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Zona Franca | 05 dicembre 2025, 10:30

L'OPINIONE DI UN LETTORE: Per un eco color doppler… mi sento in orbita: prenotare all’USL è come parlare alla NASA

Un cittadino racconta la sua odissea per prenotare un semplice esame alla carotide: risponditore che sembra Radio Tirana anni ’70, attese che superano i tempi biblici previsti dalla legge e zero indicazioni sui diritti dei pazienti. Tra ironia, indignazione e un pizzico di amarezza, una domanda resta sospesa… nello spazio: ma sulla Terra, il servizio sanitario funziona?

Carlo Marzi (sn) ass. reg. sanità e Massimo Uberti, direttore Usl

Carlo Marzi (sn) ass. reg. sanità e Massimo Uberti, direttore Usl

Caro Direttore,
ho appena vissuto un’esperienza mistica, e non perché fossi in pellegrinaggio a Lourdes: ho provato a prenotare un esame al CUP dell’USL. Parlo di un comunissimo eco color doppler alla carotide, mica di un controllo a una foca monaca del Circolo Polare.

Telefono! E da lì parte il viaggio nello spazio: il messaggio registrato del centralino sembra trasmesso da un sottomarino sovietico del ’62. Audio basso, gracchiante, sembra che il nastro sia stato registrato con la candela accesa e il microfono avvolto nel pile.
Mi sono chiesto seriamente se stessi chiamando l’USL o Radio Tirana.

Ma la cosa bella è questa: si sente meglio l’astronauta che legge il menù del giorno dalla Stazione Spaziale Internazionale, rispetto al messaggio del CUP di Aosta. Forse lassù usano tecnologia più moderna, tipo… il filo del telefono nuovo.

Superato il test sonar, mi risponde una gentile signora che mi chiede quando scade il termine della precedente visita biennale. Rispondo: gennaio. Mi aspetto una soluzione.
“Benissimo, la prima data disponibile è giugno.”
GIUGNO?!?
Io, zitto. Che fai? Discuto? Le spiego cos’è una carotide? Faccio finta di essere morto così mi passano avanti nella lista?

Ora, perché non mi viene detto — casualmente — che in teoria se il SSN non riesce a garantire la prestazione nei tempi stabiliti ho diritto a farla in intramoenia o a farmi rimborsare?
Lo dice la legge, mica lo dico io tra un caffè e un genepì: Urgente: 72 ore. Breve: 10 giorni. Differibile: 30/60 giorni. Programmabile: 120 giorni. Io sarei oltre, ma ovviamente nessuno lo dice. Non fa parte del copione telefonico. Ci sono le opzioni 1-2-3 per tutto, forse manca la 4: “Premere se desidera essere preso per il naso”.

La domanda sorge: è normale che uno debba studiarsi norme, codici, circolari e probabilmente anche la Divina Commedia per far valere un diritto? Possibile che l’unica cosa davvero rapida dei servizi sanitari sia adagiare la pratica in un cassetto?

Nel frattempo noi cittadini — col brontolio, l’incazzatura e la rassegnazione tipica dei valdostani — aspettiamo. E se dici qualcosa, la risposta è sempre quella: “Eh, siamo in difficoltà”. Capisco.
Ma almeno, quando uno chiama, fatelo sentire, non trasmettete da Marte con l’antenna girata verso il Monte Bianco.

Con sconcerto, rabbia e una carotide che spera di arrivare viva a giugno,
Lettra di n cittadino che non vuole diventare un reperto di medicina legale prima della prenotazione

Gentile lettore, la sua lettera è brillante, graffiante e molto… spaziale. La ringrazio: almeno ogni tanto, tra un reclamo e l’altro, ci scappa un sorriso. Detto questo, veniamo alla Terra. Il CUP non è un bunker sovietico, non trasmette dalle profondità del Mar Nero e non complotta per ritardarle la vita: semplicemente registra, smista e assegna le prime date disponibili. È un centralino, non una macchina del tempo.

Sui diritti — che lei elenca con dovizia legislativa — le ricordo che non sono un optional nascosto dietro una tenda rossa: esistono, si possono chiedere, e migliaia di persone lo fanno ogni anno senza consultare il codice penale o il manuale delle Giovani Marmotte. Basta chiederlo allo sportello, o al medico. Nessuna password segreta, nessun portale nel dark web.

Sul resto, mi consenta una nota: l’ironia fa bene al fegato, ma non sostituisce la realtà. E la realtà, in Valle come altrove, è che i medici non si trovano al supermercato; se così fosse, offriremmo il tre per due e una card punti.

In attesa che arrivi giugno — o la missione su Marte, a seconda di quale sarà più rapida — la ringrazio per aver condiviso il suo viaggio interstellare nel mondo del CUP.

Sperando che il segnale, almeno stavolta, le sia arrivato forte e chiaro. pi.mi.

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