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Chez Nous | 29 giugno 2019, 12:51

Chi fa cosa con chi

Chi fa cosa con chi

E’ ancora lunga la strada che le forze politiche devono percorrere per dare stabilità politica e amministrativa alla Valle d’Aosta. Di più, la via per giungere all’intesa amministrativa tra la Giunta in carica e Rete Civica è anche strettissima.

Infatti, la proposta di Rete Civica, rispettabile e responsabile, richiama alla mente il contratto di governo gialloverde, con lo svantaggio che Rete Civica con Chiara Minelli e Albert Bertin non intende assumersi responsabilità di governo. La sua disponibilità si limiterebbe, al momento, a dare qualcosa in più che un appoggio esterno alla Giunta con il sigillo di una presidenza di Commissione.

Davvero poco, secondo alcuni ipotetici alleati, per essere responsabili delle scelte politiche urgenti. Una posizione, quella di Rete Civica, defilata da responsabilità ma che potrebbe essere la chiave di volta per dare un nuovo senso alla politica valdostana.

Ponendo quali priorità alla maggioranza Fosson  la norma attuazione acque, le linee guida contrasto al cambiamento climatico, l’approvazione legge mobilità sostenibile, il Piano Politiche del Lavoro, il dossier ferrovia, sfonda un portone aperto anche perché si tratta di problemi in evidenza sulla scrivania dell’assessore Luigi Bertscky. Sul altri temi, quali quelli ambientali ed i collegamenti intervallivi sono argomenti ideologicamente divaricanti tra le posizione in campo.

Ed è proprio Giuliano Morelli, presidente dell’Uvp, che gira il coltello nella piaga quando ha sollecitato, in un’intervista ad Aostacronaca.it, una visione politica e strategica che deve essere patrimonio prima dei movimenti e poi degli eletti in Consiglio Regionale. Infatti il problema è proprio questo: la politica ha perso il suo primato; i consiglieri regionali, soprattutto nell’Uv, hanno soffocato le forze politiche.

Ed intanto la Lega, in vista delle comunali, va all’attacco dei Comuni e dei Sindaci. Ha lanciato il guanto di sfida e lo ha fatto organizzando una grigliata a Doues, comune da sempre unionista con il sindaco che è presidente dei Sindaci della Valle d’Aosta.

Ed il leone rampante dorme!

La questione di fondo non è avere una Giunta a termine che potrebbe anche essere salutare. Il vero problema politico è chi fa cosa con chi. Condividere priorità e cronoprogrammi oggi è cosa buona. Ma dopo le elezioni chi fa cosa con chi? I programmi amministrativi possono essere condivisibili ma esaurito l’elenco della spesa quale proposta politica verrà presentata ai valdostani?

Qualcuno ha scritto che la differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare.

Torneremo ad avere assessori, come Mauro Baccega, che si preoccupata di consentire ad un pediatra di andare ai mondiali di atletica, mentre la carenza di pediatri è cronica e nulla ha fatto.

La sanità in Valle funziona per il senso di responsabilità di medici, paramedici, infermieri e avanti così; non certo per le scelte politiche visto che la politica non si riesce a far uscire l’Usl dal Commissariamento. Nonostante in Valle ci siano competenze e professionali maturate anche all’estero e quindi con una visone dei problemi non circoscritti all’orticello elettorale di qualche politichino.

Lunedì sono in programma altre riunioni per definire proposta di Rete Civica. C’è da scommettere che sarà condivisa per la conservazione della poltrona.

Ma se nel 2020 si va alle elezioni ci diranno chi farà cosa con chi?

piero.minuzzo@gmail.com

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