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ATTUALITÀ POLITICA | 19 giugno 2020, 09:00

La storia a volte, molto spesso, riconsegna verità e restituisce giustizia

Una storia triste della politichetta dei politichini valdostani. Ricordare per non ripetere gli errori del passato e dover continuare a raccontare storie tristi.

La storia a volte, molto spesso, riconsegna verità e restituisce giustizia

Correva l’anno 2014 e il Consiglio regionale si impegnò in una battaglia senza precedenti per paralizzare ogni attività posta in essere dai manager del Casino, il motivo era molto semplice: si studiava il sistema per realizzare un ribaltone e modificare gli equilibri politici in Regione. Attività che poi negli anni, ormai sdoganata, è diventata uno degli sport preferiti dai politichini, a memoria anche per i più attenti è impossibile ricostruire il numero di maggioranze che si sono costituite, chi è stato Presidente o assessore e chi ha votato cosa e perché, come anche è arduo rimembrare la composizione dei gruppi e la loro posizione politica (se mai ne hanno avuta una). 

In questo bailamme c’è stato un malato che ha rischiato di morire ed ora è convalescente ma molto debole e il Covid-19 potrebbe portarselo via, perché invece di ricevere le giuste medicine ha ricevuto dell’arsenico, si tratta come avrete capito del Casino.

Nel 2014, poco dopo aver finito i lavori di ristrutturazione e abbellimento del casino e del Billia, l’allora amministratore unico Luca Frigerio e i suoi manager disse senza tanti giri di parole che era venuto il momento di diminuire il costo del lavoro, ormai fuori dal tempo e, forse anche, della correttezza essendo l’Italia attraversata da tempo dalla crisi economica. Bisognava far tornare in utile l’azienda, ripagare i lavori e, soprattutto, preservare i posti di lavoro e le entrate regionali.

Troppo diretto per essere compreso, troppo facile per essere supportato, troppo penalizzante per il clientelismo politico. La soluzione era semplice e neanche tanto articolata: in pensione tutti quelli che maturavano nel giro di qualche anno il diritto e un taglio ai premi, indennità e ferie. Circa 13 milioni di euro di risparmi.

La reazione dei politichini fu veemente e al limite della decenza, furono organizzate riunioni con gli scioperanti, innumerevoli azioni e iniziative consiliari, con il solo obiettivo di far fallire ogni iniziativa manageriale ed eliminare chi aveva osato prendersela con i lavoratori, cioè centinaia di famiglie di elettori. I franchi tiratori diedero il meglio di sé (altro sport praticato con passione dal politichino). Furono organizzati esperimenti fantasiosi come Task Force e ribaltoni senza i numeri per poterli fare, paralizzando ogni cosa. Ci fu un solo risultato: l’azienda barcollò nel momento del suo rilancio, perse altri soldi, fu ricapitalizzata e riuscì a strappare un primo accordo sindacale che però non risolveva le cose.

Frigerio, che non era uno che si scoraggiava, nel 2015 decise di fare da sé e dopo averle minacciate inviò le disdette ai contratti di lavoro. Poi sistemò i conti, le previsioni, fece il bilancio e se ne andò perché chiaramente in Consiglio regionale era diventato peggio dell’innominato, un appestato da cacciare, a breve giro lo seguirono tutti gli altri manager che avevano osato proporre tale affronto ai politici e ai loro elettori.

I politichini con il supporto anche di una nuova maggioranza pensarono bene di annientare ogni decisione dell’era Frigerio e nel giro di un paio di mesi si inventarono la prima di una serie di fantasiose iniziative per sistemare, a loro dire, i costi dell’azienda, una su tutte la ormai famigerata procedura Fornero. Cambiarono una decina di manager, spesero milioni di euro per pagare gente a stare a casa senza lavorare e alla fine decisero anche (una parte della Giunta durante uno dei tanti cambi di maggioranza) che gli impegni presi con una legge non valevano più e il casino (e i creditori, tra cui loro stessi...) poteva anche arrangiarsi, come se nulla di quanto avvenuto non fosse di loro responsabilità.

Poi è storia recente, fu nominato Rolando, il quale non poté far altro che mettere mano al machete e licenziare decine di lavoratori, accompagnarne altri alla pensione e disdettare i contratti perché il rischio fallimento a questo punto era concreto visti i debiti (la maggior parte nei confronti del proprio socio (sigh). Storia già vista ma ora nessuno poteva dire niente e così si fece.

È passato poco più di un anno e apprendiamo che l’utile del Casino è stato nel 2019  qualcosa come 13.5 milioni di euro, per curiosità abbiamo spulciato i piani di Frigerio al quale tirarono le pietre, Frigerio e i suoi manager avevano la stessa idea di Rolando per contenere i costi (magari qualcuno ha anche tirato fuori i dossier e li ha letti), e la sorpresa è grande: 5 anni fa previdero un utile pari a 13.1 milioni di euro. Proprio così.

C’è però una sostanziale differenza: negli anni si sono persi centinaia di posti di lavoro, si è rinunciato a guadagnare più soldi a vantaggio della comunità e si è chiesto ai creditori (valdostani quasi tutti) di rinunciare a parte delle loro spettanze.

Cari politichini perché? Perché ci avete fatto vivere una storia così triste? Gli elettori se lo ricordino.

 

 

piero.minuzo@gmail.com

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