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CRONACA | 02 luglio 2020, 16:59

Una cena del 2012 è entrata nel processo Geenna per presunte infiltrazioni ‘ndrangheta in Valle

La moglie di Raso ' mio marito gran lavoratore e accontentava tutti per far far funzionare il nostro ristorante'

Una cena del 2012 è entrata nel processo Geenna per presunte infiltrazioni ‘ndrangheta in Valle

Era una cena "istituzionale, anche se non ero più sindaco" di Aosta "ero stato inviato dal sindaco Cleri" di San Giorgio Morgeto. Lo ha detto Guido Grimod, primo cittadino del capoluogo valdostano dal 2000 al 2010, sentito come testimone della difesa di Antonio Raso nel processo Geenna su una presunta locale di 'ndrangheta ad Aosta. Il riferimento è alla cena del 31 gennaio 2012 al ristorante La Rotonda di Antonio Raso, in occasione della fiera di Sant'Orso. E chi non è andato a cena da “Tonino” come veniva chiamato il ristoratore Antonio Raso; un ristoratore che apriva il locale alle 10 e fino a notte fonda serviva ai tavoli.

Quella sera Raso, secondo i carabinieri, aveva "organizzato una cena cui avevano partecipato Marco Sorbara, l'assessore regionale Aurelio Marguerettaz e il sindaco di San Giorgio Morgeto, Carlo Cleri, e altre persone come Giuseppe Tropiano, Agostino Tramonti e Guido Grimod", si legge nell'ordinanza del gip di Torino. "Durante la serata - prosegue l'ordinanza - giungeva anche Augusto Rollandin, presidente della Regione Valle d'Aosta, che non si tratteneva con gli invitati, ma si fermava a conversare con Antonio Raso fuori dalla pizzeria". Grimod ha anche ricordato la "Carta dell'amicizia proposta da Aosta e San Giorgio Morgeto e sottoscritta nel 2008-2009". Prima della Carta "da parte mia ci sono state tre visite, accompagnato da amministratori locali" e ad Aosta "in occasione della Fiera di Sant'Orso, con anche uno spazio dedicato per esporre". Riguardo alle cene, "nel periodo in cui ero sindaco c'era la Veillà, con le delegazioni di Kaolack, San Giorgio Morgeto e Narbonne (Francia) presenti e con cui si andava in giro nelle cantine". Da San Giorgio Morgeto arrivava anche una squadra di giovani calciatori per partecipare ad un torneo internazionale che si disputava a Gressan. Uno di quei giovani giocatori è morto ed in suo ricordo Marco Sorbara, imputato al processo, allora assessore al Comune di Aosta, si fece promotore dell’allestimento di un parco giochi per bambini proprio a San Giorgio.

Ma da Tonino ci andavano tutti persino i poliziotti ‘convenzionati’ per il servizio mensa. La Rotonda, la pizzeria di Raso, era anche il punto d’appoggio per i ‘celerini’ che giungevano in Valle per il servizio d’ordine quando venivano i papi in vacanza, o si svolgevano eventi particolari.

E per le dimensioni della Valle tutti si conoscono tutti. E lo ha confermato la moglie di Raso, Maria Elia che deponendo ha detto: “mio marito manteneva i rapporti, era un bravo venditore; accontentava tutti. Era lì per fare il ristoratore, diceva a tutti sì, giusto perché doveva lavorare, doveva mantenere i rapporti con tutti, era un bravo venditore". Rispetto ai "politici che organizzavano cene elettorali" nel ristorante La Rotonda e che "chiedevano appoggio elettorale", la signora Raso ha ribadito: “Mio marito lavorava, non prendeva parte alle cene". Ed ha aggiunto: “Mio marito è venuto su come tanti ragazzi a lavorare qui. Oltre alla sua famiglia guardava anche alla mia".

L’udienza di oggi si è sviluppata con altri interrogatori di testi che hanno dovuto chiarire il contenuto delle intercettazioni che lasciano spazio alle interpretazioni.

Il processo Geenna riguarda l’attività di una presunte ‘Locale’ della ‘ndrangheta della quale, secondo l’accusa facevano parte amministratori pubblici, imprenditori e pregiudicati.  

red. cro.

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