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ATTUALITÀ POLITICA | giovedì 14 giugno 2018, 23:11

Uv sulla strada dell’opposizione autonomisti sul sentiero della coalizione

Uv sulla strada dell’opposizione autonomisti sul sentiero della coalizione

In meno di 24 ore si sono già fatti sentire gli effetti della pace armata firmata dal Conseil Fédéral dell’Uv martedì sera a Verrés. Pace armata costruita sull’intesa per la nomina di una Commissione congressuale e la ‘conservazione’ di Ennio Pastoret alla Presidenza dell’Uv fino al congresso d’autunno.

Un’intesa che dice come Augusto Rollandin e Aurelio Marguerettaz abbiano ripreso a trasmettere sulla medesima lunghezza d’onda che, però, non è captata dagli altri movimenti autonomisti; soprattutto Uvp e Mouv.

La questione politica non è stata nemmeno sfiorata dal Conseil Fédéral che si è concentrato solo sul regolamento di conti interno. Un regolamento di conti che ha portato ad una pace armata che ha deluso chi si aspettava un segno di dicontinuità e un minimo di autocritica.

Ennio Pastoret, che sta all’Uv come Matteo Renzi: ovvero il segretario che ha perso tutte le consultazioni elettorali, relegato il partito all’opposizione e dissanguato il movimento con continue scissioni e si accinge ad subirne un’altra a breve ad opera di un paio di consiglieri giunti al capolinea per via del limite dei tre mandati previsti dallo statuto, è saldo al timone. Renzi alla fine è stato messo da parte; Pastoret continuerà a state al suo posto fino ad ottobre.

Di più, c’è chi lavora per giungere al voto anticipato per potersi ricandidare visto che è già stato fermo un giro anche se la legislatura durerà pochi mesi. Una scelta, quella dell’Uv, causata da uno stato confusionale mai visto prima; nessuno sa chi fa cosa e nessuno sa cosa fare. Il fatto che non sia stato diffuso un comunicato sulle conclusioni dei lavori del Conseil è la summa dello stato comtaoro del leone rampante.

Di più, il Conseil non ha dato la benché minima indicazione alla Commissione politicain ordine alle consultazioni per il nuovo governo. Della Commissione, infatti, continua a far parte anche Ennio Pastoret che si è dimesso come Renzi ma come Renzi vuole condurre il balletto delle consultazioni. L’Uv scientemente o incoscientemente – comunque sia sconsideratamente – ha scelto di imboccare la strada dell’opposizione.

Potrebbe invece, se vuole ripartire dal territorio, sostenere una Giunta autonomista senza parteciparvi organicamente.

Visto che L’Uv ha imboccato la strada dell’opposizione, Uvp e Mouv hanno scelto di percorrere il sentiero della coalizione autonomista facendo da guida al PnV-Stella alpina e sperando di incrociare Alpe che fino a sera tardi ha discusso a lungo senza far trapelare nulla.

Nel fine settimana gli autonomisti ex Uv apriranno un tavolo invitando la Lega ma con la ferma intenzione, però, di non cederle la Presidenza della Giunta. Se ci sarà un’apertura di Alpe allora la legislatura proseguirà; diversamente il voto anticipato sarà una scelta obbligata.

Tanti, troppi, al bar sono leoni ruggenti ma nelle sedi del movimento diventano agnelli. E nessuno pare rendersi conto che a crescere è il partito delle schede nulle, delle schede bianche, delle astensioni.

piero.minuzzo@gmail.com

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