Gentile direttore,
Vengo ora a sapere, attraverso le pagine del Vs. giornale, del saluto al mondo della ristorazione dei Signori de La Clusaz di Gignod.
Mi piace chiamarli "Signori" perchè hanno una qualità impagabile: la classe e l'eleganza che sono moltiplicatori di tante altre qualità e competenze necessarie per fare una ristorazione ad alto profilo.
Questa scelta, come quella di tanti altri miei ex colleghi, m'intristisce in modo particolare, soprattutto per le scelte forzate dovute alla grande crisi economica, a cui s'è aggiunta questa maledetta, inarrestabile pandemia che miete vittime direttamente ed indirettamente. Insomma, non credo servano altre parole per definire questo periodo buio, che paragonerei storicamente al Medio Evo.
Mentre saluto i signori Grange, a cui auguro un futuro ricco di soddisfazioni, vorrei anche abbracciare, simbolicamente, senza ipocrisia, il grande pianeta della ristorazione, del Food & Wine, il mondo dell'enogastronomia che sta boccheggiando, come quello dell'Hotellerie. Il mondo lo conosco bene. L'ho vissuto, l'ho amato, l'ho respirato dentro le grandi cucine, dietro i banconi dei bar, nei laboratori di pasticceria, nei piccoli B & B, tra camerieri, barman, sous chef, Chef Executive, Chef stellati, ma anche bruciapadelle, tra i contabili ed i titolari che a notte inoltrata, invasi da bollette, F24 e fatture da saldare, stipendi da pagare, cercavano faticosamente di far tornare i conti.
Questo mondo lo conosco ed ho provato anche a raccontarlo, attraverso la cultura enogastronomica, attraverso corsi, seminari, serate tematiche. E poi mi sono messa in ascolto, riportando storie, parole, pensieri di tanti personaggi che si sono raccontati come in un confessionale... Storie più che mai attuali, con nomi di battesimo pescati a casaccio, (tanto per difendere la privacy dei narranti), in cui non esiste la favola dello chef e della sua toque bianca, completamente avulsa dalla realtà. Narrazioni singolari e contorte, talvolta difficili, partorite dalla realtà quotidiana di questo presente.
Chiudo riportando uno stralcio del capitolo: 'Chef a vita' (del volume 'Confessioni al ristorante' di cui Zanelli è autrice ndr): "Oggi Giorgio vive vicino al mare, in un antico borgo di marinai, in una casa che profuma di basilico e di rose... Un vero e proprio piccolo paradiso questo posto dalla mille sorprese dove i borghi, uno dopo l'altro, tra sabbia e rocce, si rincorrono come tappe di un viaggio indimenticabile, come quello che ci ha regalato Chef Giorgio. Perchè Chef si rimane a vita, anche se si perdono le stelle e le chiavi del proprio bistrot".
Auguri a tutti noi, pedine del domino, nel quale se crolla una tessera, crollano anche le altre.... "













