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ISTRUZIONE E FORMAZIONE | 05 novembre 2020, 09:56

Trasversale l'urgenza di risolvere i guai del precariato scolastico valdostano

Trasversale l'urgenza di risolvere i guai del precariato scolastico valdostano

Le problematiche del precariato degli insegnanti nella scuola pubblica valdostana sono state evocate con un'interpellanza illustrata nella seduta consiliare del 4 novembre dal gruppo Pour l'Autonomie.

"Sono note - ha evidenziato il capogruppo, Marco Carrel - le difficoltà della numerica insufficienza del personale docente per far fronte alle necessità organiche degli istituti valdostani: oltre a chiedere, per ogni grado di istruzione, quanti siano gli insegnanti di ruolo e quale sia la richiesta organica necessaria al funzionamento delle varie scuole, ci chiediamo se la Giunta intenda, nei prossimi concorsi, far valere le nostre competenze statutarie prevedendo prove e tempistiche differenti rispetto a quelle previste dal Ministero dell'istruzione. Vorremmo anche sapere le tempistiche e le problematiche inerenti l'aggiornamento delle graduatorie per l'anno scolastico 2020/2021, già adeguate nelle altre regioni italiane".

L'assessore regionale all'Istruzione, Luciano Caveri, ha confermato che "sono moltissimi gli insegnanti che vivono una situazione di precariato. A fianco dei dati numerici, che saranno forniti nel dettaglio, segnalo che la dotazione dell'organico è stabilita in base alla popolazione scolastica individuata a gennaio, modificata poi da situazioni contingenti: quest'anno lo stesso organico è stato potenziato con gli interventi previsti dalla legge 8del 2020".

Vi sono inoltre, ha precisato Caveri, "criticità ulteriori, come quella legata quest'anno all'alto numero di richieste di aspettativa proprio per la partecipazione al concorso".

L'assessore ha continuato spiegando che "la norma di attuazione dello Statuto prevede che al personale della scuola in Valle d'Aosta sia applicato un profilo giuridico equivalente a quello nazionale. Studieremo però tutte le possibili soluzioni per agire sui concorsi, facendo valere le prerogative dell'autonomia. Sulla scuola serve un grande dibattito, mettendo d'accordo le tante anime di questo settore e coinvolgendo anche i sindacati, per arrivare a una norma equilibrata. Il modello potrebbe essere quello del Trentino, dove la scuola è stata completamente regionalizzata".

Il consigliere Marco Carrel ha replicato: "Il riferimento per la nostra azione può essere la legge regionale 57 del 1983, che prevede la possibilità di organizzare concorsi regionali in concomitanza con quelli nazionali. Vista la situazione di emergenza e la sospensione del concorso straordinario, siamo in una situazione che va oltre la regola: potremmo avviare un percorso ad hoc che tenga in considerazione le esigenze specifiche della scuola valdostana".

Potrebbe anche essere interessante, per Carrel, se non necessario, "bandire un concorso per gli educatori: da vent'anni questo non viene fatto. La norma del 1983 può essere il punto di partenza, anche attraverso il suo riferimento al bilinguismo, per adattare il concorso alle nostre esigenze. Viste le notizie delle ultime ore, questa potrebbe essere l'occasione per iniziare un percorso fruttuoso per tutto il sistema". 

i.d.

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