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CRONACA | 21 ottobre 2026, 13:04

La caldaia è pronta per l’autunno? Come mettersi in regola

Con l’arrivo dei primi freddi è il momento di controllare la caldaia e verificare le scadenze della manutenzione e del controllo di efficienza energetica. Federconsumatori VdA ricorda gli obblighi previsti dalla normativa, le sanzioni per chi non è in regola e le precauzioni da adottare per difendersi dai falsi tecnici che sfruttano i controlli per entrare nelle abitazioni

La caldaia è pronta per l’autunno? Come mettersi in regola

Il freddo piano piano sta arrivando: questo è il momento giusto per fare la manutenzione della caldaia ed essere pronti. Attenzione: è un obbligo di legge e trascurarla ci può costare una sanzione.

Quando parliamo di revisione della caldaia dobbiamo distinguere due obblighi diversi, come spiega la normativa di riferimento, il DPR 74/2013.

La manutenzione ordinaria è la cura meccanica dell’apparecchio: pulizia del bruciatore e dei circuiti, rimozione dei residui, ispezione delle parti soggette a usura. Le sue scadenze non sono fissate dalla legge, ma dal libretto d’uso del produttore e, in genere, ricorrono ogni anno.

Il controllo di efficienza energetica, quello per ottenere il cosiddetto bollino blu, è un’analisi più complessa: misura i fumi di scarico, le emissioni inquinanti e la sicurezza generale dell’impianto, compresa l’assenza di dispersioni di monossido di carbonio. Qui le scadenze sono fissate per legge e variano in base al tipo di impianto:

ogni 2 anni per le caldaie a gasolio o le stufe a pellet collegate ai termosifoni con potenza sotto i 100 kW;

ogni 4 anni per gli impianti a gas metano o GPL della stessa potenza, anche se diverse Regioni hanno abbassato questo limite a 2 anni per ridurre l’inquinamento.

Al termine di ogni intervento, i risultati vanno registrati nel libretto d’impianto.

Chi deve fare la manutenzione della caldaia?

La legge individua la figura del responsabile dell’impianto, che deve garantire le verifiche periodiche e la corretta tenuta del libretto.

Nella pratica, la responsabilità dipende dalla tipologia di impianto e da chi ne ha la gestione: nel caso di una caldaia autonoma, generalmente ricade su chi vive nell’abitazione (quindi anche sull’inquilino, secondo la ripartizione tra spese ordinarie e straordinarie prevista dal Codice Civile), mentre per gli impianti centralizzati condominiali spetta all’amministratore, salvo la nomina di un terzo responsabile.

In ogni caso, l’intervento va affidato solo a tecnici e ditte abilitate: chi esegue manutenzione e controllo deve essere iscritto al registro delle imprese abilitate presso la Camera di Commercio.

Trascurare gli obblighi di controllo e manutenzione della caldaia non significa soltanto mettere a rischio la sicurezza dell’impianto, ma anche esporsi a sanzioni amministrative.

L’articolo 15, commi 5 e 6, del D.lgs. 192/2005 prevede due casi, con sanzioni differenti per il responsabile dell’impianto e per il tecnico incaricato.

Il proprietario, l’inquilino, l’amministratore di condominio o l’eventuale terzo responsabile che non provvede alle operazioni di controllo e manutenzione previste dalla normativa rischia una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro.

Per il tecnico incaricato che non redige e sottoscrive il rapporto di controllo tecnico, il documento che attesta le verifiche effettuate, è invece prevista una sanzione da 1.000 a 6.000 euro. L’ente locale o la Regione competente che applica la sanzione deve inoltre darne comunicazione alla Camera di Commercio di appartenenza dell’operatore, ai fini dei conseguenti provvedimenti disciplinari.

Al termine degli interventi devono essere redatti i documenti previsti. Quando viene effettuato il controllo di efficienza energetica, il tecnico deve compilare e sottoscrivere il relativo Rapporto di controllo di efficienza energetica (RCEE), consegnarne una copia al responsabile dell’impianto e provvedere alla trasmissione secondo le modalità e le scadenze applicabili.

Il responsabile è inoltre tenuto a conservare e mantenere aggiornato il libretto di impianto, insieme alla documentazione dei controlli effettuati.

Proprio perché il controllo della caldaia è un obbligo reale, i truffatori ne approfittano per ingannare consumatori ignari, entrando nelle loro case spacciandosi per tecnici che devono effettuare la manutenzione.

La Polizia di Stato ha ribadito alcune regole di base da seguire quando chi dice di essere un tecnico si presenta a casa nostra:

Un intervento di manutenzione o di controllo va sempre concordato in anticipo. Nessun tecnico si presenta senza preavviso per interventi urgenti.

Nessuno può entrare in casa senza una verifica. Un vero tecnico incaricato da un gestore o da un condominio può essere controllato attraverso un canale ufficiale.

Mai consegnare denaro o oggetti di valore a chi si presenta con questi pretesti, qualunque sia la motivazione.

Bruno Albertinelli

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