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ATTUALITÀ POLITICA | 03 aprile 2020, 05:00

Tra il Commissario e le mascherine la destra non sa cosa fa la sinistra

RESTIAMO A CASA - Patrizia Morelli sfida Testolin 'il Consiglio, ancorché in situazione di prorogatio, potrà fare valere democraticamente le sue istanze'. Rini attacca Baccega sulle mascherine e sui decessi nelle microcomunità

Tra il Commissario e le mascherine la destra non sa cosa fa la sinistra

Sarà anche una coincidenza ma ieri mattina, prime che iniziasse una giornata politicamente caotica, Luciano Caveri aveva già fotografato la situazione di tutti contro tutti con chi sa di non sapere e di chi non sa pur sapendo.

Una giornata che e ruotato, e non poteva essere diversamente, sul coronavirus, l’emergenza, i decessi ed i contagi nelle micro comunità.

All’alba nel suo blog ha scritto: “Personalmente conosco poco, per cui non giudico la persona o il suo carattere, ma i suoi comportamenti, che mi paiono solitari ed introflessi e cozzano con la necessità dell'emergenza e di quanto bisogna preparare oggi per il dopo e sarà dura e prevede inventiva e coesione e non l'ordinaria amministrazione tinta da una inspiegabile presunzione”. Il tutto rivolto al Presidente della Regione, Renzo Testolin.

Per Caveri (nella foto), infatti, "non può essere accettabile per nulla fare appelli all'unità d'intenti e poi essere sordi a qualunque proposta, chiuso in una solitudine di un potere debole e mal esercitato". Il riferimento è alle pressanti richieste che echeggiano da più parti a Testolin perché nomini un Commissario per l’emergenza coronavirus.

Un tema sul quale si è consumato a distanza uno scontro tra il Presidente e la determinata Patrizia Morelli di Alliance Valdotaine: Al no di Testolin alla nomina di un commissario straordinario, la Consigliera di Arvier si è fatta portavoce di un bella schiera di consiglieri. Lo scontro si è consumato in quinta Commissione "Servizi sociali", riunita in modalità telematica oggi giovedì 2 aprile 2020, che ha audito il Presidente della Regione, l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali in merito alle proposte connesse all'emergenza da Covid-19 inviate giovedì 26 marzo scorso oltre che per fare il punto della situazione anche riguardo alla situazione sul territorio, con particolare riferimento alle microcomunità.

«La nostra proposta di nominare un Commissario straordinario regionale che si occupi del coordinamento di tutte le parti che intervengono nella gestione di questa emergenza: Protezione civile, Azienda USL, Assessorato, associazioni, fondazioni, volontari, non è stata accolta”.

Testolin infatti sostiene che  la figura non è prevista e non è prevedibile nel percorso messo in atto per la gestione dell'emergenza e, a fronte di una situazione di criticità che sta raggiungendo il suo apice. (nella foto Patrizia Morelli)

Il Presidente della Regione ritiene  di non cambiare l'organizzazione in corsa, preferendo una continuità di azione identificata nel Capo della Protezione civile, che cura anche il coordinamento con le altre regioni, e nel Commissario sanitario, che coordina le attività sia in ospedale sia sul territorio.

Ma è proprio sul capo della Protezione civile che oggi si è aperto un nuovo fronte di scontro. Una fornitura di 50 mila mascherine annunciata il 26 marzo su Facebook dall'assessore alla sanità Mauro Baccega, di cui però la Protezione civile ha detto di  non sapere nulla. E’ a questo punto che è salita sul ring Emily Rini, la Presidente del Consiglio, che ha chiesto per  Facebook all'assessore Baccega "risposte puntuali in merito a un carico di dpi fatto arrivare in Valle d'Aosta, per sua stessa ammissione, grazie all'intermediazione di un amico, nonostante il capo della Protezione Civile regionale oggi abbia dichiarato di non saperne nulla e che qualora tale carico fosse stato acquistato o donato, lui avrebbe dovuto comunque saperlo".

In quinta Commissione ci è stato detto dalla Protezione civile che non c'è traccia delle 50.000 mascherine donate dall'amico dell'Assessore alla Sanità. Sarcastico Stefano Aggravi, conigliere della Lega e assessore ombbra alle Finanze che ha chiesto: “Quale braccio non sa quel che fa l'altro? Assessore.. batta un colpo per favore!". Alla fine si è saputo che le mascherine sono state comprate direttamente dall'Usl che ne ha comprate 10 mila subito e 40 mila sono in attesa di essere acquisite.

“L'assessore non fa né il venditore né il tramite di mascherine, ma deve mettere le strutture in condizione di avere le mascherine e questo è stato uno dei passaggi”  ha replicato Baccega. Ma Patrizia Morelli ha continuato a battere il chiodo del Commissario facendo sapere: “abbiamo invitato il Presidente Testolin a fare una ulteriore riflessione in merito. Fermo restando che, in seguito alle valutazioni che i singoli gruppi vorranno fare, il Consiglio, ancorché in situazione di prorogatio, potrà fare valere democraticamente le sue istanze”.

Un’affermazione diplomatica che sottende però un nemmeno troppo velato: ci sarà chi presentare una mozione per la nomina del Commissario e Testolin potrebbe trovarsi in minoranza. E allora sarà nuovo caos. Emily Rini (nella foto) ha poi portato all’attenzione dell’assessore la precarietà della situazione delle micro comunità e gli i eventuali nuovi inserimenti avvenuti nell’ultima settimana in almeno una struttura per anziani di Aosta, seppure al suo interno fossero già stati riscontrati diversi casi positivi al Covid-19.

“Se questa circostanza fosse confermata – ha commentato la presidente del Consiglio - la trovo semplicemente inaccettabile, a maggior ragione se in presenza di un apposito protocollo di intervento”. Emily Rini si è poi chiesta, sollecitando le risposte dell’assessore : “I protocolli vengono attuati sempre e comunque o questi vengono invocati soltanto quando occorre giustificare l’adozione di certe scelte piuttosto che di altre?”

L’assessore regionale Baccega, ha proseguito la Presidente del Consiglio, cerchi di fare al più presto chiarezza, alla luce delle risposte del tutto generiche rilasciate in commissione, anche in merito all’eventuale avvio di nuove azioni per implementare il numero dei tamponi, a cui sottoporre anche gli operatori sanitari, i farmacisti, le forze dell’ordine e le altre categorie interessate.

La giornata si è chiusa con la grande preoccupazione della Presidente Rini “per la gestione dell’emergenza sul territorio e, in particolare, nelle microcomunità e nelle case di riposo convenzionate, nell’ambito delle quali i referti di alcuni tamponi, risultati positivi, sono giunti soltanto post mortem”.

piero.minuzzo@gmail.com

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