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FEDE E RELIGIONI | 21 luglio 2026, 08:00

Il Papa a Montecassino: Leone XIV implora la pace nei territori feriti dalla guerra

Visita privata di Papa Leone XIV all'Abbazia di Montecassino. Il Pontefice ha pregato sulla tomba di San Benedetto affidando al patrono d'Europa un'accorata invocazione per la pace nelle regioni segnate da guerre e violenze. La giornata si inserisce anche nel cammino verso il Giubileo del 2029, che celebrerà i 1500 anni della fondazione del monastero.

Il Papa a Montecassino: Leone XIV implora la pace nei territori feriti dalla guerra

Una visita discreta, vissuta nel raccoglimento e nella semplicità, ma dal forte valore simbolico. Domenica 20 luglio Papa Leone XIV si è recato in forma privata all'Abbazia di Montecassino, uno dei luoghi più significativi della spiritualità europea, dove ha elevato una preghiera per la pace davanti alla tomba di San Benedetto, fondatore dell'ordine benedettino e patrono d'Europa.

Secondo quanto reso noto dalla Sala Stampa della Santa Sede, il Pontefice ha affidato al santo "l'implorazione per la pace nelle regioni del mondo segnate dal sangue e dal conflitto", rinnovando così uno degli appelli che caratterizzano il suo pontificato.

Ad accogliere Leone XIV è stata la comunità monastica guidata dall'abate dom Luca Fallica. La visita, mantenuta riservata fino all'ultimo momento, ha sorpreso gli stessi monaci. "È stato un dono assolutamente inatteso", ha dichiarato l'abate, spiegando che la conferma dell'arrivo del Papa era giunta soltanto poche ore prima, consentendo un'accoglienza improntata alla massima semplicità e familiarità.

Nel corso della mattinata il Papa ha partecipato con i religiosi alla recita dell'Ora Sesta, ha visitato l'Archivio e la Biblioteca dell'abbazia e ha condiviso il pranzo con la comunità prima di fare ritorno a Castel Gandolfo. Per Leone XIV si è trattato anche di un ritorno personale: il Pontefice ha ricordato di essere stato a Montecassino molti anni fa, quando era ancora studente a Roma.

La scelta di pregare proprio sulla tomba di San Benedetto richiama una lunga tradizione di pellegrinaggi dei Pontefici. Fu infatti a Montecassino che nel 1964 Paolo VI proclamò San Benedetto "Pacis Nuntius", messaggero di pace, durante la riconsacrazione della basilica ricostruita dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale. Anche Giovanni Paolo II e Benedetto XVI si sono recati in questo luogo come pellegrini di pace. Nel corso della visita, Leone XIV ha inoltre acceso la storica lampada per la pace donata proprio da Paolo VI.

Il messaggio assume un significato ancora più profondo in vista del Giubileo del 2029, quando saranno celebrati i 1500 anni della fondazione del monastero, tradizionalmente fatta risalire al 529. La comunità benedettina ha già avviato un percorso di preparazione articolato su tre grandi temi: pace, luce e speranza.

Per i monaci, la pace rappresenta una vera e propria missione quotidiana. Lo ricorda la grande scritta "PAX" che campeggia sul portale dell'abbazia, simbolo di un'accoglienza che diventa anche un invito per tutti coloro che visitano Montecassino a farsi costruttori di riconciliazione.

La storia stessa del monastero conferisce particolare forza a questo messaggio. Montecassino porta ancora la memoria delle distruzioni subite durante la Seconda guerra mondiale e della successiva ricostruzione, diventando così un luogo che testimonia come dalle macerie possa rinascere la speranza.

"Conoscendo gli orrori della guerra comprendiamo ancora di più la sofferenza di quanti oggi vivono sotto la minaccia dei conflitti", ha sottolineato dom Fallica, ribadendo l'impegno della comunità benedettina a pregare e operare per la pace.

Per l'abate, la presenza del Papa rappresenta un incoraggiamento prezioso non solo per la vita monastica, ma anche per la missione della Chiesa nel mondo. Una visita breve, ma destinata a lasciare un segno profondo, rilanciando da Montecassino un messaggio universale: la pace non è soltanto un'invocazione, ma una responsabilità da vivere e testimoniare ogni giorno.

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