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ATTUALITÀ | 11 settembre 2026, 17:02

Dalla contabilità alla protezione civile, la Giunta mette in campo nuove misure per la Valle d’Aosta

Dalla nuova contabilità economico-patrimoniale alla risposta alla siccità, passando per edilizia pubblica, scuola, cultura e mobilità sostenibile: una serie di provvedimenti che interessano diversi settori dell’Amministrazione regionale e della vita quotidiana dei valdostani

Dalla contabilità alla protezione civile, la Giunta mette in campo nuove misure per la Valle d’Aosta

La nuova organizzazione della contabilità regionale, il rafforzamento della protezione civile, il riconoscimento della siccità come evento eccezionale, gli interventi sull’edilizia residenziale pubblica e le misure a sostegno della scuola, della cultura e della mobilità nei comuni turistici. Sono diversi gli ambiti sui quali si è concentrata l’attività della Giunta regionale, con provvedimenti che, pur avendo natura e finalità differenti, incidono su alcuni dei temi più rilevanti per il futuro della Valle d’Aosta.

Sul piano amministrativo, uno dei passaggi più significativi riguarda l’istituzione della Cabina di Regia Accrual, la C.R.A., organismo interno incaricato di coordinare l’attuazione presso l’Amministrazione regionale della riforma nazionale che introduce il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale accrual, previsto dalla Riforma 1.15 del PNRR. Si tratta di un cambiamento tecnico, ma dalle conseguenze tutt’altro che secondarie, perché comporterà una revisione dei sistemi attraverso i quali vengono rappresentati e gestiti il patrimonio e la situazione economica dell’ente pubblico.

La nuova struttura avrà il compito di coordinare le attività della fase di transizione e di monitorare l’avanzamento dell’implementazione del nuovo sistema contabile, con un orizzonte fissato al 2029. La complessità della riforma rende necessario un coordinamento trasversale tra le diverse strutture regionali. Per la Valle d’Aosta, come per le altre amministrazioni interessate, la sfida sarà quindi quella di accompagnare l’adeguamento contabile senza trasformarlo in un aggravio burocratico eccessivo, facendo invece della maggiore conoscenza del patrimonio pubblico uno strumento utile anche alle scelte amministrative e politiche.

Sempre nell’ambito della Presidenza della Regione, è stato approvato il programma di utilizzo del Fondo regionale di protezione civile relativo all’annualità 2025, per un importo complessivo di 278.201,46 euro. Le risorse saranno destinate al potenziamento del sistema regionale e degli enti locali, con particolare attenzione alla Colonna Mobile Regionale. Previsti l’acquisto di nuovi automezzi, attrezzature e materiali, oltre alla dotazione di dispositivi di protezione individuale per il personale del Dipartimento della protezione civile e per i volontari iscritti nell’elenco territoriale.

È un investimento che assume un significato particolare in un territorio montano come quello valdostano, dove il rischio legato a eventi meteorologici estremi, dissesto idrogeologico, valanghe e altre emergenze rende fondamentale disporre di una struttura di intervento pronta e adeguatamente equipaggiata. Il rafforzamento della capacità di risposta non riguarda quindi soltanto la macchina regionale, ma anche la sicurezza concreta delle comunità locali.

Particolarmente attuale è poi il provvedimento adottato dall’assessorato all’Agricoltura e alle Risorse naturali sulla grave siccità che ha interessato la Valle d’Aosta nell’estate 2026. La Giunta ha formalmente richiesto il riconoscimento dell’evento come fenomeno meteorologico eccezionale e circostanza di forza maggiore nell’ambito della normativa europea della Politica agricola comune, individuando l’intero territorio regionale come area gravemente colpita.

L’obiettivo è creare le condizioni per poter applicare le deroghe e le tutele previste dalla PAC a favore degli agricoltori e degli allevatori valdostani. La questione non è soltanto ambientale. La scarsità d’acqua può avere ripercussioni sulla produzione agricola, sull’alimentazione del bestiame e, più in generale, sull’equilibrio economico di aziende che già devono confrontarsi con costi elevati e con le difficoltà strutturali dell’agricoltura di montagna. Il riconoscimento dell’evento come eccezionale può dunque diventare uno strumento per attenuare gli effetti economici di una situazione climatica che sembra destinata a rappresentare una delle principali sfide per il settore agricolo nei prossimi anni.

Sul fronte dell’istruzione, la Giunta ha approvato una proposta di legge da sottoporre al Consiglio regionale in materia di esame di maturità. Il provvedimento interviene sulla legge regionale 17 dicembre 2018, n. 11, relativa allo svolgimento delle prove di francese all’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione in Valle d’Aosta, per adeguare l’ordinamento regionale alle modifiche introdotte dalla legge nazionale 30 ottobre 2025, n. 164 sulla composizione delle commissioni dell’esame di Stato.

Il punto politicamente rilevante è che l’adeguamento alla normativa statale viene accompagnato dalla volontà di mantenere le prerogative regionali in materia di tutela del bilinguismo. In Valle d’Aosta, infatti, la disciplina dell’esame di maturità non può essere considerata soltanto una questione organizzativa: il rapporto tra ordinamento scolastico nazionale e specificità linguistica regionale rappresenta uno degli ambiti nei quali l’autonomia trova una delle sue espressioni più concrete.

Sempre nel settore dell’istruzione e della cultura sono state approvate le nuove disposizioni applicative per i contributi destinati alle bande musicali valdostane e ai loro corsi di orientamento musicale, riconosciuti ai sensi della legge regionale n. 5/1986. Le nuove regole definiscono beneficiari, spese ammissibili, modalità di presentazione delle domande, procedimento di concessione ed erogazione dei contributi.

