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ATTUALITÀ | 08 settembre 2026, 08:32

A Caselle sequestrata una testa di coccodrillo: passeggero denunciato

Un passeggero italiano proveniente da Miami, via Istanbul, è stato fermato all’aeroporto “Sandro Pertini” con una testa di coccodrillo essiccata e avvolta nella carta da pacchi. L’esemplare è tutelato dalla Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.). La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane hanno proceduto al sequestro e alla denuncia

A Caselle sequestrata una testa di coccodrillo: passeggero denunciato

Un reperto insolito, nascosto tra i bagagli di un passeggero in arrivo da una delle principali rotte internazionali, ha fatto scattare un intervento della Guardia di Finanza all’aeroporto “Sandro Pertini” di Caselle Torinese, nell’ambito dei controlli sul commercio e sul trasporto internazionale di specie protette. L’operazione si inserisce nel rafforzamento della vigilanza attuato durante il periodo estivo, quando l’incremento dei flussi turistici provenienti da destinazioni considerate “esotiche” rende più intensi anche i controlli sui traffici di fauna e flora tutelate.

L’intervento è stato condotto dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’attenzione si è concentrata in particolare sui voli ritenuti maggiormente esposti al rischio di importazioni irregolari. È proprio durante uno di questi controlli che è stato individuato il passeggero italiano, arrivato da Miami, negli Stati Uniti, con transito a Istanbul, in Turchia.

L’ispezione dei bagagli ha portato alla scoperta della testa di un coccodrillo, ricondotta alla specie “Crocodylia spp.”, sottoposta alle forme di tutela previste dalla Convenzione di Washington, la C.I.T.E.S., che disciplina il commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione. La testa del rettile, secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, era stata essiccata e successivamente avvolta nella comune carta da pacchi, una modalità che avrebbe consentito di tentare di superare i controlli nel Paese di partenza.

Il reperto è stato sottoposto a sequestro e il passeggero è stato denunciato a piede libero per l’importazione di un esemplare appartenente a una specie protetta in assenza della documentazione richiesta. La contestazione riguarda la violazione delle disposizioni contenute nella legge 7 febbraio 1992, n. 150, che recepisce nell’ordinamento italiano gli obblighi legati alla tutela delle specie protette e al loro commercio internazionale.

Sul piano sanzionatorio, la condotta contestata può comportare un’ammenda compresa tra 20.000 e 200.000 euro oppure l’arresto da sei mesi a un anno. Saranno ora gli sviluppi dell’iter giudiziario a stabilire le eventuali responsabilità individuali. Per la persona denunciata, infatti, resta pienamente valido il principio della presunzione di innocenza fino a un eventuale giudizio definitivo.

L’episodio riporta al centro dell’attenzione un fenomeno che spesso rimane lontano dalle cronache quotidiane: quello del traffico internazionale di animali, parti di animali e altri esemplari appartenenti a specie tutelate. Dietro oggetti che possono essere presentati come semplici curiosità o souvenir si nasconde infatti un mercato globale che può alimentare il prelievo illegale di fauna selvatica e incidere sulla conservazione delle specie. È anche per questo che gli aeroporti rappresentano uno dei punti strategici dell'attività di contrasto, soprattutto lungo le rotte internazionali.

La vicenda di Caselle assume quindi un significato che va oltre il singolo sequestro. La collaborazione tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, rafforzata dal protocollo d’intesa che disciplina la cooperazione operativa negli spazi aeroportuali, punta a rendere più efficace il controllo di un settore nel quale legalità, tutela ambientale e commercio internazionale si intrecciano sempre più strettamente. L'operazione, come sottolineano gli stessi organi coinvolti, conferma l'attenzione rivolta alla circolazione degli esemplari tutelati dalla C.I.T.E.S., ma richiama anche una responsabilità più ampia: quella di considerare la biodiversità non come una riserva inesauribile di oggetti da collezione, bensì come un patrimonio da proteggere.

In questo senso, il sequestro di una testa di coccodrillo in una valigia racconta una storia più grande di quanto possa apparire a prima vista. Racconta la difficoltà di controllare un commercio che attraversa continenti e frontiere e, nello stesso tempo, l’importanza della cooperazione tra istituzioni per arginarlo. Perché, come dimostra anche questo episodio, la tutela delle specie protette comincia spesso proprio ai confini: nei porti, negli aeroporti e nei controlli quotidiani che impediscono a un esemplare sottratto alla natura di trasformarsi in una semplice merce da trasportare oltre frontiera.

pi.mi.

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