo intervento si è invece svolto a Ricadi, in provincia di Vibo Valentia, con un’operazione di recupero particolarmente delicata che ha interessato anche tratti di mare. I pneumatici si trovavano infatti in prossimità delle praterie di posidonia oceanica all’interno del Parco Marino “Costa degli Dei”, un ecosistema prezioso e vulnerabile.
«Con 642 soci consorziati, EcoTyre gestisce ogni anno circa 50 milioni di chilogrammi di pneumatici fuori uso, superando gli obiettivi previsti dalla normativa vigente. Per il tredicesimo anno siamo a fianco di Legambiente perché riteniamo fondamentale continuare a sensibilizzare la cittadinanza», ha commentato Enrico Ambrogio, presidente di EcoTyre. «Ogni anno servono meno interventi straordinari, segno che le buone pratiche si stanno diffondendo. Parallelamente stiamo lavorando allo sviluppo del progetto Da Gomma a Gomma, che ha coinvolto importanti aziende del settore e ha permesso la nascita di una nuova filiera di prodotti dell’economia circolare, riducendo il consumo di materie prime fossili, l’impatto ambientale e le emissioni».
Soddisfazione anche da parte di Legambiente. «Anche quest’anno i nostri circoli si sono attivati fin da subito per sfruttare l’opportunità di liberare i paesaggi colpiti dall’increscioso fenomeno dell’abbandono dei PFU», ha dichiarato Laura Brambilla, responsabile della campagna nazionale Puliamo il Mondo. «Questa collaborazione, che dura da oltre dieci anni, rappresenta per i volontari e per le amministrazioni coinvolte una vera boccata di ossigeno. Purtroppo permangono in alcune zone abbandoni che vanno ben oltre lo scarso senso civico e che rientrano in smaltimenti illegali, riconducibili ad attività che devono essere monitorate con attenzione».
Il caso del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine è emblematico: l’intervento di rimozione ha restituito al territorio la sua bellezza originaria, dimostrando quanto la presenza dei PFU possa alterare profondamente il paesaggio. «Grazie a EcoTyre – ha concluso Brambilla – continueremo a presidiare i territori e a intervenire per ripristinarne il valore ambientale».
Un lavoro silenzioso, spesso lontano dai riflettori, ma essenziale. Perché dietro ogni pneumatico recuperato non c’è solo un rifiuto in meno, ma un pezzo di territorio restituito alla collettività.












