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CRONACA | 05 agosto 2026, 21:26

Crollo sul Cervino, scatta l'allarme: sospese le ascensioni alla Gran Becca dopo la maxi frana sulla parete Sud

Una frana di grandi dimensioni si è staccata nella mattinata di oggi dalla parete Sud del Cervino, a circa 3.900 metri di quota. Nessuna persona è rimasta coinvolta, ma la Società Guide del Cervino ha deciso di sospendere tutte le ascensioni con i propri clienti e invita gli alpinisti a non affrontare la montagna fino a quando non saranno ripristinate adeguate condizioni di sicurezza. La situazione è monitorata dal Corpo Forestale della Valle d'Aosta, mentre la Centrale Unica del Soccorso raccomanda la massima prudenza anche in presenza di eventuali piccoli smottamenti

Crollo sul Cervino, scatta l'allarme: sospese le ascensioni alla Gran Becca dopo la maxi frana sulla parete Sud

Il boato, la nube di detriti e poi la consapevolezza che uno dei simboli più iconici delle Alpi sta attraversando una fase di particolare fragilità. La grande frana verificatasi nella mattinata di oggi sulla parete Sud del Cervino riaccende l'attenzione sulla stabilità dell'alta montagna e sulle conseguenze che le condizioni meteorologiche delle ultime settimane possono avere anche su pareti considerate tra le più solide e conosciute dell'arco alpino.

Secondo quanto comunicato dalla Centrale Unica del Soccorso, il distacco si è verificato intorno a quota 3.900 metri sul livello del mare su un conoide della parete Sud del Cervino. L'evento ha interessato una zona generalmente non frequentata dagli alpinisti e, fortunatamente, non ha provocato feriti né dispersi. Fin dai primi momenti il fenomeno è stato seguito dal personale del Corpo Forestale della Valle d'Aosta, che continua a monitorare l'evoluzione della situazione per verificare eventuali ulteriori movimenti della massa rocciosa.

Nonostante la frana non abbia coinvolto la via normale italiana, la storica Cresta del Leone, la Società Guide del Cervino ha scelto di adottare la linea della massima prudenza. In una nota diffusa nel pomeriggio di oggi, le Guide hanno annunciato la sospensione temporanea di tutte le ascensioni alla Gran Becca con i propri clienti, spiegando che la decisione è legata non soltanto al crollo, ma anche al persistente stato di instabilità della montagna provocato dai continui temporali che hanno interessato il comprensorio negli ultimi giorni.

Le Guide sottolineano come il distacco non abbia interessato direttamente l'itinerario classico dal versante valdostano, ma ritengono che le condizioni generali del massiccio non offrano, allo stato attuale, sufficienti garanzie di sicurezza. Per questo motivo rivolgono un appello chiaro a tutti gli alpinisti, sconsigliando la salita al Cervino fino a quando il quadro non sarà tornato stabile.

Rimane invece aperta la nuova Capanna Carrel, che continuerà a svolgere la funzione di bivacco ma senza la presenza del personale di presidio. Una scelta che consente di mantenere disponibile un punto di appoggio in quota, pur limitando le attività organizzate fino a quando le verifiche tecniche non consentiranno di rivalutare le condizioni della montagna.

La Centrale Unica del Soccorso invita inoltre tutti coloro che frequentano l'ambiente alpino a prestare particolare attenzione anche all'eventuale verificarsi di frane o smottamenti di piccole e medie dimensioni, fenomeni che possono rappresentare un segnale di un equilibrio ancora precario del versante.

L'episodio assume un significato che va oltre il singolo evento franoso. Il Cervino rappresenta uno dei principali motori del turismo alpino valdostano e ogni limitazione alle ascensioni ha inevitabili ripercussioni economiche sulle guide alpine, sui rifugi, sulle strutture ricettive e sull'intero sistema turistico di Breuil-Cervinia. Allo stesso tempo, il crollo riporta al centro del dibattito gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici sull'alta montagna: l'alternanza di forti precipitazioni, periodi di caldo intenso e degradazione del permafrost contribuisce infatti ad aumentare l'instabilità delle pareti rocciose, imponendo strategie di monitoraggio sempre più sofisticate e decisioni improntate alla prevenzione.

La scelta delle Guide del Cervino di fermare le ascensioni, pur in assenza di un coinvolgimento diretto della via normale italiana, testimonia come la sicurezza resti il valore prioritario in un ambiente naturale che sta cambiando rapidamente. Il grande crollo di oggi è un richiamo alla prudenza per tutti gli appassionati della montagna, ma rappresenta anche un segnale che istituzioni, operatori turistici e comunità alpine dovranno continuare a confrontarsi con una realtà sempre più complessa, nella quale la tutela della vita umana dovrà prevalere su qualsiasi altra considerazione

je.fe.

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