/ Salute in Valle d'Aosta

Salute in Valle d'Aosta | 15 febbraio 2021, 20:45

Prepariamoci a due o tre settimane di 'tutti a casa'

E’ un’ipotesi che ha iniziato a farsi sempre più strada nel pomeriggio di oggi tra gli scienziati. Provvedimento serve ad abbassare curva contagi, altrimenti avremo un 2021 di continui stop e ripartenze

Prepariamoci a due o tre settimane di 'tutti a casa'

Il messaggio arriva dagli scienziati. Arriva da virologi, ma anche dal consigliere del ministro della Salute che non non lascia spazio a interpretazioni di parte: “È urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus Sars-Cov-2: è necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata”, ha detto Valter Ricciardi, secondo cui oltre alla chiusura generale di ogni attività “va potenziato il tracciamento e rafforzata la campagna vaccinale”. 

I dati ad oggi della vaccinazione in Valle d’Aosta

La campagna vaccinale per il Covid-19 in Valle d’Aosta è iniziata il 27 dicembre 2020. I dati che presentiamo si riferiscono al 13 febbraio, come riportato dal Report Vaccini Anti Covid-19.

All’11 febbraio sono state vaccinate in Valle d’Aosta circa 9.328 persone su 9.400 dosi disponibili.  Le dosi somministrate sono perciò: 99,23% del totale di quelle disponibili.  La percentuale di avanzamento verso l’immunità di gregge in Valle d’Aosta è: 5,31%.

“È evidente – spiega Ricciardi – che la strategia di convivenza col virus, adottata finora, è inefficace e ci condanna alla instabilità, con un numero pesante di morti ogni giorno. Ne parlerò col ministro Speranza questa settimana”.

Secondo il Corriere della Sera a spingere Ricciardi verso queste considerazioni è la valutazione “che la variante inglese si trasmette più velocemente ed è lievemente più letale. Quella brasiliana può dare origine a reinfezioni, come è stato visto a Perugia. Per la sudafricana sembra limitata l’efficacia del vaccino AstraZeneca”.

Si sa che Ricciardi ha sempre avuto una linea rigorista, esprimendo perplessità anche sulla riapertura delle scuole, sull’eventualità di un voto anticipato, e sul pubblico al festival di Sanremo. “Il rilassamento cui assistiamo – ha rimarcato lo scienziato porterà a un rialzo dei casi. Basta vedere cosa è successo in Gran Bretagna: 1.600 morti al giorno, nonostante la più massiccia campagna vaccinale d’Europa”.

Da parte sua Andrea Crisanti, virologo, direttore del laboratorio di microbiologia all'Università di Padova, al programma In Vivavoce di Rai Radio1 ha tra l’altro detto: “Per uscire da questa pandemia ci sono tre ricette misure di contenimento, implementazione di un piano nazionale di sequenziamento delle varianti, e finalmente implementare un sistema che sia in grado di bloccare la trasmissione del virus sul territorio. Bisogna buttare a mare questi test rapidi, sono come pistole ad acqua contro il virus, creano un fattore distorsivo senza precedenti".

Ed ha aggiunto: “Se avessimo fatto un lockdown serio a Natale questo problema non ce l'avremmo, quello che manca sono linee chiare e precise date in anticipo".

Abbiamo ancora tantissimi casi giornalieri, in Italia c'è una prevalenza di circa il 18% della variante inglese, ha una infettività elevatissima, può mettere in ginocchio un paese come dimostra l'esperienza di Portogallo, Israele, Germania del Nord e Inghilterra stessa.

“La colpa – ha detto con forza Crisanti - non è delle persone, ma chi dà loro la possibilità di andare in giro. Penso che gli italiani meritino rispetto e che venga detta la verità. Se le misure di restrizione messe in atto in primavera fossero state protratte altre due o tre settimane non saremmo arrivati in questa situazione. Lo siamo per gli sbagli fatti da maggio a settembre, in parte indotti dalla necessità di cedere a quel gruppo a quegli interessi, partiti o categorie. Il virus è tra noi, se continuiamo con questo tira e molla alla fine non ci saranno più ristori per nessuno, basta vedere le economie asiatiche che sono in piena esplosione grazie ad una politica diversa, di tolleranza zero”.

pi.mi.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore