/ SANITÀ, SALUTE E STARE BENE

SANITÀ, SALUTE E STARE BENE | 30 settembre 2026, 14:16

Virus respiratorio sinciziale, anche in Valle d’Aosta si apre il fronte della prevenzione per anziani e fragili

Cittadinanzattiva rilancia anche in Valle d’Aosta il tema dell’accesso alla prevenzione contro il Virus Respiratorio Sinciziale

Virus respiratorio sinciziale, anche in Valle d’Aosta si apre il fronte della prevenzione per anziani e fragili

Al centro del confronto il nuovo Piano Nazionale di Immunizzazione 2027-2031, che dovrà affrontare anche il nodo della protezione degli anziani e degli adulti fragili. Maria Grazia Vacchina, segretaria di Cittadinanzattiva Valle d’Aosta, richiama l’attenzione sulla necessità di evitare differenze territoriali nell’accesso alle nuove opportunità di prevenzione.

La questione è nazionale, ma ha inevitabilmente una ricaduta anche sul sistema sanitario valdostano. Il Virus Respiratorio Sinciziale, infatti, non riguarda soltanto la prima infanzia. Per gli anziani e per le persone con patologie croniche o condizioni di fragilità, l’infezione può avere conseguenze particolarmente rilevanti e tradursi in un aumento delle complicanze e dei ricoveri ospedalieri.

È questo il quadro sul quale Cittadinanzattiva chiede ora un intervento più strutturato da parte delle istituzioni. La seconda edizione dell’“Osservatorio Civico VRS 2026: dalla disponibilità dell’innovazione alla politica di prevenzione”, presentata a Roma, fotografa infatti una situazione nella quale, mentre il percorso di immunizzazione della prima infanzia si sta progressivamente consolidando, per la popolazione adulta fragile e anziana manca ancora una strategia nazionale omogenea.

I numeri indicati dall’Osservatorio danno la dimensione del fenomeno: in Italia si stimano ogni anno circa 290.000 infezioni respiratorie acute, oltre 26.000 ricoveri ospedalieri e circa 1.800 decessi tra gli over 60, con un tasso di mortalità intraospedaliera stimato al 7,2%. Numeri che riportano la discussione sul terreno della programmazione sanitaria e non soltanto su quello dell'innovazione farmacologica e vaccinale.

Il passaggio politico più importante sarà ora rappresentato dal nuovo Piano Nazionale di Immunizzazione 2027-2031. Il Ministero della Salute è chiamato a presentare la proposta alle Regioni e sarà proprio in quella sede che dovrà essere definito il quadro nazionale della prevenzione. Per Cittadinanzattiva, il rischio da evitare è che l'assenza di una programmazione uniforme produca una sorta di prevenzione a geometria variabile, con differenze nell'accesso a seconda del territorio di residenza.

«Il nostro Osservatorio mostra chiaramente che l'Italia ha la grande opportunità di trasformare l'innovazione scientifica in tutela concreta della salute pubblica ma, senza una strategia nazionale chiara, si rischia di creare una prevenzione a geometria variabile e certamente non equa», osserva Valeria Fava, responsabile del Coordinamento politiche della salute di Cittadinanzattiva. Una posizione che assume particolare rilievo anche per le Regioni più piccole, dove la programmazione nazionale e le modalità con cui vengono trasferite risorse e indicazioni organizzative possono avere un peso significativo sull'effettiva capacità del sistema sanitario di garantire i servizi.

In Valle d’Aosta il tema viene seguito da Cittadinanzattiva Valle d’Aosta, guidata dalla segretaria Maria Grazia Vacchina. Il punto centrale, nel quadro delineato dall'associazione, è quello di assicurare che l'eventuale introduzione di nuove strategie di immunizzazione non rimanga una possibilità teorica, ma diventi una concreta opportunità di prevenzione per le persone maggiormente esposte alle conseguenze dell'infezione.

La questione si intreccia direttamente con quella più generale dell'organizzazione della sanità regionale. Per una realtà come la Valle d'Aosta, nella quale la prossimità dei servizi sanitari e la presa in carico della popolazione anziana rappresentano aspetti importanti della programmazione, le decisioni assunte a livello nazionale sui LEA, sui calendari vaccinali e sulle risorse destinate alla prevenzione possono tradursi in conseguenze concrete sull'organizzazione locale.

Cittadinanzattiva individua infatti tre criticità principali: l'assenza di una programmazione nazionale per l'adulto fragile, la frammentazione delle strategie regionali e l'incertezza sui finanziamenti. Il rischio indicato è che il ritardo nella definizione di un quadro nazionale finisca per ampliare le differenze tra i territori, condizionando l'accesso alla prevenzione alla Regione nella quale il cittadino risiede.

Da qui le richieste rivolte alle istituzioni. La prima è l'inserimento della prevenzione anti-VRS per gli adulti fragili e gli anziani nel nuovo Piano Nazionale di Immunizzazione 2027-2031 e nel Calendario Vaccinale. La seconda riguarda i Livelli Essenziali di Assistenza, con l'obiettivo di garantire un accesso omogeneo. La terza interessa direttamente le risorse, attraverso una quota adeguata e tempestivamente disponibile del Fondo Sanitario Nazionale destinata alla prevenzione.

Ma il dossier richiama anche un altro aspetto, particolarmente significativo sul piano territoriale: il ruolo dei medici di medicina generale e dei professionisti sanitari di prossimità. Sono infatti loro, spesso, a rappresentare il primo punto di contatto con la popolazione anziana e con le persone affette da patologie croniche. Una strategia nazionale, per essere efficace, dovrà quindi essere accompagnata da informazione, formazione e strumenti organizzativi adeguati.

«Con l'imminente varo del nuovo Piano Nazionale di Immunizzazione 2027-2031 è urgente che le Istituzioni garantiscano risposte concrete affinché l'innovazione scientifica si traduca in un accesso equo, uniforme e tempestivo alla vaccinazione per tutte le persone che ne possono beneficiare», sottolinea ancora Fava, indicando la necessità di «definire un quadro unico per il VRS nei LEA e assicurare finanziamenti adeguati e tempestivi».

È proprio questo il punto sul quale si concentra ora l'attenzione anche in Valle d'Aosta: capire come le scelte che saranno assunte a livello nazionale verranno recepite nell'organizzazione regionale della prevenzione e quali strumenti saranno messi a disposizione della popolazione anziana e fragile. Il confronto sul Piano 2027-2031 diventa quindi anche un passaggio per verificare quanto l'autonomia organizzativa delle Regioni potrà conciliarsi con l'esigenza, sostenuta da Cittadinanzattiva, di garantire diritti e opportunità di prevenzione omogenei su tutto il territorio nazionale.

Per Cittadinanzattiva, in definitiva, la sfida non consiste soltanto nel rendere disponibili nuove soluzioni di immunizzazione, ma nel costruire attorno ad esse una vera politica pubblica. E la Valle d'Aosta, attraverso l'attività dell'associazione e l'attenzione di Maria Grazia Vacchina, si prepara a seguire da vicino un percorso che potrebbe incidere sulle future modalità di prevenzione rivolte alla popolazione più fragile.

L'Osservatorio Civico VRS 2026 è un progetto indipendente di Cittadinanzattiva realizzato con il contributo non condizionante di GSK e Pfizer.

pi.mi.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore