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AMBIENTE | 05 settembre 2026, 12:11

Dalla montagna al mondo: Giroparchi Culture Trail forma i giovani e rafforza l’identità valdostana

Si è conclusa a Rhêmes-Saint-Georges la 6ª edizione di Giroparchi Culture Trail, il trekking culturale in lingua inglese promosso da Fondation Grand Paradis. 15 giovani valdostani tra i 9 e gli 11 anni hanno vissuto quattro giornate tra natura, cultura, tecnologia e lingua inglese, trasformando la montagna in un laboratorio a cielo aperto per interrogarsi su memoria, identità e futuro

Gruppo Giroparchi

Gruppo Giroparchi

La montagna non è soltanto un luogo da attraversare, ma uno spazio nel quale imparare a conoscere se stessi, la propria comunità e il territorio al quale si appartiene. È questa la filosofia che ha accompagnato la 6ª edizione di Giroparchi Culture Trail, conclusasi oggi a Rhêmes-Saint-Georges dopo quattro giornate dedicate al tema “Vivere in montagna: memoria, identità e futuro”. Un'esperienza che ha portato 15 bambine e bambini valdostani, tra i 9 e gli 11 anni, a confrontarsi con il patrimonio naturale e culturale del territorio utilizzando anche una lingua internazionale come l'inglese e strumenti tecnologici di ultima generazione.

A promuovere l'iniziativa è stata ancora una volta Fondation Grand Paradis, realtà che negli anni ha costruito una presenza sempre più dinamica nel campo della valorizzazione del territorio, mettendo insieme cultura, ambiente, educazione e innovazione. Un impegno sostenuto dai Comuni di Aymavilles, Introd, Rhêmes-Saint-Georges e Villeneuve, oltre che da Fondazione CRT e BCC Valdostana, a conferma di una rete istituzionale e finanziaria che considera la formazione delle nuove generazioni parte integrante delle politiche di valorizzazione della montagna.

Durante il trekking, i giovani partecipanti hanno esplorato il fondovalle del Gran Paradiso, incontrando luoghi, testimonianze e peculiarità che raccontano una Valle d'Aosta fatta di comunità, tradizioni e trasformazioni. L'inglese è diventato uno strumento concreto per conoscere e raccontare il territorio, mentre la tecnologia ha aggiunto una dimensione nuova all'esperienza.

Particolarmente significativo, in questo senso, è stato l'utilizzo della SIBILLA del Gran Paradiso, il sistema di intelligenza artificiale generativa sviluppato da Fondation Grand Paradis. L'intelligenza artificiale non è stata quindi proposta come alternativa all'esperienza diretta, ma come strumento per stimolare curiosità, approfondire informazioni e costruire un rapporto più interattivo con i luoghi visitati. È una scelta che racconta bene la direzione intrapresa dalla Fondazione: preservare la memoria senza trasformarla in nostalgia e, allo stesso tempo, utilizzare l'innovazione per rendere il patrimonio valdostano più comprensibile e attrattivo per le nuove generazioni.

È proprio qui che l'iniziativa assume un significato che va oltre il semplice trekking educativo. In una regione nella quale il rapporto fra giovani, territorio e futuro della montagna rappresenta una delle grandi sfide sociali e politiche, insegnare a conoscere il patrimonio locale significa anche creare le condizioni perché quel patrimonio possa essere riconosciuto come una risorsa e non come un'eredità immobile.

Il dinamismo di Fondation Grand Paradis emerge anche dalla capacità di dare continuità a progetti rivolti ai giovani, trasformandoli in appuntamenti capaci di rinnovarsi nel tempo. Al termine del percorso, le famiglie dei partecipanti sono state accolte a Rhêmes-Saint-Georges dal presidente Michel Martinet (nella foto), dalla direttrice Luisa Vuillermoz e dal sindaco Nella Thérisod. Per i presenti è stato proiettato anche il video realizzato durante le quattro giornate, una sorta di diario collettivo dell'esperienza vissuta.

Per Martinet, la continuità rappresenta uno degli elementi di maggiore valore del progetto. Il presidente di Fondation Grand Paradis ha sottolineato infatti che iniziative come Giroparchi Culture Trail e Nature Trail «testimoniano il valore di iniziative capaci di durare nel tempo e di coinvolgere, anno dopo anno, diverse generazioni di giovani valdostani». E proprio questa capacità di guardare oltre l'evento singolo costituisce uno degli aspetti più interessanti dell'azione della Fondazione.

Martinet ha evidenziato anche la soddisfazione per il fatto che ragazze e ragazzi possano avvicinarsi al territorio attraverso esperienze che uniscono «conoscenza, scoperta e condivisione», rafforzando il senso di appartenenza e la consapevolezza del patrimonio naturale e culturale valdostano, senza rinunciare all'apertura verso l'esterno garantita dalla conoscenza della lingua inglese.

È una prospettiva che trova nella direttrice Luisa Vuillermoz (nella foto) una figura centrale nella costruzione e nello sviluppo delle attività della Fondation Grand Paradis. Il lavoro della struttura guidata da Vuillermoz mostra infatti una crescente attenzione alla capacità di trasformare il patrimonio del Gran Paradiso in un'occasione di educazione, partecipazione e innovazione. Cultura e natura non vengono trattate come compartimenti separati, ma come elementi di un unico progetto di sviluppo territoriale.

Anche sotto il profilo economico, una strategia di questo tipo può assumere un valore tutt'altro che marginale. Una montagna conosciuta, raccontata e vissuta dalle nuove generazioni è una montagna che può essere proposta anche all'esterno con maggiore consapevolezza. La formazione dei giovani, dunque, si intreccia con la capacità futura della Valle d'Aosta di costruire un'offerta turistica e culturale qualificata, capace di distinguersi non soltanto per la bellezza dei paesaggi, ma per la profondità delle esperienze che sa offrire.

C'è poi un aspetto sociale ancora più profondo. In un'epoca nella quale il rischio è che i ragazzi vivano il territorio soprattutto attraverso gli schermi, Giroparchi Culture Trail utilizza proprio la tecnologia per riportarli dentro il territorio reale. Si cammina, si osserva, si ascolta, si parla inglese, si scopre la storia dei luoghi e poi si utilizzano gli strumenti digitali per comprenderli meglio. È un ribaltamento interessante della prospettiva: la tecnologia non sostituisce la montagna, ma può diventare uno strumento per conoscerla.

Il messaggio finale è quindi più ampio di quello di una semplice iniziativa per 15 giovani. La vera scommessa è costruire una generazione capace di vivere la Valle d'Aosta senza chiudersi nei suoi confini e, contemporaneamente, di aprirsi al mondo senza perdere il legame con le proprie radici.

Ed è forse proprio questa la sfida più importante per una regione alpina come la Valle d'Aosta: trasformare la propria identità in una forza dinamica, non in un recinto. La memoria può diventare futuro soltanto se viene trasmessa, reinterpretata e resa viva. Il lavoro portato avanti da Fondation Grand Paradis va in questa direzione, attraverso una progettualità che mette insieme territorio, giovani e innovazione. Come ha ricordato Michel Martinet, l'obiettivo è rafforzare «il senso di appartenenza e la consapevolezza del patrimonio naturale e culturale che ci circonda», ma nello stesso tempo consentire ai ragazzi di «aprirsi al mondo». È una sintesi efficace di ciò che dovrebbe essere oggi una politica della montagna: radici solide, sguardo largo e capacità di innovare.

pi.mi.

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