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INTEGRAZIONE E SOLIDARIETÀ | 01 febbraio 2020, 18:41

Salvato da defibrillatore, valdostano ne dona cinque al 118

Da sn Luca Cavoretto e Davide Bochet con uno dei defibrillatori donati al 118

Da sn Luca Cavoretto e Davide Bochet con uno dei defibrillatori donati al 118

Fu colpito da un arresto cardiaco il 13 ottobre scorso, dopo aver corso il trail 'Vertical del Mont Mary a Quart'; si salvò per l’intervento tempestivo di un medico munito di un defibrillatore DAE. Non ha dimenticato la brutta avventura Davide Bochet, di Saint-Pierre, che anzi consapevole di dovere la vita al prezioso defibrillatore semiautomatico ne ha acquistati cinque e li ha donati al 118 valdostano.

“Ho terminato la gara, mi sentivo piuttosto bene, mi preparavo a riposarmi e a godermi il ristoro – spiega emozionato Bochet – quando mi sono accorto di non riuscire più a vedere nulla. Tutto buio. Giusto il tempo di appoggiarmi ad un masso. Non ricordo altro. Ho avuto fortuna perché c’era tanta gente intorno a me e qualcuno si è accorto che avevo perso conoscenza. E poi, ma questa non è solo fortuna, c’era il dottor Cavoretto e c’erano i volontari e soprattutto c’era un DAE”.

Un defibrillatore è stato affidato al Sagf di Valtournenche, uno è stato installato in una teca nel centro di Saint-Pierre (paese in cui abita Davide) e tre sono stati consegnati al 118.

“È stato un intervento delicato e difficile come tutti i casi di arresto cardiaco – spiega il dottor Luca Cavoretto, medico dell’emergenza e rianimatore intervenuto su Bochet – ma comunque gestito secondo le procedure standard. Personalmente, ho iniziato subito le manovre di massaggio cardiaco insieme ai soccorritori della Guardia di Finanza che erano sul posto. Intanto i Volontari del soccorso di Valpelline, presenti per assistenza alla gara, hanno portato un DAE e in tempi brevissimi lo abbiamo utilizzato, riuscendo così a ricondurre il ritmo alla normalità. Poi, l’arrivo dell’elicottero, la presa in carico del Pronto soccorso che è sempre operativo per i casi gravissimi come questo, la sala operatoria e, infine, il ricovero in Unità coronarica, l’Utic".

Cavoretto sottolinea "l’importanza di avere un medico dell’emergenza, specificamente addestrato e preparato, nelle manifestazioni sportive e soprattutto in quelle che si svolgono in ambiente che presenta difficoltà di intervento rapido”.

red. cro.

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