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CRONACA | 13 marzo 2019, 07:26

Processo Nunez-Tripodi, ecco perchè non fu autoriciclaggio

Processo Nunez-Tripodi, ecco perchè non fu autoriciclaggio

A far cadere l'accusa di autoriciclaggio (la prima in Valle) per Josefina Bienvenida Herrera Nunez (53), titolare di un salone di parrucchiera ad Aosta, e per il suo convivente, Antonino Tripodi (55) è stata la mancanza di "indagini patrimoniali per rogatoria nello Stato caraibico" della Repubblica dominicana.

Inoltre l'attico in centro, la villa con piscina e i due saloni di bellezza - che la coppia secondo l'accusa avrebbe realizzato a Santo Domingo inviando a propri conoscenti 150 mila euro di tasse non pagate in Italia - sono antecedenti al 2015, anno in cui è entrato in vigore la norma sull'autoriciclaggio, che di conseguenza non si può applicare.

Così il gup Davide Paladino nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 8 gennaio, li ha condannati a due anni di reclusione ciascuno per indebita sottrazione al pagamento delle imposte, assolvendoli perché il fatto non sussiste dall'accusa di associazione a delinquere e - appunto - di autoriciclaggio. La procura aveva chiesto sei anni per ciascuno.

"E' pacifico che il denaro rimanesse di fatto nella disponibilità degli imputati, che lo reimpiegavano nell'acquisto e nella gestione di attività commerciali e di immobili", ma i soggetti che lo ricevevano nella Repubblica Dominicana "pur se sommariamente indicati, non sono mai stati puntualmente individuati". Così il gup spiega l'assoluzione dall'accusa di associazione a delinquere.

"I mezzi utilizzati (sia il money transfer che le ricarica delle carte di credito), richiedendo l'uso del contante", che non è tracciabile, "rendono evidente la finalità fraudolenta degli atti di disposizione patrimoniale in contestazione". Respingendo un'argomentazione delle difese, il gup spiega che "i rapporti strettissimi esistenti tra i due imputati non solo non sono incompatibili con la partecipazione da parte del Tripodi ma, al contrario, costituiscono indice sintomatico della cogestione dell'impresa da parte di quest'ultimo".

Tripodi inoltre, all'epoca dei fatti dipendente dell'Agenzia delle entrate, "stante la sua esperienza maturata, per ragioni lavorative, nell'ambito tributario, risulta documentalmente avere fornito un contributo determinante all'attività criminosa".

ansa-rava

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