Si tratta di un intervento che riguarda una realtà diffusa sul territorio e che va oltre il semplice sostegno alle attività culturali. Le bande rappresentano infatti uno dei luoghi tradizionali di aggregazione delle comunità valdostane, soprattutto nei comuni più piccoli, contribuendo alla trasmissione di competenze musicali e alla partecipazione alla vita sociale. Il sostegno pubblico assume quindi anche una funzione di conservazione e rinnovamento del tessuto associativo locale.

Sul versante delle politiche identitarie, la Regione ha inoltre approvato la collaborazione con il Centre d’études francoprovençales René Willien di Saint-Nicolas per l’organizzazione dell’edizione 2026 della Fête internationale des patois, in programma a Pont-Saint-Martin, Donnas e Carema nelle giornate del 19 e 20 settembre 2026. Per l’organizzazione dell’iniziativa è prevista una spesa di 9.000 euro.

La scelta di coinvolgere più territori, compresa Carema, rafforza il carattere transfrontaliero e sovracomunale della manifestazione, che diventa occasione per valorizzare una componente linguistica e culturale che non coincide con i confini amministrativi. Anche in questo caso la politica culturale si intreccia con quella identitaria, in una regione nella quale la tutela delle minoranze linguistiche costituisce uno degli elementi fondanti dell'autonomia.

Un capitolo particolarmente rilevante riguarda l’edilizia residenziale pubblica. Dopo il parere positivo espresso dal CPEL il 28 agosto, la Giunta ha approvato le modalità di concessione all’ARER di contributi straordinari per complessivi 12,5 milioni di euro, già previsti dalla legge regionale n. 14 del 6 agosto 2026.

Le risorse saranno utilizzate per due interventi distinti. Una quota di 1,2 milioni di euro servirà a ristrutturare e rendere nuovamente disponibili alcuni alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente sfitti. I restanti 11,3 milioni di euro costituiranno la compartecipazione regionale alla realizzazione di circa 80 nuovi alloggi nel Comune di Aosta, nell’area UMI3 del Quartiere Dora.

È probabilmente questo uno degli interventi con la ricaduta sociale più immediata. L’aumento della disponibilità di abitazioni a canone sociale o comunque accessibili rappresenta infatti una risposta alla difficoltà abitativa che interessa fasce sempre più ampie della popolazione. Recuperare gli alloggi sfitti significa intervenire rapidamente sul patrimonio esistente, mentre la costruzione di circa 80 nuove abitazioni nel Quartiere Dora consente di aumentare strutturalmente l’offerta.

La politica della casa assume inoltre una dimensione economica. La disponibilità di abitazioni a condizioni sostenibili può infatti contribuire a trattenere famiglie e lavoratori sul territorio regionale, sostenendo indirettamente anche il mercato del lavoro e i servizi. In una regione dove il costo degli alloggi può rappresentare un ostacolo alla permanenza di giovani e nuclei familiari, l’edilizia pubblica diventa quindi anche una componente delle politiche demografiche e di sviluppo.

Infine, sul fronte dello sviluppo economico e della mobilità sostenibile, la Giunta ha approvato un finanziamento di 10.672 euro al Comune di Rhêmes-Notre-Dame per l’istituzione del servizio integrativo di Taxi-Bus durante la stagione invernale 2026/2027. La spesa complessiva prevista è di 15.246 euro, con una compartecipazione regionale pari al 70 per cento.

Il servizio sarà gratuito per cittadini e turisti e collegherà le località di Bruil, Chanavey e Le Carré per complessive 33 giornate, concentrate nei periodi di maggiore affluenza turistica. L’obiettivo è rispondere a una domanda di mobilità che non può essere soddisfatta dal trasporto pubblico di linea tradizionale, riducendo contemporaneamente l’utilizzo dell’auto privata.

In una località turistica di montagna il tema non è secondario. Ridurre il traffico e la pressione sui parcheggi significa infatti intervenire tanto sulla qualità della vita dei residenti quanto sull’esperienza dei visitatori. Il collegamento con il comprensorio sciistico può inoltre contribuire a rendere più accessibile la destinazione senza aumentare proporzionalmente il numero di automobili sulle strade. È un piccolo intervento per dimensione finanziaria, ma coerente con una politica più ampia di mobilità sostenibile e di gestione dei flussi turistici.

Nel complesso, i provvedimenti adottati dalla Giunta delineano un quadro nel quale accanto agli interventi più tecnici — come la transizione alla contabilità accrual — trovano spazio questioni di forte impatto pubblico: la protezione dalle emergenze, il sostegno all’agricoltura colpita dalla siccità, la tutela del bilinguismo e delle minoranze linguistiche, la disponibilità di abitazioni e la mobilità nei territori turistici.

Elementi diversi, dunque, ma accomunati dalla necessità di adattare le politiche regionali a trasformazioni che stanno interessando anche la Valle d’Aosta: dal cambiamento climatico alla pressione abitativa, dalla modernizzazione della pubblica amministrazione alla necessità di mantenere vive le specificità linguistiche e culturali. In questo senso, la dimensione dell’autonomia non si misura soltanto nella possibilità di adottare norme proprie, ma anche nella capacità di utilizzare gli strumenti finanziari e amministrativi disponibili per dare risposte calibrate sulle caratteristiche concrete del territorio valdostano.

je.fe.

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