La pista ciclabile di Aosta ha registrato 394.309 passaggi nell’ultimo anno, con una media di 1.090 transiti al giorno. L’assessore Luca Tonino difende l’infrastruttura dalle critiche e rilancia: «Continuiamo a investire sulla mobilità ciclabile». Presentate anche le iniziative della Settimana europea della mobilità e di Sport in piazza.
C’è chi le piste ciclabili non le voleva ieri e continua a non volerle oggi. A Aosta, però, la discussione sull’utilità della mobilità ciclabile si confronta ormai con numeri difficili da ignorare: nell’ultimo anno sulla rete ciclabile cittadina sono stati registrati 394.309 passaggi, pari a una media di 1.090 transiti al giorno. Dati che il Comune porta sul tavolo proprio mentre torna ad accendersi il confronto sulle scelte di mobilità del capoluogo e sulla necessità di ridurre, dove possibile, la dipendenza dall’automobile.
Il dato, relativo al periodo compreso tra il 15 settembre 2025 e l’11 settembre 2026, è stato illustrato oggi dall’assessore comunale alla transizione ecologica Luca Tonino, nel corso della conferenza stampa di presentazione della Settimana europea della mobilità e dell’evento Sport in piazza. I rilevatori installati in piazza della Repubblica, via Festaz e corso Battaglione hanno consentito di quantificare con maggiore precisione l'utilizzo della pista, trasformando una discussione spesso affidata alle impressioni in una questione anche di numeri.
«C’è ancora qualcuno che sostiene che la ciclabile non è utilizzata. Uno può essere d’accordo o no, io ritengo che sia un’infrastruttura fondamentale per una città moderna e i dati sono questi», ha sottolineato Tonino, rivendicando la scelta dell’amministrazione di proseguire sulla strada della mobilità sostenibile. E proprio dai numeri l’assessore parte per rilanciare l’impegno dell’amministrazione: «Continuiamo a investire sulla mobilità ciclabile», è in sostanza il messaggio rivolto a chi considera le piste ciclabili un intervento marginale o poco utilizzato.
Il tema più delicato resta quello del rapporto tra ciclabili e parcheggi, uno degli argomenti che maggiormente hanno alimentato il dibattito pubblico negli ultimi anni. Anche su questo punto Tonino respinge l’idea che la realizzazione delle infrastrutture ciclabili abbia semplicemente sottratto spazi alla sosta: «La ciclabile non ha tolto parcheggi, ma li ha delocalizzati», ha affermato. Secondo i dati forniti dall’assessore, ad Aosta sono complessivamente circa 9.800 i posti auto, dei quali più di 6.000 gratuiti e i restanti a pagamento.
Alla dotazione esistente si aggiungono i 300 stalli di via Liconi, mentre è in fase di completamento un ulteriore parcheggio nel Quartiere Dora. Il ragionamento dell’amministrazione è dunque quello di una mobilità nella quale automobile, trasporto pubblico, bicicletta e spostamenti pedonali non vengano necessariamente messi in contrapposizione, ma siano considerati parti diverse dello stesso sistema urbano.
Un sistema che, peraltro, comprende anche il trasporto pubblico. Tra le iniziative illustrate in occasione della Settimana europea della mobilità c’è infatti la gratuità della navetta verde, con collegamenti dal cimitero e dall’area Sogno. Anche in questo caso i numeri mostrano una risposta significativa: il servizio ha raggiunto punte di 2.300 passaggi, confermando come la disponibilità di alternative pratiche all’auto possa tradursi in un utilizzo concreto da parte dei cittadini.
«Le iniziative che proponiamo sono accomunate dalla volontà di promuovere spostamenti più sostenibili e sicuri», ha spiegato Tonino (nella foto), indicando così il filo conduttore delle diverse azioni messe in campo dal Comune. Non si tratta soltanto, quindi, di realizzare infrastrutture, ma di costruire progressivamente un modello di mobilità nel quale scegliere la bicicletta, camminare o utilizzare il trasporto pubblico possa diventare più semplice e conveniente.
È una trasformazione che nelle città di dimensioni medio-piccole può avere effetti particolarmente rilevanti. Ad Aosta, dove molte destinazioni urbane sono raggiungibili in tempi relativamente brevi, la bicicletta può rappresentare infatti un'alternativa concreta soprattutto negli spostamenti quotidiani, mentre il trasporto pubblico e i parcheggi di interscambio possono contribuire a ridurre la pressione del traffico nelle zone centrali. La sfida, naturalmente, è fare in modo che le diverse modalità siano collegate tra loro e che sicurezza e continuità dei percorsi accompagnino l'espansione della rete ciclabile.
Sul tema è intervenuto anche il sindaco Raffaele Rocco, che ha legato le politiche della mobilità a una più generale idea di qualità urbana. «Una città più accessibile e vivibile passa anche dalla possibilità di scegliere come spostarsi e dalla sicurezza con cui ciascuno può farlo», ha osservato il primo cittadino, sottolineando quindi l’importanza di non affrontare la trasformazione della mobilità come uno scontro tra automobilisti e ciclisti.
Il confronto, inevitabilmente, continuerà. Ma se una parte della polemica sulle ciclabili può essere alimentata da percezioni diverse sull'effettivo utilizzo delle infrastrutture, i 394.309 passaggi rilevati nell'arco di quasi un anno rappresentano almeno un elemento concreto su cui discutere. La politica della mobilità può essere condivisa oppure contestata, così come si può discutere sulla collocazione delle piste, sulla loro sicurezza, sulla manutenzione o sull'impatto sulla sosta. Più difficile, però, è sostenere che nessuno le utilizzi.
Per Tonino, la direzione resta quindi quella di una città nella quale la mobilità sostenibile non sia un elemento accessorio, ma una componente stabile delle politiche urbane. Per il Comune la parola d'ordine è continuare a investire, misurando nel tempo gli effetti delle scelte compiute e cercando di conciliare le esigenze di chi si muove in automobile con quelle di chi sceglie la bicicletta, il trasporto pubblico o gli spostamenti a piedi. Una discussione che, dati alla mano, ad Aosta è destinata a proseguire.













