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AMBIENTE | 10 agosto 2020, 08:34

Ghiacciaio Planpincieux, in Val Ferret esplode la rabbia di commercianti e residenti

La via di accesso alla Val Ferret

La via di accesso alla Val Ferret

"Questa mattina alle 8 polizia locale e responsabili comunali della sicurezza hanno mandato via i pochi turisti che circolavano nella vallata; poi alle 12 hanno riaperto la strada come se niente fosse...peccato che in Val Ferret non fosse rimasto più nessuno e noi ristoratori avessimo già chiuso le cucine...così è follia!". Sono arrabbiati i titolari delle strutture ricettive della Val Ferret di Courmayeur, che per le misure di sicurezza attivate la scorsa settimana contro il rischio di crollo del ghiacciaio di Planpincieux rischiano di veder compromessa una stagione già gravemente minata dal Covid-19.

"La comunicazione allarmistica dei giorni scorsi non solo ha messo in fuga i villeggianti arrivati ma ha alimentato le disdette di chi aveva prenotato da Ferragosto in poi - commenta un esercente della vallata - la gestione dell'emergenza da parte delle istituzioni di Courmayeur è stata pessima: se sapevano che la situazione era realmente sotto controllo perchè non sono stati capaci di spiegarsi con le agenzie di viaggio, con i turisti, con i mezzi d'informazione? Il messaggio che è passato è stato 'non venite in Val Ferret, bnon venite a Courmayeur, non venite in Valle d'Aosta dove cadono i ghiacciai e franano le montagne'...".

 

 

 

 

 

 

La porzione del ghiacciaio a rischio crollo

Intanto il Comitato Val Ferret esprime in una nota "soddisfazione per la completa riapertura della vallata", pur rimarcando "la situazione di disagio e di ingenti danni che si è creata con l’allarmismo generato dalle dichiarazioni dell’imminenza del crollo di una porzione di 500.000 mc, cosa fortunatamente non avvenuta. La stessa imminenza che l’anno passato pareva dovesse portare al collasso di una porzione minore poi anch’essa non avvenuta ma che ha tenuto in 'scacco' la valle per tutto l’autunno". La massa si è nel frattempo in gran parte sgretolata e annullata senza lasciare traccia sul fondovalle.

"Pur rispettando i fondamenti tecnici su cui si basano e si sono basate le scelte passate e recenti", il Comitato chiede a gran voce "di meglio ponderare nel futuro scenari allarmistici, le cui ripercussioni impattano negativamente sull’intero territorio di Courmayeur e non solo".

A tal fine il Comitato apprende con sconcerto" che oggi (domenica 9 agosto ndr), a sole tre ore dall’ordinanza Comunale di riapertura della valle avvenuta alle ore 12, i massimi esperti dei competenti uffici regionali abbiano paventato nuovi scenari di probabili crolli attraverso dichiarazioni rilasciate all’Ansa. Tale notizia non risulta confermata da nessun dato o relazione ufficiale. Giova anche ricordare che ad oggi il sistema di monitoraggio e conseguente allertamento semaforico a valle, oltre alla realizzazione di una viabilità emergenziale, con impegno di ingentissime risorse pubbliche, tarato sul potenziale distacco di settori oggi già disgregatisi, non è servito. Tali opere sono risultate inadeguate di fronte al nuovo e diverso rischio paventato dell’imminente crollo dei citati 500.000 mc.  Addirittura tali opere e manufatti risultano essere stati collocati nella zona rossa recentemente perimetrata".

Il Comitato attraverso i propri esperti glaciologi incaricati, i professori Maggi e Orombelli, sta valutando i documenti redatti dagli Enti preposti e a breve potrà formulare un proprio parere, "sulla base del quale avviare un confronto costruttivo per definire una corretta e ponderata lettura dei dati e degli scenari conseguenti" e ricorda che "il fenomeno qui studiato è naturale, non è possibile prevederlo con certezza allo stato attuale delle nostre conoscenze. I danni e i disagi generati sono ad oggi invece ben noti e tristemente reali".

 

p.g.

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