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Salute in Valle d'Aosta | 27 ottobre 2026, 16:00

Aosta, la Gastroenterologia del "Parini" premiata a Barcellona per uno studio innovativo sul trapianto di fegato

Il dottor Stefano Okolicsanyi vince il "Best Abstract Presentation Prize" alla UEG Week 2026. La ricerca, svolta con l'IIT nell'ambito del progetto "5000genomi@VdA", apre nuove frontiere per la medicina personalizzata

Aosta, la Gastroenterologia del "Parini" premiata a Barcellona per uno studio innovativo sul trapianto di fegato

Riconoscimento scientifico di livello internazionale per la sanità valdostana. Il dottor Stefano Okolicsanyi, medico specialista della S.C. Gastroenterologia dell'Ospedale regionale "Umberto Parini" di Aosta (diretta dal dottor Renato Santucci), ha ricevuto il Best Abstract Presentation Prize in occasione della UEG Week 2026, il principale congresso europeo del settore promosso dalla United European Gastroenterology, svoltosi a Barcellona dal 17 al 20 ottobre.

Il premio, conferito il 19 ottobre nella sessione dedicata alle terapie avanzate e ai trapianti epatici, valorizza una ricerca multidisciplinare incentrata sull'analisi delle varianti genetiche associate allo sviluppo di complicanze (quali epatocarcinoma e fibrosi del fegato trapiantato) e alla tollerabilità dei farmaci immunosoppressori. Lo studio è stato realizzato grazie al sequenziamento dell'intero genoma di 20 pazienti trapiantati seguiti ad Aosta, in stretta collaborazione con il Center for Clinical and Computational Genomics (C3G) dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), la Struttura di Oncologia ed Ematologia del Parini e la Gastroenterologia dell'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Stefano Okolicsanyi, specialista in Gastroenterologia dell'Ospedale Parini di Aosta e coordinatore dello studio: «Questo riconoscimento premia il lavoro di una squadra che mette insieme competenze cliniche, genomiche e bioinformatiche. Grazie alla collaborazione con il C3G abbiamo avuto la possibilità di studiare come le caratteristiche genetiche individuali si associno alla storia clinica dei pazienti. Nel trapianto di fegato, l'obiettivo è comprendere meglio perché alcune persone sviluppino determinate complicanze o tollerino diversamente le terapie. Si tratta di risultati preliminari, che richiedono ulteriori conferme su popolazioni più ampie, ma che aprono prospettive interessanti per una gestione sempre più personalizzata dei pazienti.»

Manuela Vecchi, responsabile della Genomica Medica del Centro IIT di Aosta: «Questo studio dimostra l'impegno del C3G a supportare lo sviluppo di una medicina personalizzata nella pratica clinica, ponendosi sempre più come riferimento nella Valle d'Aosta non solo nelle attività di ricerca per accrescere conoscenze, ma anche nel contesto assistenziale per migliorare la diagnosi e cura dei pazienti.»

Renato Santucci, direttore della S.C. Gastroenterologia dell'Ospedale "Parini" di Aosta: «Questo premio rappresenta un motivo di grande soddisfazione per tutta la nostra Struttura e dimostra come anche una realtà sanitaria come quella valdostana possa contribuire a ricerche di rilievo internazionale. La collaborazione con i centri di ricerca e con altre strutture ospedaliere ci permette di affiancare all'attività clinica quotidiana nuove opportunità di approfondimento scientifico. Il valore di questo studio sta soprattutto nella prospettiva di comprendere sempre meglio le caratteristiche individuali dei pazienti, per arrivare in futuro a percorsi di cura e di monitoraggio sempre più mirati.»

Mauro Occhi, direttore sanitario dell'Azienda USL della Valle d'Aosta: «La cura sta diventando una confezione sartoriale e non un prodotto da grande magazzino, come siamo abituati a pensarla. Gli staff che disegnano l'assistenza sono ora composti non solo da medici e infermieri, ma anche da coloro che conducono la ricerca primaria. Per cui, dietro al farmaco pensato per me c'è un'équipe che ha lavorato mesi integrando intelligenza artificiale, biotecnologie, tecnologie digitali e soprattutto un grande lavoro di riflessione sui dati. Sempre meno la sanità si presta a visioni semplicistiche – eredità del passato – e sempre di più va spiegata perché ogni cittadino ne apprezzi il valore. Proteggere la sanità pubblica, oggi sotto costante attacco, è un imperativo.»

Stefano Gustincich, coordinatore del C3G (Center for Clinical and Computational Genomics): «È un premio che conferma l'importanza del dialogo tra medici e ricercatori per migliorare il modo con cui trattiamo il tema della salute, in questo caso le condizioni che portano a un trapianto di fegato. L'integrazione della genomica in sanità permette, infatti, di svolgere ricerche che hanno un impatto sulla pratica clinica e anche sulla gestione dei rischi che possono incorrere, come il rigetto post-trapianto. I risultati dello studio dimostrano che è una collaborazione efficace, un valido modello a livello nazionale e internazionale per la medicina personalizzata.»

Carlo Marzi, assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali della Regione Autonoma Valle d'Aosta: «Il premio assegnato a Barcellona è una bellissima notizia per tutta la Valle d'Aosta, perché dimostra come gli investimenti che la Sanità valdostana e il Governo Regionale hanno scelto di fare nella ricerca e nell'innovazione possano generare risultati riconosciuti anche a livello internazionale. Il progetto con l'Istituto Italiano di Tecnologia rappresenta un esempio concreto delle potenzialità che nascono dalla collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario e mondo della ricerca. Vedere uno studio sviluppato anche grazie alle competenze dei professionisti del nostro ospedale ottenere un riconoscimento così importante conferma il valore di questa sinergia. La nostra ambizione è che la Valle d'Aosta continui a essere un territorio capace non soltanto di offrire servizi sanitari di qualità, ma anche di contribuire allo sviluppo di nuove conoscenze e di soluzioni innovative per la salute delle persone.»

red.

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