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Info consumatori | 10 luglio 2026, 21:18

Diritto alla riparazione: ora è necessario un cambiamento culturale

Il frigorifero fa rumore, ma funziona ancora. Lo smartphone ha la batteria scarica. La lavatrice ha bisogno di una riparazione che costerà solo pochi euro. Nonostante ciò, milioni di elettrodomestici finiscono nella spazzatura ogni anno perché i pezzi di ricambio non sono disponibili, le riparazioni sono proibitive o i produttori, semplicemente, non progettano i loro prodotti per un utilizzo a lungo termine.

Diritto alla riparazione: ora è necessario un cambiamento culturale

Il nuovo diritto europeo alla riparazione mira a contrastare questo problema. La direttiva (UE) 2024/1799 obbliga gli Stati membri a facilitare le riparazioni e a creare le condizioni affinché i prodotti possano essere utilizzati più a lungo. Gli Stati europei devono recepire la direttiva entro la fine di luglio 2026.

Il fattore decisivo sarà ora l'ambizione con cui i singoli Stati membri la attueranno. La vera questione non è se un dispositivo sia riparabile, ma se ripararlo sia conveniente rispetto all'acquisto di uno nuovo. È proprio qui che si deciderà se il diritto alla riparazione avrà successo o rimarrà soltanto una bella promessa.

Di particolare interesse è l'estensione del periodo di garanzia per le riparazioni coperte dalla garanzia legale, come previsto a livello europeo. Ciò crea, per la prima volta, un incentivo concreto a scegliere la riparazione anziché l'acquisto di un prodotto nuovo.

Il Governo italiano è ora chiamato ad attuare il diritto alla riparazione in modo coerente, a vantaggio dei consumatori e senza indebolirne le tutele. Gli incentivi previsti dalla direttiva non devono essere ridotti. Solo se le riparazioni diventeranno effettivamente più convenienti, il diritto alla riparazione potrà trasformarsi in qualcosa di più di una semplice modifica legislativa.

Riparare un dispositivo consente di risparmiare risorse, ridurre gli sprechi e promuovere la sostenibilità. Sarebbe quindi logico premiare questo comportamento. Chi ripara dovrebbe essere avvantaggiato rispetto a chi acquista subito un prodotto nuovo. Le garanzie estese rappresentano un segnale forte in questa direzione.

I prodotti dovrebbero avere una durata maggiore, le riparazioni dovrebbero essere più semplici e i pezzi di ricambio dovrebbero rimanere disponibili. Ciò rafforza i diritti dei consumatori, preserva le risorse e sostiene le attività artigianali locali.

In passato, gli elettrodomestici venivano acquistati per durare il più a lungo possibile. Oggi, molti prodotti vengono sostituiti anche se potrebbero essere riutilizzati con uno sforzo minimo. Il diritto alla riparazione può contribuire a invertire questa tendenza.

«Se riparare diventasse di nuovo più facile e conveniente, ne trarrebbero beneficio consumatori, artigiani e ambiente. È proprio qui che risiede l'opportunità di un vero cambiamento culturale e sociale.»

In definitiva, non si tratta solo di frigoriferi, smartphone o lavatrici guasti. Si tratta di capire se, in futuro, i prodotti saranno costruiti per durare nel tempo oppure se continuare a buttarli via resterà più economico e semplice che ripararli. Il diritto alla riparazione offre la possibilità di invertire questa tendenza.

In una prima fase saranno interessati numerosi dispositivi di uso quotidiano, come smartphone, tablet, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, frigoriferi, aspirapolvere, televisori e display elettronici. In futuro, il campo di applicazione dovrà essere esteso anche ad altri gruppi di prodotti.

Bruno Albertinelli

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