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CRONACA | 21 gennaio 2019, 13:47

Minacce e spinte ai testi dell'accusa, indagati i fratelli Enrico e Guido Rodà

Valentino Rodà

Valentino Rodà

Minacce e spintoni ai testimoni dell'accusa nel giorno dell'udienza contro il loro fratello: per questo Guido ed Enrico Rodà, rispettivamente di 55 e 53 anni, sono stati sottoposti dal gip di Aosta all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e all'obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza.

Il pm Luca Ceccanti procede nei loro confronti per intralcio alla Giustizia. Il 31 ottobre scorso si era svolto l'incidente probatorio nell'ambito dell'inchiesta per estorsione continuata a carico di Valentino Rodà, il fratello cinquantunenne dei due, residente a Saint-Marcel. Quel giorno, in base alle indagini della procura, Guido ed Enrico si erano presentati con fare intimidatorio nella zona antistante l'aula del tribunale, sottoponendo i tre testimoni a sguardi minacciosi e spintonandone uno.

Il tutto prima dell'inizio dell'udienza, costringendo all'intervento gli agenti di polizia privata del servizio di vigilanza di Palazzo di giustizia e poi queoli della sezione di polizia giudiziaria e del Nucleo della Guardia di finanza di Aosta.

Nonostante le tensioni, aveva sostanzialmente confermato al giudice la sua testimonianza il commerciante aostano che - in base alle indagini - era stato costretto da Valentino Rodà a farsi carico di un mutuo per l'acquisto di un capannone da 180 mila euro. Avevano reso dichiarazioni diverse invece le altre due persone sentite in aula, un carrozziere che gli avrebbe pagato noleggi auto per 10 mila euro e un gommista che avrebbe fornito gratuitamente un cambio di pneumatici.

Per i due fratelli il pm Ceccanti aveva chiesto al gip Giuseppe Colazingari gli arresti domiciliari (il carcere non è consentito per il reato di intralcio alla giustizia). A Valentino Rodà, arrestato nel settembre scorso, è stata concessa nel frattempo la misura cautelare dell'obbligo di firma.

i.d. - ansa-rava

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