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CISL VdA | 13 giugno 2020, 13:59

Finalmente la scuola al centro di un’attenzione giusta. Ora regia efficace, non modelli dall’alto

Maddalena Gissi - Segretario Nazionale CISL Scuola

Maddalena Gissi - Segretario Nazionale CISL Scuola

“Lo sciopero di lunedì 8 giugno ha raggiunto un primo obiettivo importante, rimettere la scuola al centro dell’attenzione con una significativa convergenza, ma spero diventi alleanza, fra soggetti diversi, che insieme ritengono fondamentale ridare al Paese, da settembre, una scuola pienamente funzionante e sicura. Genitori, studenti, amministratori locali e regioni hanno dato oggi lo stesso messaggio al Governo: servono scelte chiare, servono le risorse necessarie”.

È soddisfatta Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola, per la riuscita delle tante iniziative organizzate nelle principali città italiane. “Siamo riusciti a ottenere una grande attenzione dei media e soprattutto a far passare il giusto messaggio, che ha trovato consenso e condivisione: metteteci in condizione di riaprire in sicurezza le nostre scuole, per farlo serve un investimento più deciso, i fondi che avete stanziato sono del tutto insufficienti. Un messaggio che tanti hanno cercato di stravolgere, dipingendoci come ripiegati su interessi di bottega, parlando di sindacati irresponsabili. L’accusa che ci è stata fatta, di essere sindacati irresponsabili, la respingiamo ai mittenti: la vera irresponsabilità è lasciar passare il tempo senza mettere in piedi un progetto serio e credibile di ripresa delle attività in presenza”.

“Sappiamo bene che la socialità e le relazioni dirette sono la dimensione più vera e autentica per fare scuola – continua Maddalena Gissi – perciò il nostro impegno va in quella direzione e vorremmo che tutti si concentrassero sull’obiettivo, non improvvisando ogni giorno soluzioni fantasiose o attardandosi in dispute senza senso, come un’assurda demonizzazione “ideologica” della didattica a distanza, che deve restare semplicemente una risorsa in più, visto che abbiamo accumulato mesi di ‘allenamento’, da utilizzare se e quando necessario. Abbiamo bisogno di proposte serie e concretamente praticabili: smettiamola di far leva sui limiti che ogni soluzione inevitabilmente comporta, condannandoci da soli all’inconcludenza. Soprattutto, evitiamo di ragionare continuamente su modelli astratti, alla ricerca di quello perfetto da calare poi sulle singole scuole: proviamo a rovesciare il percorso, a partire dal basso.

Serve subito un monitoraggio scuola per scuola, per avere un quadro preciso della situazione, individuando le realtà che presentano minori problemi e concentrando l’attenzione su quelle con più criticità. I tempi devono essere stretti: non possiamo scoprire ad agosto che ci serve assumere qualche decina di migliaia di insegnanti o di collaboratori in più, ancor meno possiamo rinviare gli eventuali interventi per ristrutturare gli spazi per la didattica. I soggetti che agiscono sul territorio possono dare una spinta decisiva; certo va fatto salvo il carattere unitario del sistema pubblico, che è per noi irrinunciabile, ma per affermarlo c’è bisogno di una regia efficace, più che di modelli calati dall’alto”.

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