Un collegamento più sicuro tra le due sponde del Lys, una maggiore attenzione alla prevenzione del rischio idraulico e una viabilità più funzionale per residenti e utenti della strada. A Gressoney-Saint-Jean è stato inaugurato sabato 24 ottobre il nuovo ponte in località Trinò/Pont Sec, un’opera dal valore complessivo di 3.286.078,23 euro che punta a migliorare l’accessibilità degli abitati situati sulla sinistra orografica del torrente e a rendere più sicuro un attraversamento importante per la comunità.
Al taglio del nastro erano presenti il presidente della Regione Renzo Testolin, gli assessori regionali Davide Sapinet, alle Opere pubbliche, Territorio e Ambiente, Luigi Bertschy, allo Sviluppo economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile, e Giulio Grosjacques, al Turismo, Sport e Commercio. Con loro il sindaco Mattia Alliod e i rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale.
L’intervento non si limita alla costruzione di un nuovo ponte, ma affronta contemporaneamente il tema della sicurezza idraulica e della riqualificazione del territorio. I lavori hanno infatti comportato l’allargamento dell’alveo del Lys, la rimozione dei vecchi guadi provvisori e la realizzazione di nuove difese spondali e scogliere, progettate per consentire il transito di portate di piena con un tempo di ritorno di 200 anni. Una scelta tecnica che assume particolare rilievo in un territorio montano, dove la gestione delle acque e la protezione delle infrastrutture rappresentano elementi essenziali per la sicurezza delle persone e la continuità dei collegamenti.
Il nuovo manufatto è un ponte ad arco in calcestruzzo armato, con una campata unica e una luce netta di 32 metri. L’assenza di pile all’interno dell’alveo evita interferenze con il deflusso delle acque, mentre la piattaforma, larga complessivamente 7 metri, comprende una corsia veicolare unica di 4,50 metri e un camminamento pedonale a raso di 1,50 metri. Le barriere laterali, realizzate in legno lamellare e acciaio corten, completano una struttura che coniuga esigenze funzionali e inserimento nel contesto alpino.
Alla nuova infrastruttura si accompagna una riorganizzazione dell’area circostante. È stata realizzata la viabilità di collegamento ed è stata sistemata la fermata dell’autobus lungo la Strada regionale 44, dotandola di una pensilina in legno con copertura in lose. La pavimentazione in cubetti di granito grigio e il nuovo impianto di illuminazione pubblica a LED contribuiscono a migliorare la fruibilità degli spazi, sia per chi si sposta in automobile sia per i pedoni e gli utenti del trasporto pubblico.
«L’inaugurazione del ponte conclude un intervento articolato, che ha riguardato non solo il collegamento stradale, ma anche la messa in sicurezza delle arginature del torrente Lys e la riqualificazione dell’area circostante», ha dichiarato l’assessore Davide Sapinet, sottolineando il carattere complessivo dell’opera. «Il nuovo ponte migliora i collegamenti tra gli abitati sulle due sponde del torrente e rende l’attraversamento più funzionale e sicuro. La nuova fermata dell’autobus e l’illuminazione pubblica contribuiscono inoltre a rendere l’area più fruibile e rispondente alle esigenze della comunità».
Sul piano economico, il costo complessivo dell’intervento è pari a 3.286.078,23 euro. Di questi, 2 milioni di euro sono stati finanziati dalla Regione autonoma Valle d’Aosta, mentre 1.366.078,23 euro provengono dalle risorse della Protezione civile, nell’ambito dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile n. 749/2021. La Struttura opere idrauliche e gestione demanio idrico dell’Assessorato regionale ha seguito l’appalto e la direzione dei lavori, mentre il Comune di Gressoney-Saint-Jean ha svolto il ruolo di soggetto attuatore della progettazione.
L’inaugurazione restituisce così l’immagine di un’opera pubblica che mette insieme mobilità, prevenzione e qualità degli spazi collettivi. In una regione caratterizzata da vallate strette, corsi d’acqua e collegamenti spesso condizionati dalla conformazione del territorio, investire in infrastrutture significa infatti non soltanto rendere più agevoli gli spostamenti quotidiani, ma anche rafforzare la capacità delle comunità di affrontare eventi meteorologici estremi e ridurre la vulnerabilità del territorio. La sfida, per le istituzioni regionali e comunali, sarà ora mantenere nel tempo l’efficienza delle opere realizzate e proseguire con una programmazione capace di coniugare sicurezza, servizi e attenzione alle esigenze di chi vive nelle località di montagna.













