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Chez Nous | 26 gennaio 2021, 18:00

Leone ci cova

Il Leone rampante, dato per defunto alle elezioni regionali, è uscito dalle urne confermando il Presidente della Regione. Il successo ha però provocato un problema di ordine organizzativo

Leone ci cova

Le dimissioni da presidente reggente dell’Uv di Davide Follien sono state come un sasso caduto in piccionaia o un fulmine a cielo sereno. Le dimissione hanno scosso le coscienze unioniste. Insomma la sezione di Saint-Martin de Corleans ha suonato la sveglia al Leone in stato di coma elettorale. Non è una caso che dopo le dimissioni di Follien l’Uv sia uscita con un comunicato con il quale ribadisce come le ultime elezioni regionali ed amministrative abbiano confermato la fiducia verso il simbolo dell’Union Valdôtaine, i valori autonomisti e federalisti da parte degli iscritti al mouvement e di buona parte della popolazione valdostana.

Il Leone rampante, dato per defunto alle elezioni regionali, è uscito dalle urne confermando il Presidente della Regione. Il successo ha però provocato un problema di ordine organizzativo in quanto i vertici unionisti sono stati eletti a Piazza Deffeyes e quindi hanno dovuto dimettersi dagli incarichi del movimento.

Una situazione che avrebbe richiesto la convocazione di un Congresso straordinario per rieleggere gli organi statutari ma che, a causa della grave pandemia in corso, non è stato celebrato. Ma si sa che il congresso sarà celebrato a inizio estate o in autunno. Tutto dipende dall’andamento del covid. Nel frattempo Follien, ricevute le dovute garanzie, ha ritirato le dimissioni ed il mouvement sarà guidato da un direttorio del quale faranno parte anche un eletto unionista nel consiglio comunale di Aosta e da un rappresentante delle collettività locali. Il direttorio sarà coordinato da Davide Follien, vice presidente con funzioni di presidente vista l’elezione di Erik Lavevaz.

Benché sottotraccia il Leone vuole tornare a sviluppare i rapporti con il territorio, tanto che chiunque potrà incontrare gli eletti a Place Deffeyes nel corso di appuntamenti settimanali nelle sedi di Aosta e Pont Saint Martin. Quella che sembrava una crisi da successo dovuto alla tenuta elettorale si è trasformata un una fase di possibile rilancio anche se Erik Lavevaz, dopo il suo insediamento ha osservato uno scrupoloso silenzio, facendo parlare burocratici comunicati stampa e poco facendo per rimarcare la leadership dell’Uv nella maggioranza autonomista e progressista. Un silenzio dai più considerato sintomo di stato confusionale.

E invece il Leone cova. Cova un rilancio che dovrebbe preoccupare alleati e avversari. Il Congresso delineerà un nuovo orizzonte: con la Lega o con il Progetto Civico Progressista. A tanti, a troppi unionisti, nelle orecchie risuonano gli strali proferiti da Nicoletta Spelgatti nel post elezioni del 2018, quando tuonò grossomodo mai con questa Uv. Tanti troppi unionisti si sono sentiti offesi ed umiliati perché alle responsabilità di qualche leader non devono essere accomunati tanti iscritti, idealisti e convinti autonomisti.

Per contro tanti unionisti ricordano la positiva collaborazione della Presidenza Dino Vierin con i verdi del tempo e con Elio Riccarand assessore all’ambiente, allora, e ideologo oggi, del Progetto Civico Progressista, che in Giunta ha la fedelissima Chiara Minelli. Di certo il tempo passa, e mentre la politica si avvita su se stessa, il Leone cova preparandosi al congresso, ma tralascia l’attualità.

La politica, infatti, non affronta in modo trasparente e pubblico progetti e prospettive su un possibile rilancio economico sociale della Petite Patrie. Tutti a rincorrere il covid, ma tanti altri problemi stanno affogando l’economia, il lavoro, l’occupazione.

La Giunta non dice che progetti a breve termine intende realizzare e non dice  con chi e come. Il politichese non ingrassa. O meglio ingrassa solo i 35 uomini e donne di Piazza Deffeyes ed i burocrati. Ci devono dire sulla base di quali risorse finanziarie intendono realizzare gli obiettivi, se mai ne hanno. Chi aspetta il mutuo casa da due anni è ancora in attesa quando la proposta di Pierluigi Marquis consentirebbe, nel giro di pochi, mesi di smaltire l’arretrato e poi liquidare le domande nel giro di un due mesotti.

Ma la proposta Marquis non piace perché sottrae clienti elettorali alla politica lasciando carta bianca alle banche alle quali la Regione dovrebbe trasferire solo i fondi necessari per l’abbattimento del tasso di interesse. E forse anche su questi temi che il congresso unionista farà chiarezza.

Troppi settori sono in crisi, il commercio ed il terziario soprattutto, l’agricoltura. Cosa pensa di fare la Giunta? Il congresso Uv avrà forze e capacità per dare nuove prospettive alla Petite Patrie?

Il bene informato Père Joseph, che non è Joseph Rivolin come qualcuno suppone, nel suo arrière-pensée ‘Caos Uv’  di lunedì scorso ha scritto: “Nell’UV non comanda davvero nessuno perché tutti vogliono comandare di nuovo”. Per il momento pare sia così ma dai fermenti che si colgono a nord-ovest di Aosta è certo che il Leone cova.

piero.minuzzo@gmail.com

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