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CRONACA | 24 marzo 2019, 17:00

MADRE CANOPI NON C’E’ PIU’

Nei giorni scorsi è mancta la Badessa delle suore di clausura di Saint-Oyen. Una figura importante che ha dato vita a diversi monasteri in diverse parti d'Italia. Il primo a Orta San Giulio. Da dove sono arrivate le prime suore di clausura di Saint-Oyen.

MADRE CANOPI NON C’E’ PIU’

In silenzio, così com’era venuta in Valle d’Aosta, 17 anni fa, in silenzio se ne è andata. Troppo silenzio. Nessuna riga (o quasi) da parte di nessuno. Fondatrice, nel 2002, del “priorato” Regina Pacis a Saint-Oyen (appendice del Monastero Benedettino di clausura di Orta San Giulio), eretto a Monastero autonomo soltanto 5 mesi fa (12 ottobre 2018). Nessuno, in Valle, ha ricordato questa figura che da qualche tempo era rientrata sull’Isola di San Giulio lasciando l’incarico di Badessa a Madre Maria Agnese.

Quasi un segno premonitore il Vescovo di Aosta, Mons. Franco Lovignana, il 12 ottobre scorso durante l’omelia per il 16° anniversario della Fondazione del Monastero di Saint-Oyen aveva dett: "La preghiera è riparo nei giorni di tribolazione, per voi innanzitutto, ma anche per le molte persone che trovano rifugio presso di voi magari solo per una breve sosta ristoratrice lungo il cammino quotidiano".

In effetti per Madre Cànopi la preghiera era importante. "E’ fonte e motore di ogni pensiero, parola e azione – ricordava spesso – il contemplativo non è inutile. E’ come una centrale elettrica: quello che sembra statico diventa forza motrice. Mentre sembriamo immobili e chiusi noi, con la preghiera, percorriamo il mondo".

Minuta, energica, diretta. Madre Cànopi trasmetteva l’idea di una forte personalità. Ma perché la scelta della clausura? "Quando si entra in Monastero ci si spoglia di tutto – aveva raccontato ad un quotidiano – non c’è nulla di superfluo. Il nostro è un modo di vita dignitoso, nell’ordine, nell’armonia, nell’essenzialità. Uno spazio in cui non c’è bisogno di orologio. Il ritmo è la preghiera: del Mattino, delle Lodi, dei Vespri serali e del Silentium magnum".

Eppure, lontana dall’apparente contatto con il resto del mondo e dalla frenesia della vita moderna, Madre Cànopi aveva ritenuto opportuno intervenire anche sul ruolo dei nuovi social. "Attente con facebook – aveva detto alle sorelle di Napoli dopo le polemiche tra la Littizzetto e le clarisse del capoluogo partenopeo a seguito della visita di Papa Francesco alla città – per noi claustrali più sicuro e senza equivoci è il silenzio orante".

La Littizzetto, nella trasmissione televisiva Che tempo che fa, riferendosi ai positivi commenti delle suore napoletane rivolti al Papa, aveva detto "forse non avevano mai visto un uomo". E le claustrali avevano risposto su facebook: "magari aggiorna il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa".

In realtà che anche le suore di clausura fossero uscite per stringersi attorno al Santo Padre non avrebbe dovuto scandalizzare nessuno. "Forse le considerazioni della Littizzetto sono state un po’ indelicate – aveva commentato Madre Cànopi – ma potevano essere ugualmente accettate, in silenzio. Questi strumenti ad alta diffusione poco si adattano alla vita contemplativa contraddistinta da povertà, umiltà e silenzio, nascosta agli occhi del mondo non per ignorarlo, ma per tenerlo nella preghiera, sotto lo sguardo di Dio".

Il silenzio e la preghiera. Ancora una volta. Due temi cari alla Badessa di Saint-Oyen. Così come unico e indelebile era il ricordo che conservava della visita di due Papi alla Rettoria Regina Pacis: San Giovanni Paolo II° e Benedetto XVI°. Monaca benedettina era nata il 24 aprile 1931 a Pecorara e dopo aver compiuto gli studi superiori a Pavia e universitari alla Cattolica di Milano, a 29 anni entrò nell’Abbazia di Viboldone dove prese i voti solenni a 34 anni.

Nel 1973 fondò sull’Isola di San Giulio la Mater Ecclesiae di cui divenne prima Badessa. Il 12 ottobre 2002, come già detto, fondò il Priorato Regina Pacis di Saint-Oyen dove il tempo e lo spazio sono vissuti in una dimensione diversa rispetto al mondo esterno. Qui il tempo è “kairos”, non “kronos”. E’ tempo di grazia, non cronologico. E alla fine il caso ha voluto che Madre Anna Maria Cànopi lasciasse questa terra il giorno di San Bendetto, lei Benedettina: giovedì 21 marzo.

E.B.

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