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CRONACA | 09 ottobre 2019, 13:04

Con nuovo Questore giro di vite per maggiore sicurezza cittadini

Il Questore della Valle d’Aosta, nei giorni scorsi, ha disposto, nei confronti di un cittadino extracomunitario, un divieto di accesso ai centri urbani.

Il questore Ivo Morelli

Il questore Ivo Morelli

Il provvedimento, il primo emesso in Valle d’Aosta dall’entrata in vigore della legge promulgata nel 2017, vieta ai soggetti, già allontanati con atto formale, di fare ritorno in determinate aree urbane quali infrastrutture, fisse e mobili, ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico o aree urbane di particolare interesse stabilite con ordinanza sindacale. Il divieto è nato per contrastare i fenomeni di degrado urbano, come la condotta di soggetti dediti ad accattonaggio, bivacco e/o questua che creano situazioni di allarme sociale, impedendo, di fatto, alla collettività di fruire in modo tranquillo e sereno di spazi pubblici o aperti al pubblico.

Il nuovo Questore agli annunci ha fatto seguire i fatti dimostrando che il dialogo con il territorio e un'efficace prevenzione: due strumenti sui quali ha promesso di puntare Ivo Morelli, nuovo questore di Aosta, insediato nelle scorse settimane.

Di origine pugliese, 52 anni, sposato con due figli, Morelli ha trascorso buona parte della sua carriera a Milano, dove, prima della nomina a questore, ha ricoperto l'incarico di dirigente del Commissariato 100. "La mia attività - ha spiegato oggi, incontrando i giornalisti - si è caratterizzata per i frequenti passaggi dall'ufficio prevenzione generale e c'è un po' nel mio dna l'idea della prevenzione e del controllo del territorio".

Morelli, insediatosi sta incontrando le istituzioni locali e i vertici delle altre forze di polizia presenti: "Mi è sembrato un territorio assolutamente accogliente, ci sono buoni rapporti con gli enti locali e con le altre forze di polizia e cercheremo di mantenerli", ha spiegato. Tra le criticità sul tavolo del questore, c'è il tema dell'infiltrazione della 'ndrangheta in Valle d'Aosta: "In Italia non esistono realtà in cui non possiamo parlare di 'ndrangheta - ha commentato - e su questo collaboreremo con la procura assicurando il massimo impegno".

red. cro.

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