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ECONOMIA | 15 luglio 2026, 12:00

Benzina: i prezzi tornano a salire, ma più del dovuto! I sovrapprezzi causano aggravi di 265,00 euro annui a famiglia. Prematuro l’abbandono del taglio delle accise

Come purtroppo avevamo paventato, l’eliminazione del taglio delle accise si è rivelata prematura e poco lungimirante. Con le nuove tensioni nello Stretto di Hormuz, le quotazioni del petrolio sono tornate a crescere e, con esse, i prezzi dei carburanti, ormai del tutto privi dei ritocchi sulle accise che avevano parzialmente aiutato i cittadini in questa fase di rincari

Benzina: i prezzi tornano a salire, ma più del dovuto! I sovrapprezzi causano aggravi di 265,00 euro annui a famiglia. Prematuro l’abbandono del taglio delle accise

Stamattina benzina e gasolio sono saliti, rispettivamente, a 1,884 euro al litro e 1,994 euro al litro per il self-service, con il diesel a un passo dai 2 euro. Come sempre, i prezzi aumentano alla velocità della luce e di più del dovuto. Secondo le stime aggiornate dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tenendo conto dell’andamento della materia prima e del cambio euro/dollaro, nonché della variazione delle accise, il prezzo della benzina si dovrebbe attestare a circa -15 centesimi rispetto a quello praticato oggi, e per il diesel a -8 centesimi. 

Questi sovrapprezzi continuano a pesare in maniera ingiustificata e inaccettabile sulle tasche dei cittadini, con aggravi di +138,60 euro a famiglia in termini diretti sui pieni di carburante. A ciò si aggiungono +126,40 euro di aggravi in termini indiretti, dovuti all’aumento dei costi per il trasporto dei beni di largo consumo (che in Italia avviene per oltre l’86% su gomma).

L’aggravio totale ammonta a +265,00 euro annui a famiglia, ma si sarebbe potuto ridurre di ben 112,80 euro annui se il Governo non avesse deciso di eliminare troppo presto il taglio delle accise (nella misura prevista dall’ultimo provvedimento in tema). Una scelta che peserà sulle vacanze degli italiani e sulle loro abitudini di consumo, già condizionate da un potere di acquisto ridotto ai minimi termini dopo anni di aumenti spesso ingiustificati.

È ora di riportare l’asse del dibattito politico sui cittadini, sulle loro esigenze e sulle misure utili ad aiutarli. Per questo chiediamo di assumere decisioni coraggiose:

Bruno Albertinelli

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