Il bilancio di previsione del Consiglio regionale per il 2015 è stato approvato dall'Aula con 18 voti a favore (UV e Stella Alpina), 9 contrari (Alpe, Pd-SVdA e M5S) e 7 astensioni (Uvp).
Contestualmente sono stati respinti, con 18 astensioni (Uv e Sa) e 16 voti a favore (Uvp), Alpe, Pd-SVdA e M5S), un ordine del giorno del gruppo Union Valdotaine Progressiste e un emendamento allo stesso del Movimento 5 Stelle, sul tema della riduzione dei costi della democrazia, che intendeva costituire un gruppo di lavoro per elaborare, non oltre la seduta del bilancio della Regione, delle proposte concrete sull'argomento, sia per quanto riguarda i costi della politica sia per quanto concerne le spese dell'apparato pubblico e para-pubblico.
È stato inoltre recepito un emendamento al bilancio del Consiglio del gruppo Uvp volto a ridurre di 150 mila euro lo stanziamento per le iniziative istituzionali e culturali del Consiglio, il cui importo diventa pari a 350 mila euro, invece dei 500 mila inizialmente previsti.
Il documento contabile dell'Assemblea per l'anno 2015 presenta 12 milioni 838 mila 600 euro per entrate e spese effettive, oltre a 3 milioni 117 mila 500 euro per partite di giro. Rispetto all'esercizio 2014, la riduzione della spesa è dell'8 per cento, ossia di quasi un milione di euro.
Le spese fisse, relative ai costi del personale, agli emolumenti ordinari dei Consiglieri regionali, ai contributi ai gruppi, agli oneri per la gestione della Consulta regionale per le pari opportunità, dell'Ufficio del Difensore civico, del Corecom e per la gestione del sistema informativo del Consiglio, ammontano a 11 milioni 582 mila 600 euro, corrispondenti al 90 per cento della spesa generale. Le spese variabili, ovvero quelle a carattere più discrezionale, relative a iniziative istituzionali e culturali, a pubblicazioni editoriali, a spese di rappresentanza, di consulenze, di acquisto mobili, ammontano complessivamente a 1 milione 256 mila euro (10 per cento della spesa generale). Rispetto all'esercizio 2014, le spese fisse sono diminuite dell'1,6 per cento, mentre quelle variabili del 40 per cento.
Per quanto riguarda gli stanziamenti - ha detto il Presidente del Consiglio, Marco Vierin - la predisposizione del bilancio, trattandosi di un atto amministrativo, deve essere effettuata in conformità con le normative vigenti e pertanto le previsioni di spesa devono rispettare, nella loro quantificazione, il dettato normativo. L'Ufficio di Presidenza ha quindi provveduto ad effettuare sensibili tagli sulle spese variabili, ossia quelle a carattere discrezionale e a definire puntualmente le spese fisse. Per quanto attiene a ulteriori riduzioni dei costi della politica e/o della democrazia, essi potranno essere conseguiti a seguito di una preventiva modifica legislativa delle attuali disposizioni di legge". Sono già state avviate "sia con la dirigenza che con la Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali, in questi ultimi mesi, le verifiche sulla materia dei costi della democrazia di cui ho sempre informato l'Ufficio di Presidenza, in particolare sulle evoluzioni e gli ambiti su cui si potrebbe lavorare nonché quelli in cui la Valle d'Aosta ha già anticipato le altre regioni, quali: età pensionistica, tagli alle indennità, passaggio da un sistema retributivo ad un sistema contributivo con l'istituzione di fondi specifici".
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