Legambiente Valle d'Aosta interviene nel dibattito seguito alla sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna del sindaco di Chamois, Mario Pucci, per il deturpamento del Lago Lod, bacino d'alta quota situato a oltre duemila metri di altitudine.
La presa di posizione dell'associazione, autrice dell'esposto da cui sono scaturite le indagini, giunge in risposta alle preoccupazioni espresse dall'Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani).
L'Uncem aveva infatti manifestato timori per la creazione di un presunto precedente giurisprudenziale penalizzante per gli amministratori locali, fondato sulla punibilità dell'alterazione dei luoghi anche in assenza di danni irreparabili. Legambiente ha respinto tale impostazione, definendola una semplificazione dell'operato della magistratura.
Secondo la ricostruzione offerta dal direttivo regionale dell'associazione ambientalista, gli accertamenti giudiziari hanno evidenziato che il prelievo idrico eccessivo e prolungato disposto dal primo cittadino non rispondeva a esigenze tecniche, economiche o sociali di pubblica utilità.
Legambiente ha quindi ribadito che gli amministratori pubblici continuano a essere tutelati nella misura in cui operano con correttezza, senso di responsabilità e nel rispetto delle norme di tutela ambientale.













