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ECONOMIA | 24 luglio 2026, 09:27

Caro carburanti, gasolio sopra i 2,20 euro al litro in autostrada. Stangata sulle partenze estive

Carburanti sempre più cari: il gasolio supera i 2,20 euro al litro in autostrada. Per le vacanze estive si prospetta una stangata fino a 700 milioni di euro. Le associazioni dei consumatori chiedono il ripristino del taglio delle accise, ma il Governo non prevede interventi immediati

Caro carburanti, gasolio sopra i 2,20 euro al litro in autostrada. Stangata sulle partenze estive

Non si ferma il caro carburanti. Sulle vacanze degli italiani, e più in generale su tutti gli spostamenti privati, incombe la corsa dei prezzi dei carburanti, che continua sulla scia dei forti rialzi delle quotazioni petrolifere internazionali.

Il risultato è che sulla rete stradale gasolio e benzina raggiungono i livelli massimi da mesi. In autostrada il gasolio sfonda la soglia psicologica dei 2,20 euro al litro, mentre sulla rete ordinaria supera i 2,10 euro al litro. La benzina, invece, supera i 2 euro al litro in autostrada.

Il conto che gli automobilisti saranno chiamati a pagare rischia di trasformarsi in una stangata da 700 milioni di euro tra luglio e agosto. Le associazioni dei consumatori chiedono un intervento sulle accise che, al momento, non sembra però essere all'orizzonte.

Secondo Staffetta Quotidiana, il diesel a 2,14 euro al litro ha raggiunto il livello più alto dal 15 aprile, mentre la benzina a 1,96 euro al litro è ai massimi dal 28 maggio.

Ieri, 23 luglio, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service sulla rete stradale nazionale era pari a:

  • benzina: 1,957 euro/litro (+8 millesimi);
  • gasolio: 2,141 euro/litro (+17 millesimi);
  • GPL: 0,744 euro/litro (-1 millesimo);
  • metano: 1,586 euro/kg (+5 millesimi).

Sulla rete autostradale i prezzi medi self sono invece:

  • benzina: 2,048 euro/litro (+8 millesimi);
  • gasolio: 2,213 euro/litro (+17 millesimi);
  • GPL: 0,879 euro/litro (invariato);
  • metano: 1,593 euro/kg (+1 millesimo).

Rispetto al 3 luglio, data in cui è scaduto il taglio delle accise, il gasolio è aumentato di 25,9 centesimi al litro, facendo lievitare il costo di un pieno di diesel di circa 13 euro. La benzina, nello stesso periodo, è rincarata di 15,4 centesimi, con un aggravio di 7,7 euro a pieno. In autostrada il gasolio è aumentato di 24,5 centesimi, pari a circa 12,2 euro in più per un pieno.

Per le associazioni dei consumatori, l'unica misura realmente efficace sarebbe il ripristino di uno sconto sulle accise attraverso un decreto del Governo, almeno fino alla fine di agosto, per contenere il peso dei rincari sulle vacanze degli italiani.

Al momento, però, non è previsto alcun nuovo taglio delle accise. Ieri il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo a margine del question time alla Camera a chi chiedeva un intervento sui carburanti, ha dichiarato: «C'è il meccanismo delle accise mobili. Quando entrerà in funzione lo valuteremo. Risorse da destinare a nuovi interventi? Al momento non le ho.»

Federconsumatori VdA sottolinea come, in questa situazione, lo Stato continui a incassare ingenti somme grazie a IVA e accise, che rappresentano oltre il 50% del prezzo finale dei carburanti.

Il rincaro arriva proprio alla vigilia del periodo di maggiore traffico estivo, con gli spostamenti destinati a intensificarsi tra la fine di luglio e la prima settimana di agosto. Il trasporto su gomma continua infatti a rappresentare il principale mezzo utilizzato per le vacanze di prossimità.

Secondo l'Ufficio economico di Confesercenti, la crisi di Hormuz ha determinato un aumento dei prezzi di circa 12 centesimi al litro nell'arco di una decina di giorni, con un aggravio di 140 milioni di euro già in questo breve periodo.

Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, l'impatto complessivo tra luglio e agosto arriverebbe a 700 milioni di euro per famiglie e piccole imprese che si riforniscono sulla rete ordinaria. A ciò si aggiunge il possibile aumento delle bollette elettriche legato ai maggiori consumi causati dalle ondate di calore.

La maggiore spesa per il pieno dell'auto o del camper, i possibili rincari di voli e traghetti, gli eventuali supplementi carburante e l'aumento delle tariffe del trasporto turistico ridurranno inevitabilmente le risorse che i vacanzieri potranno destinare alle proprie ferie.

Bruno Albertinelli

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