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Chez Nous | 09 novembre 2019, 12:37

Piccolo è bello ma troppo piccoli si muore

Piccolo è bello ma troppo piccoli si muore

Il 2029 pare lontano ma mancano meno di due anni. Mancano meno di due anni ad una decisione che ci porterà al 2029 anno in cui Cva potrebbe perdere le concessioni delle acque.

Infatti nel 2029 si rinnoveranno le concessioni, ma la gara di assegnazione si chiuderà nel 2024 e per bandire una gara di tale portata richiede un iter di circa due anni, ragion per cui il ragionamento è da iniziare da subito perché il vero rischio che in Valle arrivino nuovi concessionari è più che reale.

Si deve ragionare sul fatto se Cva possa avere o meno partner in grado di tutelare lo sfruttamento delle nostre acque oppure correre il rischio che al momento della gara si presentino operatori più competitivi.

In un posto dal titolo Non pregiudicare il futuro di "Cva" 18 October, 2018 - 04:52 Luciano Caveri scrive tra l’altro a proposito della quotazione in borsa di Cva: “…Operazione che non demonizzo perché non è una privatizzazione, ma che appare in questa fase piena di incognite e poco discussa per com'è impostata, con alcune opacità e con un quadro giuridico che riguarda la legislazione nella triangolazione fra "Aosta - Roma - Bruxelles" poco chiaro che pesa, ad esempio sulla valutazione di "Cva", anche in prospettiva della gara per la scadenza delle centrali elettriche del 2029 (ma nel 2024 la gara dovrà essere bandita). Incide poi la data del 2047, quando scadrà per la Valle d'Aosta la proprietà di 99 anni. Sarebbe bene avere chiarezza, certezze e onestà di intenti nei piani di sviluppo - che sembrano bozze più che certezze - per questa nostra società fiore all'occhiello, perché non appassisca e sappia davvero affrontare le trasformazioni del mercato elettrico”. Una analisi quella di Luciano Caveri che deve far riflettere.

Di tutto e di più si è discusso sulla Cva ma nessuno ha affrontato con cognizione di causa la questione delle concessioni. Una questione che è sul tavolo, che deve essere affrontata con trasparenza, senza demagogia, senza dietrologie politiche o localistiche.

In qualche cassetto della Regione c’è una proposta che vale la prena analizzare con la dovuta attenzione in vista anche della gara per le nuove concessioni. Della proposta aostacronaca ha già scritto, ed in particolare il 26 giugno.

In sintesi Iren propone alla Regione di creare con Cva una joint venture paritetica (50% a  testa), con l’obiettivo di creare la terza forza italiana sulle rinnovabili. Già a gennaio la multiutility guidata da Massimiliano Bianco aveva inviato una manifestazione di interesse non vincolante alla Regione Valle d'Aosta un’Offerta Pubblica Iniziale.

Forse è tempo di rivalutare la proposta se mai è stata esaminata con la dovuta attenzione e senza remore o pregiudizi.

La piccola Valle d’Aosta la sua battaglia autonomista la deve fare sul campo della cultura, sulla peculiarità, sull’interesse comune, sulla specificità. 

Ben sapendo che piccolo è bello, ma i troppo piccoli muoiono.

piero.minuzzo@gmail.com

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