L’acqua è una risorsa strategica e, per un territorio alpino come la Valle d’Aosta, rappresenta anche una delle principali chiavi di lettura del rapporto tra ambiente, economia e autonomia territoriale. Il cambiamento climatico sta infatti modificando gli equilibri sui quali per decenni si sono basati gli approvvigionamenti e gli utilizzi della risorsa idrica: non basta più interrogarsi sulla quantità d’acqua disponibile, ma occorre comprendere dove, quando e per quali usi essa sarà disponibile nel futuro.
È dentro questa prospettiva che venerdì 18 settembre, nel suggestivo scenario del Castello di Introd, il Consorzio dei Comuni della Valle d’Aosta – Bacino Imbrifero Montano (BIM), in qualità di Ente di Governo d’Ambito del Servizio Idrico Integrato, promuoverà il convegno “La risorsa idrica tra cambiamento climatico e governance: sfide e strategie per i territori”. Un confronto rivolto ad amministratori e operatori del settore, pensato per mettere in relazione le diverse dimensioni della gestione dell'acqua, dal quadro internazionale ed europeo fino alle scelte che riguardano direttamente la Valle d’Aosta.
La posta in gioco è particolarmente rilevante. L'acqua attraversa infatti competenze, interessi e funzioni differenti: dall'uso potabile a quello agricolo, dall'idroelettrico alla tutela degli ecosistemi. In uno scenario climatico destinato a rendere più complessa la disponibilità della risorsa, la vera sfida diventa quindi quella di costruire una governance capace di prevenire i conflitti tra gli usi, programmare gli investimenti e garantire sicurezza e continuità del servizio.
Dopo l'accoglienza e i saluti istituzionali di Renzo Testolin, Presidente della Regione Valle d’Aosta, e di Vittorio Stefano Anglesio, Presidente del Consorzio BIM, i lavori entreranno nel vivo con Nicola Dell’Acqua, Presidente di ARERA, chiamato a offrire una lettura del quadro nazionale relativo alla disponibilità idrica e alle politiche di regolazione del servizio.
Il confronto allargherà quindi lo sguardo alla dimensione sovranazionale con Paolo Angelini, Senior Expert in Governance delle Risorse Idriche e Sviluppo Sostenibile delle Regioni Alpine e Montane. Al centro del suo intervento ci sarà uno dei nodi destinati a diventare sempre più delicati nei territori di montagna: la competizione tra uso idroelettrico, agricolo ed ecosistemico della risorsa.
Non si tratta soltanto di stabilire delle priorità, ma di individuare un equilibrio sostenibile tra esigenze diverse. Ed è proprio in questo spazio che i Bacini Imbriferi Montani possono assumere un ruolo particolare, facendo da cerniera tra la dimensione locale e il più ampio quadro europeo. La Valle d’Aosta, per caratteristiche territoriali e istituzionali, può così diventare un laboratorio nel quale sperimentare forme di adattamento condiviso alle trasformazioni climatiche.
La governance sarà uno dei temi centrali anche nell'intervento di Luca Mascolo, Presidente di ANEA, che affronterà il ruolo degli Enti di Governo d’Ambito nel sistema italiano, con particolare attenzione agli strumenti di programmazione e alla necessità di accompagnare la gestione della risorsa con investimenti adeguati. Perché la sicurezza idrica non passa soltanto dalla disponibilità naturale dell’acqua, ma anche dalla capacità delle istituzioni di conoscere le proprie fonti, programmare le infrastrutture e ridurre le vulnerabilità della rete.
La parte conclusiva del convegno sarà dedicata proprio alla Valle d’Aosta. Davide Sapinet, per l’Assessorato Opere Pubbliche, Territorio e Ambiente della Regione, porterà il punto di vista dell'amministrazione regionale; Donato Madaro, Amministratore Unico di Services des Eaux Valdôtaines (SEV), illustrerà invece le prospettive del neocostituito servizio idrico integrato.
Un passaggio particolarmente significativo riguarderà infine il progetto finanziato con fondi FESR che sarà presentato da Vittorio Stefano Anglesio e che punta alla creazione di un sistema di conoscenza delle fonti di approvvigionamento idropotabile del territorio valdostano. Conoscere meglio la risorsa significa infatti poterla governare meglio: mappare le fonti, comprenderne caratteristiche e disponibilità e costruire una base informativa comune rappresenta un presupposto essenziale per qualsiasi politica di adattamento.

Vittorio Stefano Anglesio (ph Paolo Rey), Presidente BIM
Il valore dell'iniziativa sta dunque nel tentativo di superare una lettura dell'acqua limitata alla sola emergenza. Siccità, riduzione delle precipitazioni nevose, modificazione dei regimi idrologici e crescente pressione sui diversi utilizzi rendono necessario un approccio strutturale, nel quale prevenzione, conoscenza e programmazione assumano un peso crescente.
Per la Valle d’Aosta la questione presenta inoltre una dimensione politica e istituzionale che non può essere trascurata. Governare una risorsa essenziale significa infatti anche decidere come conciliare le esigenze del territorio, la tutela ambientale, le attività economiche e la qualità dei servizi pubblici. La dimensione alpina non deve essere considerata soltanto come un fattore di fragilità, ma può diventare una leva per costruire modelli di gestione più vicini alle caratteristiche del territorio.
Il convegno di Introd arriva quindi in un momento nel quale la risorsa idrica è destinata a occupare uno spazio sempre più centrale nelle politiche territoriali. La sfida non riguarda soltanto l'acqua che manca nei momenti di maggiore siccità, ma soprattutto la capacità di prepararsi a un futuro nel quale gli equilibri idrici saranno meno prevedibili.
Il confronto promosso dal Consorzio BIM mette attorno allo stesso tavolo istituzioni, regolatori, tecnici e attori territoriali proprio per affrontare questa trasformazione. L'obiettivo è costruire una visione che tenga insieme la dimensione europea e quella locale, senza perdere di vista una considerazione fondamentale: per un territorio di montagna, la sicurezza idrica è sempre più una questione di conoscenza, programmazione e capacità di governo.













