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ECONOMIA | 17 luglio 2026, 16:00

L’Istat conferma, a giugno, il tasso di inflazione al +3 %

Lieve flessione dal 3,2% del mese precedente. Una minima frenata dovuta alla riduzione dei prezzi degli alimentari non lavorati da +5,5% a +4,4%, dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona da +3,0% a +2,7% e dei servizi relativi ai trasporti da +1,7% a +1,1%

L’Istat conferma, a giugno, il tasso di inflazione al  +3  %

In controtendenza, invece, i prezzi dell’energia: salgono da +5,6% a +9,2% i beni energetici regolamentati e da +12,5% a +13,3% i non regolamentati. Aumenti che le famiglie toccano con mano ogni giorno, quando pagano le bollette e, soprattutto, quando fanno rifornimento di carburante!

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha recentemente calcolato che gli attuali sovrapprezzi sui costi dei carburanti generano un aggravio di oltre 265,00 euro annui a famiglia (tra costi diretti, per i rifornimenti, e costi indiretti, dovuti alle ripercussioni sui prezzi dei beni trasportati su gomma). A rendere ancora più drammatico questo dato contribuiscono le stime del nostro osservatorio sulle ricadute generali di un tasso di inflazione a questi livelli: pari a +991,80 euro annui a famiglia.

Aggravi che si sommano a quelli subiti negli ultimi anni, a fronte di retribuzioni e pensioni ferme. Le famiglie, in questo scenario, sono costrette a tagliare persino sul consumo energetico e alimentare. Per questo è necessario agire ora, riportando al centro del dibattito politico i cittadini, i loro bisogni e le loro esigenze, tra cui certamente non rientrano né la caccia né i caccia.

Per questo rivendichiamo misure concrete a sostegno del potere di acquisto di famiglie e pensionati, quali: Una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di beni essenziali:

  • Un bonus energia più consistente ed esteso a una platea di famiglie più ampia.
  • La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili.
  • La realizzazione della riforma degli oneri di sistema sui beni energetici, spostandone alcuni sulla fiscalità generale.
  • Monitoraggi, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti.
  • Una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i bassi redditi e i redditi medi, ovvero quelli colpiti più duramente da queste dinamiche.
  • L’imposizione di un'adeguata tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche, e non solo, per finanziare misure di sostegno.

Bruno Albertinelli

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