Il Piano di controllo del lupo entra nella fase operativa. La Giunta regionale ha approvato oggi, venerdì 18 settembre, il documento che stabilisce come la Valle d’Aosta potrà intervenire nei casi in cui la presenza del predatore determini condizioni di rischio per la pubblica incolumità o provochi danni gravi alle attività zootecniche.
È il passaggio conclusivo dell’iter regionale di un provvedimento destinato a inserirsi nel confronto, ormai da tempo aperto anche in Valle d’Aosta, sulla presenza del lupo e sulla necessità di conciliare la tutela della specie con la sicurezza e le esigenze degli allevatori.
Il Piano è stato predisposto sulla base dell’articolo 19 della legge 157/1992 e dell’articolo 18 della legge regionale 64/1994. Prima dell’approvazione della Giunta aveva ottenuto il parere favorevole dell’ISPRA e, il 9 settembre 2026, quello unanime della Consulta faunistica regionale.
Il principio seguito dal documento è quello di una progressione degli interventi. Prima il monitoraggio della situazione e le misure di dissuasione; solo quando queste risultino inefficaci e ricorrano le condizioni previste dalla normativa potranno essere adottate misure di rimozione degli esemplari. Le modalità tecniche degli interventi sono definite in accordo con ISPRA.
Non si tratta quindi di un provvedimento che prevede un intervento generalizzato sulla presenza del lupo, ma di uno strumento che stabilisce procedure e condizioni precise per affrontare le situazioni considerate più problematiche. Il riferimento resta quello della tutela della pubblica incolumità e della prevenzione dei danni gravi alle attività zootecniche, quando le misure preventive non siano sufficienti.
Sul provvedimento interviene l’assessore Speranza Girod, che considera l’approvazione un passaggio importante per dare alla Regione un quadro operativo definito. «L’approvazione del Piano rappresenta un passaggio importante per dotare la Regione di uno strumento operativo chiaro e fondato su criteri tecnici», afferma l’assessore, indicando tra gli obiettivi la sicurezza delle persone e degli animali da affezione, la tranquillità di residenti e turisti e la tutela delle attività zootecniche.
La linea indicata dalla Regione, aggiunge Girod, è quella di procedere «in modo proporzionato e responsabile», puntando sulle misure preventive e riservando gli interventi di rimozione ai soli casi contemplati dalla normativa. Un’impostazione che riflette la struttura stessa del Piano e la necessità di valutare le diverse situazioni sulla base delle circostanze concrete.
Con il voto della Giunta di venerdì 18 settembre si chiude dunque il percorso amministrativo regionale. Da questo momento il Piano potrà essere applicato secondo le procedure stabilite e nel rispetto delle condizioni previste dalla legge. Per la Valle d’Aosta si apre così la fase dell’attuazione concreta di uno strumento destinato a disciplinare uno dei temi più delicati del rapporto tra fauna selvatica, territorio e attività umane.













